Testo latino
[617] DEAE DONIS propter arma. TANTO LAETUS HONORE munere divae: quod manifestam viderat matrem et plenam numinis sui.
[619] INTERQUE MANUS ET BRACCHIA VERSAT iungendum est, ut intellegas Aenean manibus minora, bracchiis maiora arma considerasse, ut puta loricam et scutum: haec enim sunt arma maiora: minora vero galeam gladium ocreas. VERSAT considerat, ut “huc illuc vinclorum inmensa volumina versat” .
[621] FATIFERUMQUE ENSEM fatum saepe pro morte positum legitur, 'fatiferum' ergo letiferum. RIGENTEM, SANGUINEAM, INGENTEM distinguendum propter plura epitheta. 'sanguineam' autem velut cruentam, terribilem.
[623] SOLIS INARDESCIT RADIIS Irin physica ratione describit, quae fit cum aquosam nubem solis ardor inradiat. Nec est incongrua haec comparatio, cum lorica de diversis metallis fieri plerumque consueverit.
[624] LEVES OCREAS id est nitida tibialia. RECOCTO saepe purgato, quia quanto plus coquitur, melius fit: ergo ad qualitatem et ad commendationem refertur.
[625] NON ENARRABILE TEXTUM bene 'non enarrabile': cum enim in clipeo omnem Romanam historiam velit esse descriptam dicendo 'illic genus omne futurae stirpis a Ascanio pugnataque in ordine bella', carptim tamen pauca commemorat, sicut in primo ait “videt Iliacas ex ordine pugnas” , nec tamen universa descripsit. Sane interest inter hunc et Homeri clipeum: illic enim singula dum fiunt narrantur, hic vero pro perfecto opere noscuntur: nam et hic arma prius accipit Aeneas quam spectaret, ibi postquam omnia narrata sunt, sic a Thetide deferuntur ad Achillem. Oportune ergo fecit Vergilius, quia non videtur simul et narrationis celeritas potuisse conecti et opus tam velociter expediri, ut ad verbum posset occurrere.
[627] HAVT VATVM IGNARVS litotes figura, id est futurorum non inscius. et quibusdam videtur, hunc versum omitti potuisse. VENTVRIQVE INSCIVS AEVI non 'aevi', sed quae in aevo erant futura.
[629] STIRPIS AB ASCANIO usque ad Augustum Caesarem. PVGNATAQVE IN ORDINE BELLA et hic subaudiri potest 'ab Ascanio'; et bella Albanorum, †quae a Romanorum in clipeo dicit.
Traduzione
[617] DEAE DONIS per le armi. TANTO LAETUS HONORE per il favore della dea: poiché aveva visto chiaramente la madre e piena della sua potenza divina.
[618] INTERQUE MANUS ET BRACCHIA VERSAT bisogna collegare in modo tale che tu comprenda che Enea avesse esaminato fra le mani le armi minori e fra le braccia quelle maggiori come per esempio la corazza e lo scudo: queste infatti sono armi maggiori: minori invero sono l'elmo, il gladio, gli schinieri. VERSAT considera come "rivolge qua e là gli oggetti immensi degli indumenti"
[621] FATIFERUMQUE ENSEM "fato" spesso si legge inserito al posto di "morte", e dunque "fatale" sta per "mortale". RIGENTEM, SANGUINEAM, INGENTEM si deve distinguere per i parecchi epiteti. "Sanguigna" vale certamente come "cruenta", "terribile".
[623] SOLIS INARDESCIT RADIIS descrive Iride con una spiegazione fisica, che si verifica quando il bagliore del sole irradia una nube piovosa. Non è incongruente questo paragone dal momento che la corazza solitamente è fatta di metalli diversi.
[624] LEVES OCREAS cioè gli splendidi gambali. RECOCTO più volte purificato, poichè quante più volte è fuso, migliore è la sua fattura, dunque è riferito alla qualità e al pregio.
[625] NON ENARRABILE TEXTUM è opportunamente detto "non descrivibile": dal momento che, infatti, nel dire che "di qui la discendenza intera della futura stirpe da Ascanio e le guerre combattute in ordine" pretende che nello scudo fosse descritta tutta la storia romana, tuttavia ne commemora poche a tratti, così come in un primo tratto ha affermato che "vede gli scontri Troiani in ordine", tuttavia non le ha descritte tutte. Certamente c'è una differenza tra questo e lo scudo di Omero: in quello, infatti, sono narrati i singoli fatti nel momento in cui accadono, in questo invero sono conosciuti come un evento concluso: inoltre qui Enea ha ricevuto le armi prima di esaminarle, là dopo che tutte le cose sono state narrate, quindi sono consegnate da Teti ad Achille. Virgilio dunque ha fatto in modo opportuno, poiché non sembra possiblie che sia coinvolta la velocità della narrazione allo stesso modo e che il manufatto possa essere descritto tanto velocemente da poter venire incontro a racconto.
[627] HAVT VATVM IGNARVS è la figura della litote, e significherebbe “non inconsapevole delle cose future”. Ma per quelli che l’hanno capito, avremmo potuto omettere questo verso. VENTVRIQVE INSCIVS AEVI non proprio “dell’epoca”, ma di quanto in quell’epoca doveva ancora succedere.
[629] STIRPIS AB ASCANIO fino a Cesare Augusto. PVGNATAQVE IN ORDINE BELLA e qui si potrebbe sottintendere “da Ascanio in poi”; e anche le guerre contro gli Albani, che nello scudo si vedono come combattute dai romani.