Il dipinto propone uno dei momenti di maggior tensione della vicenda che vede come protagonisti il re etrusco Porsenna e Muzio Cordoba, successivamente “Scevola” (mancino). Il gesto da parte dell’uomo romano di porre la mano destra sul fuoco e di sopportare il dolore vuole essere simbolo dell’impavido valore dei romani nel resistere alla morte e agli assedi. Nel gruppo centrale troviamo Muzio Scevola avvolto da un mantello purpureo e illuminato da una luce radente, intento a posare la mano sul braciere e a guardare con fierezza il re, mentre ai suoi piedi si staglia il cadavere del sottoposto del Lucumone. Spicca, circondato dall’oscurità della tenda, Porsenna seduto orgogliosamente e vestito con colori che richiamano la veste dell’assassino, l’utilizzo dei quali rimanda alla tradizione della scuola veneta. Inoltre il gruppo di soldati che occupa la fascia destra del dipinto incrementa, attraverso la descrizione della veste bianca e delle gestualità dei corpi, la dinamicità della scena.
(Prontuario degli uomini di vari secoli con icone e insegne, con lo svolgimento delle loro vite, tratte dalle testimonianze di autori molto affidabili, 1553)