Virgilio nel libro ottavo dell' Eneide ci illustra la scena del Ratto delle Sabine, uno degli episodi della storia più antica di Roma, avvolto tra mito e leggenda. Interessante come Virgilio descrive il rapimento, non tanto con la narrazione dell'accaduto, quanto più con la maniera con la quale questo viene eseguito, definito "brutale", "senza valori": Virgilio infatti stravolge la credenza che fino ad allora v'era nel popolo romano, il cui contenuto esplicava che l'episodio si fosse svolto senza violenza. Nei versi successivi Virgilio illustra sia la guerra tra Roma e i popoli confinanti, inclusi i Sabini, sia i patti che stringeranno successivamente; secondo il mito, sarebbero state le stesse donne a porsi tra i due schieramenti dichiarando di cessare la guerra.
Commento di Francesco D'Antonio