L’espressione Cernere erat (verso 676) viene riportata identica anche nel libro VI dell’Eneide al verso 596.
La parola sidus rimanda al “Sidus caesaris” apparso durante i suoi funerali a cui Virgilio aveva già alluso in Ecl 9-47-8.
Tempora viene riportato due volte nel giro di quattro versi: al 680 e 684.
L’espressione ventis vocatis compare anche nel libro III al verso 253 e nel libro V al verso 211 ed indica lo sfruttamento del vento favorevole.
Nel verso 672 e poi 689 si ripete il verbo spumare che indica l’agitarsi delle onde.
L’espressione ope barbarica deriva da Ennio (frammento 9 dell’Andromacha)
Il verso 690 (convulsum remis rostrisque tridentibus aequor) è identico al 143 del libro V nel quale però si parla di una gara di vascelli, non di una battaglia.
Al verso 680 l’espressione stans celsa in puppi è simili allo stans prima in puppi del verso 527 del terzo libro dell’Eneide. Questa stessa espressione è ripetuta identica invece al verso 261 del X libro
Il penatibus al verso 679 è confrontabile al verso 12 del libro III dell’Eneide cum sociis natoque penatibus et magnis