RIJKSMUSEUM
RIJKSMUSEUM
A cura di Rodolfo Beneventi, Ilaria Butera e Davide Mancuso
IL RIJKSMUSEUM
Video realizzato da Rodolfo Beneventi, Ilaria Butera e Davide Mancuso.
Il museo nacque nel 1800, a L’ Aia, per esporre la collezione degli stateholder olandesi. Nel 1808 fu spostata ad Amsterdam, e nel 63 cambiò di nuovo sede, pur rimanendo nella città.
La nuova sede fu costruita da Pierre Cuypers, che creò un edificio con elementi sia gotici sia rinascimentali Bart van Hoe e Jean Francosi Vermeyel abbellirono l'opera con sculture, e William Dixon con vetrate. Nel 1890 fu aggiunto un nuovo edificio, dedicato all'arte olandese in generale, e tra gli anni 20’ e 50’ le pareti furono ridipinte.
Nel 2003 il museo fu ristrutturato e rinnovato in base ai progetti degli architetti spagnoli Cruz e Ortiz. All’interno del museo si trova la più ampia biblioteca pubblica che tratti di storia dell’arte dei Paesi Bassi.
Al momento dell’inaugurazione fu aspramente criticato lo stile della struttura in quanto poco tipico dei Paesi Bassi, ora è un centro culturale noto a tutto il paese.
DOVE SI TROVA?
Il luogo in cui è costruito il museo è strategico, accessibile a tutti. Grazie soprattutto alla biblioteca è un centro culturale di ampio respiro che tratteggia la tradizione della storia dell’arte dei Paesi Bassi.
La sistematizzazione delle opere all’interno del museo avviene per piani (dal piano zero al terzo piano), nell’ala destra del museo al piano zero si trovano le collezioni speciali, al primo piano le opere datate 1700-1800, al secondo piano le opere datate 1600-1650, al terzo piano le opere datate 1950-2000; mentre nell’ ala sinistra del museo al Piano zero si trovano le opere datate 1100-1600, al primo quelle dal 1800 al 1900, al secondo dal 1650 al 1700 al terzo dal 1900 al 1950.
La struttura senza una mappa può risultare complessa ai visitatori, soprattutto se turisti, tuttavia all’interno del museo vi sono numerose mappe e traduzioni in lingua inglese con cui vi si può orientare.
Rispetto al maestoso stile che si presenta sulla facciata del museo, all’interno è rimodernato (grazie alla ristrutturazione del 2003), anche se si comprende l’intento di voler mantenere un ambiente culturale tradizionale nel quale la sistematizzazione delle opere ripercorra la storia dell’arte dei Paesi Bassi.
Le opere sono adeguatamente illuminate e le sale sono ampie, i colori che vengono utilizzati per le pareti non fanno contrasto con la luminosità né dell’ambiente né dei quadri ma anzi la esaltano particolarmente.
La struttura presenta dei percorsi guidati, audio guide e percorsi interattivi, oltre che aiuti per persone con disabilità e ipovedenti.
Il biglietto per adulti (dai diciotto anni in su) costa 22 euro e 50, mentre fino ai diciott’anni è gratuito. Il prezzo, considerando l’estensione del museo ed i servizi che offre, è adeguato; il biglietto presenta una grafica semplice ed immediata che rispecchia la semplicità del museo ed è perciò apprezzata.
Il Folder rispecchia lo stile del biglietto in una sistematizzazione poco confusionaria delle principali opere, che serve sia come tecnica propagandistica ed economica che come utile brochure per l’orientamento nel museo.
⬅ FOLDER
BIGLIETTI DEL MUSEO ⮕
Il sito Web contiene più sezioni, alcune variabili a seconda dell’attività che il museo propone in un determinato mese, altre invece stabili tra cui la sezione che riguarda l’acquisto dei biglietti o il gift shop, ma vi sono anche sezioni dedicate alla storia del museo, alla collezione digitale e alla biblioteca (con catalogo online). Navigare nel sito è intuitivo e veloce, dà le informazioni necessarie sia per gli orari di apertura che
per i prezzi e i luoghi di interesse per la struttura, includendo anche attività per famiglie e ragazzi (laboratorio di pittura, immedesimarsi in bambini e ragazzi dell’ottocento, challenge sui social, guide per gruppi scolastici…) divisi per fascia di età.
Il museo e le informazioni di questo sono accessibili attraverso i social, in particolare Instagram che è l’applicazione più utilizzata dai giovani al momento, ma anche Facebook ma anche tik tok. Mentre Instagram si concentra maggiormente sui dettagli delle opere e l’estetica del museo con uno scopo più propagandistico, tik tok si concentra sulle iniziative del museo.