L’insegnamento dell’Italiano come seconda lingua (L2) rappresenta un elemento fondamentale per garantire a tutti gli alunni non italofoni il diritto allo studio, alla comunicazione e alla piena partecipazione alla vita scolastica. Il presente curricolo è pensato come uno strumento operativo per i docenti dei tre ordini di scuola, con l’obiettivo di guidare la progettazione di percorsi linguistici progressivi dal livello Pre-A1 fino al B1 (per la secondaria di primo grado), nel rispetto dei tempi, dei bisogni e delle biografie linguistiche degli studenti.
partono dai bisogni comunicativi immediati degli alunni (capire una consegna, interagire con i compagni, chiedere aiuto, raccontare un’esperienza);
sono concrete e contestualizzate, legate alla vita di classe, agli ambienti scolastici, alle routine;
favoriscono un apprendimento pratico e significativo, non teorico; ad esempio far scaturire la riflessione sulla lingua a partire da contesti concreti.
privilegiano attività che attivino la motivazione, la partecipazione e il coinvolgimento emotivo.
La lingua diventa così uno strumento per agire e partecipare, non solo un contenuto da studiare.
La dimensione affettiva è centrale nel percorso di apprendimento linguistico. Le attività proposte:
aiutano l’alunno a sentirsi accolto, sicuro e rispettato;
valorizzano la sua identità, la sua storia e le sue lingue d’origine;
riducono ansia e incertezza attraverso routine prevedibili, giochi linguistici, interazione significativa;
favoriscono il rapporto positivo con la nuova lingua, condizione essenziale per apprendere.
L’obiettivo è creare un clima di benessere linguistico, condizione necessaria per una crescita autentica.
Il curricolo assume una prospettiva interculturale, intesa non come studio delle culture “altre”, ma come incontro, confronto e dialogo tra storie diverse presenti nella classe.
Le proposte didattiche:
integrano riferimenti ad usi, costumi, feste, parole, testi provenienti dai paesi di origine degli alunni;
favoriscono confronti culturali significativi e non stereotipati;
valorizzano il plurilinguismo, considerato una risorsa cognitiva, identitaria e comunicativa;
promuovono la consapevolezza che ogni bambino entra a scuola con un bagaglio di conoscenze e valori che arricchisce tutta la comunità educativa.
L’educazione linguistica diventa così anche educazione alla cittadinanza globale.
Il curricolo segue la progressione dei livelli del QCER, adattandoli alle fasce di età e alle caratteristiche della scuola:
Infanzia e primaria: Pre-A1, A1 e livello A2;
Secondaria di primo grado: Pre-A1, A1, A2 e B1.
L’apprendimento è accompagnato da:
uso strutturato di immagini, mappe, gesti, oggetti;
testi graduati e strategie per la comprensione;
didattica laboratoriale, cooperativa e multisensoriale;
forti momenti di modellizzazione linguistica da parte dell’insegnante.
Ogni percorso è flessibile e calibrato sulla reale competenza in entrata dell’alunno.
Un compito collegiale
Il curricolo L2 non riguarda solo l’insegnante di italiano, ma tutti i docenti e l’intera comunità scolastica.
Ogni insegnante contribuisce alla costruzione della competenza linguistica attraverso:
consegne chiare e supportate da immagini;
routine esplicite e ripetute;
interazioni significative;
tempo dedicato alla verbalizzazione;
scelte didattiche inclusive e accessibili.
Accogliere e far crescere un alunno non italofono è un processo condiviso, che coinvolge docenti, compagni e scuola.