Scuola Senza Zaino è un modello didattico ideato e messo a punto nel 2002 dal Prof. Marco Orsi. L’idea alla base del modello è che i bambini – e gli alunni in senso lato – in spazi opportunamente strutturati e con materiali adeguati, possano riuscire a organizzare responsabilmente il proprio apprendimento, senza l’aiuto dei docenti.
Il modello Senza Zaino propone un approccio globale al curricolo, superando la frammentazione delle discipline e promuovendo autonomia, partecipazione, responsabilità.
Al termine del triennio alunne ed alunni avranno acquisito un metodo di studio e di lavoro che permetterà loro di affrontare in modo sereno il futuro percorso scolastico, in qualsiasi istituto superiore.
Togliere lo zaino è un gesto simbolico, per creare un ambiente scolastico dove i ragazzi possono trovare tutto ciò di cui hanno bisogno. L'obiettivo è favorire la responsabilità, l'autonomia e l'acquisizione delle competenze in un continuo scambio reciproco.
Lo zaino rappresenta l'immagine di una scuola formalistica, nozionistica e libresca. La scuola senza zaino non rifiuta il libro, ma ne fa un uso diverso e più consapevole, affiancando al libro di testo altri strumenti di conoscenza.
i valori della Scuola Senza Zaino:
ospitalità, responsabilità, comunità
Il valore dell’Ospitalità si concretizza in un approccio didattico e umano attento alle diversità, agli spazi comuni della scuola e agli ambienti, in generale, in cui i ragazzi si muovono e vivono. Ad esempio, la strutturazione dell’aula in aree distinte, che permettono di diversificare il lavoro scolastico, consente l’attuazione di più attività in contemporanea.
Il valore della Responsabilità richiama la libera adesione dell’allievo e presuppone che crescita e maturazione dell’alunno si realizzino nella misura in cui la persona è in grado di cogliere il significato di ciò che è proposto e per cui sono mobilitate le proprie risorse interiori (cognitive, emotive, affettive) e la propria motivazione. Nella pratica didattica quotidiana il valore della Responsabilità si attua nella modificazione dell’assetto della classe: non più banchi disposti su file parallele, di fronte alla cattedra, ma raggruppati ad isole; pareti attrezzate di pannelli che offrono istruzioni e procedure di lavoro; “angoli”, ricavati all’interno dell’aula, destinati ad attività diversificate. La Responsabilità si ritrova anche nella varietà degli strumenti didattici utilizzati e nella proposta di attività autentiche, attraverso le quali le nozioni si trasformano in competenze.
Il valore della Comunità si traduce nel principio per cui l’apprendimento avviene nella relazione tra persone e ambiente di lavoro, e nel lavoro cooperativo, tra docenti, tra docenti e alunni, tra alunni. L’Agorà è il luogo privilegiato in cui insegnanti e allievi scambiano idee e riflessioni, un angolo dell’aula in cui si celebra il rito dell’inizio e della fine di ogni lezione.