Cari lettori...
Con immensa gioia e un pizzico di emozione, vi presentiamo la seconda edizione de "La voce del fermi - Racalmuto". Dopo il caloroso riscontro della nostra prima uscita, siamo tornati con nuove voci, nuove storie e la stessa vibrante energia che anima la nostra comunità scolastica. Questo numero è un mosaico dei vostri talenti, delle vostre riflessioni e dei momenti che rendono unico il nostro percorso insieme. Preparatevi a sfogliare pagine ricche di creatività e di spunti di riflessione!
Prof.ssa Vetro Giusy e Costanza Graziella
In un mondo che va sempre più veloce, la scrittura diventa uno spazio prezioso in cui i ragazzi possono fermarsi, riflettere ed esprimere ciò che sentono. Non è solo un compito scolastico, ma un modo per raccontarsi, condividere emozioni, sogni e anche qualche paura.
La nostra scuola lo sa bene: progetti come questo giornalino nascono proprio per dare voce agli studenti. Scrivere ci aiuta a conoscerci, a capire gli altri e a sentirci ascoltati.
Quando la scuola ci offre queste opportunità, ci sentiamo valorizzati, perché sappiamo che le nostre parole hanno un peso. E, per una volta, possiamo mettere da parte i social e affidarci a qualcosa di più profondo: noi stessi.
Prof.ssa Messina Tiziana
Lavoro realizzato con Canva dagli alunni del corso di scrittura creativa
La Fontana dei Novi Cannola è un'icona storica di Racalmuto, in provincia di Agrigento. Il nome deriva dalle nove bocche cilindriche da cui sgorga l'acqua, che ricordano la forma dei cannoli siciliani, un dolce tipico della zona.
La fontana ha avuto un ruolo importante nella vita quotidiana della comunità, essendo utilizzata anche per il lavaggio dei panni. La sua presenza nel centro storico di Racalmuto la rende un punto di riferimento culturale.
La fontana è abbellita da una facciata riccamente decorata e da vasi floreali in pietra.
Situata nel cuore del centro storico, la fontana è un'attrazione per i visitatori, che possono poi esplorare altri siti di interesse come il Castello Chiaramontano e la Casa Museo di Leonardo Sciascia. Inoltre, Racalmuto, con la sua vicinanza alla Valle dei Templi, sta incrementando la sua offerta turistica, puntando anche all'enogastronomia.
Sono stati effettuati lavori di restauro per preservare la bellezza e l'integrità della fontana.
Gli anziani del paese, oltre a raccontarci delle esperienze ludiche vissute da piccoli presso la fontana, utilizzata come "piscina" nelle estati roventi, ci hanno trasmesso l'amore per i monumenti di Racalmuto. Ci hanno riferito che la fontana è stata oggetto di interventi di pulizia, effettuati da gruppi di giovani locali, che si prendono cura del patrimonio culturale.
Sarebbe bello poter essere protagonisti di attività che mirino a prendersi cura del nostro amato territorio.
Licata Ksenia
Hammany Sara
3GSS
La storia delle fontane di Racalmuto
La fontana dei NOVI CANNOLA
Fu costruita nel 1847, su progetto di Fra Vincenzo di Carini. Questa fontana è uno dei simboli architettonici di Racalmuto. Il nome diviene dalle sue nove bocche che ricordano la forma tradizionale del cannolo siciliano. Questa fontana presenta una pianta rettangolare con un abbeveratoio per animali e lavatoio circolare, con l’uso quotidiano da parte delle donne del paese.
LA FONTANA DI SAN MATTÈ E LA FONTANA DEL RAFFO.
La fontana di San Matte si trova lungo un sentierio di campagna, vicino al Raffó e ai resti di un'antica ghiacciaia. È un esempio tipico delle fontane rurali che un tempo dissetavano gli animali e irrigavano i campi. Sono simboli della vita contadina e delle pratiche agricole tradizionali della zona.
Invece quella del Raffó si trova in una zona di particolare bellezza paesaggistica, nota per essere stata una dei primi insediamenti arabi della zona. Il termine “Raffo” deriva dall’arabo “Garof” che significa “abbondanza d’acqua” indica l’importanza della risorsa idrica per l’insediamento. La fontana rappresenta un’esempio di come l’acqua abbia influenzato la distribuzione e lo sviluppo degli insediamenti nella regione.
Mia nonna mi raccontava la storia delle “Signuredde” che nella fontana di San Mattè alle “03:33” di notte facevano un mercatino di arance d’oro che diventavano denaro. Ci sono anche dei lati oscuri su questa leggenda, si dice che se ti toccavano poteva succedere qualcosa…
2GSS Sofia Pitruzzella
L’8 Aprile,noi ragazzi del laboratorio “Scrittura creativa” abbiamo avuto l'occasione di incontrare il signor Sergio Pomo, per un’ intervista speciale dedicata al meraviglioso teatro Regina Margherita di Racalmuto.E’ stato un momento ricco di curiosità, racconti e storia,che ci ha permesso di scoprire al meglio uno dei luoghi culturali più importanti del nostro paese. In un’atmosfera serena e con tanta voglia di conoscere più da vicino la sua storia ponendogli diverse domande fatte da noi ragazzi, che per l’occasione “abbiamo indossato i panni” di giovani giornalisti.
A turno abbiamo posto le seguenti domande:
QUANDO E’ STATO INAUGURATO IL NOSTRO TEATRO?
Il teatro Regina Margherita di Racalmuto fù inaugurato il 9 Novembre 1880, con la rappresentazione del Rigoletto di Giuseppe Verdi. La costruzione del teatro iniziò nel 1870 su iniziativa dell'allora sindaco Gaspare Matrona e fù completato nel 1879. Dopo periodi di chiusura e restauri, il teatro è stato riaperto nel 2003, segnando un nuovo capitolo nella sua storia culturale.
COSA RENDE IL NOSTRO TEATRO UN LUOGO SPECIALE PER LA CULTURA DEL PAESE?
Il nostro teatro è un luogo speciale per la cultura del paese perché rappresenta un punto di riferimento storico e artistico per la comunità. E’ uno spazio dove si incontrano arte,tradizioni e socialità, ospitando spettacoli teatrali, concerti,eventi culturali e iniziative per tutte le età.
QUAL’E’ L’ ASPETTO PIU’ AFFASCINANTE DEL TEATRO PER I VISITATORI?
L’ aspetto più affascinante del teatro per i visitatori è sicuramente la sua storia legata a Leonardo Sciascia e al patrimonio culturale del paese. Per i visitatori l’aspetto più interessante è il meraviglioso quadro dipinto olio su tela realizzato dal noto pittore palermitano Giuseppe Carta. Un’altro aspetto fantastico di questo teatro è l’aspetto architettonico dei palchetti che aumenta la visibilità agli spettatori che sono nella parte posteriore. Per molti visitarlo è anche un modo per sentirsi più vicini alle radici Siciliane.
COM’E’ STRUTTURATO IL NOSTRO TEATRO ?
All’interno, la sala ha una pianta a ferro di cavallo, tipica dei teatri all’italiana, e può ospitare circa 350 spettatori distribuiti tra la platea, due ordini di palchi e un loggione. Il palcoscenico è ampio e separato dalla platea da una fossa orchestrale,nota come golfo mistico, destinata all’orchestra durante le rappresentazioni.
Gli interni sono arricchiti da decorazioni e affreschi di grande pregio.
Il soffitto è adornato da affreschi raffiguranti i 12 mesi dell’anno che circondano l’apoteosi di Apollo sul carro dell’aurora, mentre ai pennacchi sono presenti le muse Talia e Melpomene, simboli della commedia e della tragedia.
Picone Valeria
Molluzzo Chiara
Falco Abramo Giada
2Gss/ 4Gss
Il Teatro Regina Margherita di Racalmuto, si trova in provincia di Agrigento, è un gioiello architettonico e culturale di grande valore. Ecco le sue caratteristiche principali:
E' stato costruito tra il 1870 e il 1880, il teatro sorge sull'area dell'ex giardino del Monastero di Santa Chiara.
E' stato progettato dall'architetto Dionisio Sciascia, allievo di Filippo Basile, il teatro presenta uno stile neoclassico con influenze romaniche.
L'interno è impreziosito da stucchi dorati, velluti, affreschi e un sipario raffigurante i Vespri siciliani, opera di Giuseppe Carta.
Il teatro dispone di 350 posti, due ordini di palchi, un loggione a ferro di cavallo e un ampio palcoscenico.
Il teatro è un importante centro di rappresentazione dell'opera e di altre forme di spettacolo a Racalmuto.
La sua costruzione simboleggiò un periodo di prosperità per la città, legata alle miniere di zolfo.
La sua architettura e i suoi elementi decorativi, ne fanno un monumento di grande pregio.
Dopo un periodo di declino, il teatro è stato restaurato e riportato al suo antico splendore.
Rappresenta un'attrazione culturale e turistica per Racalmuto e per tutta la Sicilia.
Il teatro è un punto di riferimento per eventi culturali, e spettacoli di vario genere.
Aurora Patito 2GSS
Malgrado Tutto, quotidiano locale, vede la sua origine nel 1980. Al fine di conoscere lo sviluppo di questo giornale abbiamo intervistato il giornalista Picone Salvatore per scoprire come sia nato, quali erano gli obiettivi iniziali e com’è cambiato nel tempo. Un viaggio dentro una redazione che da anni racconta la realtà con passione e impegno.
Patito Aurora: Siamo qui con Salvatore Picone ci racconti un po’ la storia del quotidiano malgrado tutto le, le sue origini, qual era l’elemento fondamentale su cui si basava il giornale?
Picone Salvatore: Malgrado Tutto nasce nel 1980, fondato da adolescenti dell’epoca, Gaetano Savatteri, Carmela Arrostuto e Giancarlo Macaluso; considerate che Racalmuto allora aveva più di 15.000 abitanti se non 20.000, era una realtà abbastanza importante e soprattutto c’era la presenza di Leonardo Sciascia che creava interesse e movimento. Questi tre ragazzini, forse presi dalla noia, fondarono questo periodico cittadino di commento e cultura. in quel periodo in tutta la Sicilia nascevano tanti giornali, radio e tante piccole televisioni, era veramente un momento di grande fermento culturale; la nascita di questo giornale si inserisce in questo contesto storico e sociale e questi tre ragazzi, animati dalla volontà di raccontare il quotidiano o comunque il proprio paese, vanno da Leonardo Sciascia, il quale è già uno dei più grandi scrittori viventi di quel periodo, e chiedono gli chiedono un articolo. Considerate che Sciascia non scriveva a chiunque, e invece fu catturato dall’attenzione che questi tre ragazzi avevano per il proprio paese. Scrisse per loro un articolo che si intitolava “ l’uomo del sud”. il quotidiano uscì nei primi numeri in ciclostile, diciamo che la presenza di Leonardo Sciascia diede già da allora un'importanza a questo giornale, che dura ancora, e fa sperimentare ciò che i ragazzi volevano comunicare, già dal titolo MalgradoTutto, il non essere pessimisti sulle cose ma farsi eseguire dall’ottimismo della ragione
Falco Abramo Giada:Qual è stata la reazione iniziale della comunità locale alla nascita del giornale?
Picone Salvatore: io ovviamente non c’ero però da quello che mi raccontano gli amici, di MalgradoTutto, il giornale fu accolto molto bene, anche se non da tutti però, perché gli amministratori locali lo videro come opposizione da parte di chi scriveva. I ragazzi che scrivevano e si occupavano del raccontare la vita del paese, quindi nascevano critiche alle amministrazioni comunali, ai sindaci che man mano cambiavano. Non era come oggi, che durano in carica cinque anni, ma allora i sindaci e le amministrazioni duravano da sei mesi a due anni e non di più. Alcuni ovviamente storcevano il naso, però servì alla comunità perché dire le cose, criticare quando c’è bisogno fa crescere sicuramente tutti, anche le comunità piccole.
Macaluso salvatore: quali sfide si sono dovute affrontare all’inizio della fondazione del giornale, al fine di superare questi pregiudizi?
Picone Salvatore: no, più che pregiudizi,direi sfide! anche perché il giornale fu accolto molto positivamente dai tanti Racalmutesi che vivevano fuorisede, quindi era come un modo per raccontare quello che stava succedendo nel paese. Migliaia e migliaia di immigrati che erano in Canada, in Belgio, in Germania o nel Nord Italia attendevano il periodico che usciva ogni due mesi, oggi invece è un quotidiano online, quindi c’era questa attesa da parte dei cittadini, non solo di quelli che vivevano a Racalmuto ma soprattutto di quelli che vivevano fuori. non solo si aspettava il giornale ma vi era molta curiosità su quale sarebbe stato il titolo di prima pagina. La differenza ovviamente tra il quotidiano è un periodico è quella che nel quotidiano racconti appunto la quotidianità nei periodici devi saper mettere in sintesi quello che era successo tra un’edizione e l’altra. Ovviamente la testata MalgradoTutto, periodico cittadino di commento e cultura già dice tutto, cioè che è un giornale dove non si faceva cronaca spicciola, ma si faceva cronaca mensile quindi di commento. Se già da allora con la presenza di Leonardo Sciascia si diede anche questo impronta culturale al giornale, non solo pubblicavano gli articoli di Leonardo Sciascia, ma nelle terze pagine, le famose terze pagine, prettamente dedicata ai temi della società e quindi ai temi culturali, veniva spesso pubblicato un saggio, un articolo, un racconto di Sciascia ma anche degli amici dello scrittore, perché essendo poi un giornale molto caro a Leonardo Sciascia, iniziarono ad avvicinarsi scrittori come: Gesualdo Bufalino, Vincenzo Consolo, Sebastiano Adamo e Luisa Adorno, tanti scrittori che diedero ovviamente al giornale un’impronta importante perché il giornale aveva firme prestigiosissime a partire appunto da quella di Sciascia
Patito Aurora: quali sono i valori fondamentali che guidano il lavoro della redazione di un giornale?
Innanzitutto bisogna dire che il giornale sin dall’ora e ancora oggi è diretto da Egidio Terrana. I fondatori, Gaetano Savatteri un affermato scrittore, un giornalista Giancarlo Macaluso, ma tanti si sono avvicinati al giornale come Gigi Restivo e Gaetano Restivo, Felice Cavallaro, giornalista del “Corriere della Sera“ è sempre stato molto legato a MalgradoTutto, a questo piccolo giornale di paese; tantissime persone, Vincenzo Morgante, oggi direttore di “ TV 2000 “ ha iniziato proprio con MalgradoTutto e poi sono arrivato io nella fine degli anni 90. Oggi collaboro con la Repubblica di Palermo; quindi il giornale è stato una sorta di palestra e lo è ancora una palestra per tanti che alla fine hanno deciso di fare questo mestiere. mi hanno raccontato che Sciascia, a un certo punto, quando il giornale festeggiò i cinque anni di attività ,oggi siamo a 45 anni, disse: “fate opposizione concreta, non parlate delle cose che succedono a Milano, New York, parlate delle cose che stanno nel paese, come della luce che non funziona, della lampadina che non funziona piuttosto che la disonestà di chi amministra o che è in malafede, parlate di queste cose e la gente sarà contenta di trovare nel giornale le cose che sente, fate opposizione concreta non tanto per il gusto di fare opposizione, ma proprio per dire le cose che non vanno “. Ecco questa lezione è servita anche per chi poi si è ritrovato a raccontare i fatti nei giornali.
Questo piccolo giornale può essere utile a voi ragazzi che volete trasmettere qualcosa al lettore, per esempio se voi scrivete un fatto locale, chi lo leggerà sicuramente non è uno che vive a Roma o a Milano, chi legge sa se scrivete la verità, e allora scrivere per un giornale locale che sia on-line o su carta, ovviamente oggi prettamente on-line, è importante sapere che al di là della tastiera c'è sempre qualcuno che legge e questo vale anche per i social perchè quando il giornale è stato fondato non c'era instagram, Facebook ecc,ecc. Però il principio è sempre lo stesso, non bisogna stare dietro una tastiera perchè bisogna conoscere, bisogna avere sempre una fonte da dove verranno prese le notizie da scrivere, anche quando si tratta di una cosa che non funziona vicino casa tua e se qualcuno successivamente ci dice di fare una critica al sindaco, per esempio, perchè non funziona il campetto di calcio, andate a verificare se è vero, perché, soprattutto oggi, è molto importante, rispetto a 40 anni fà, andare a verificare poichè tutti siamo sapienti, tutti sappiamo tutto di tutti, e a volte può anche capitare di prendere una medicina sbagliata solo perché c'è l’ ha consiglia Google, NO! Bisogna andare sempre alla fonte e l'esperienza di scrivere per un giornale locale insegna proprio questo, verificare da dove arriva la notizia e poi criticare se c'è da criticare, ma il giornalismo non è critica, il giornalismo è fare una fotografia, ascoltare le opinioni delle persone e sarà così che il giornalista darà la propria opinione, tranne che non sia una grande firma, ma il giornalista deve solo raccontare i fatti e poi deve essere il lettore a trovare una soluzione e a commentarlo con sé stesso, se vuole. Tornando al discorso di MalgradoTutto, anche se oggi si trova on-line, è sempre importante avere il contatto con chi legge. Nella provincia di Agrigento rispetto ad altre testimonianze la presenza di Sciascia ha portato, anche dopo la sua morte, tante firme prestigiose nel mondo della letteratura: Andra Camilleri per esempio, scriveva qualche articolo per MalgradoTutto, come anche la scrittrice Nadia Terranova, Luigi Locascio il grande attore, anche lui di origini Racalmutesi. Insomma si avvicinano perchè Malgrado tutto è stato ed è il giornale che si appassiona ai fatti culturali e che non fa cronaca spicciola e come dire per chi aiuta il lettore al ragionamento, come la lezione di Leonardo Sciascia che condivisi con Gesualdo Bufalino, per noi è un passo affettuoso e di amicizia e MalgradoTutto per Sciascia e Bufalino era il più bel titolo di giornale che si potesse avere.
Patito Aurora Mariapia
Falco Abramo Giada
2 GSS
Per noi lavorare insieme significa costruire un ambiente basato sul rispetto, l’ascolto e il sostegno reciproco. Nel nostro istituto la collaborazione è un valore fondamentale: ognuno mette a disposizione le proprie capacità e si lavora come una vera squadra, dove l’obiettivo comune è crescere e migliorarsi. Confrontarci, aiutarci nei momenti di difficoltà e raggiungere risultati insieme ci fa sentire parte attiva di un gruppo unito e affiatato. Questo spirito di collaborazione ci prepara anche ad affrontare meglio il lavoro futuro, soprattutto in ambito socio-sanitario, dove il lavoro in equipe è essenziale.
Picone Valeria
Molluzzo Chiara
4GSS
Lavorare insieme significa condividere non solo un compito, ma anche emozioni. È sentirsi parte di un gruppo, essere accolti e valorizzati. Collaborare ci fa provare gioia quando raggiungiamo un traguardo insieme, fiducia quando ci affidiamo agli altri, e orgoglio quando ciascuno dà il meglio di sé. Anche se a volte può esserci fatica o disaccordo, lavorare insieme ci insegna a comprendere, a rispettare e a migliorare insieme.
Licata Ksenia
Hammany Sara
3GSS
Gli alunni dell'Istituto Enrico Fermi di Racalmuto che hanno partecipato al progetto di scrittura creativa per la realizzazione della seconda edizione del giornalino scolastico, hanno il piacere di presentarvi la storia del castello Chiaramontano, situato in una collina del piccolo paesino siculo, dal panorama mozzafiato.
Prima ancora di entrare, il castello offre una vista spettacolare sulla campagna siciliana, con colline verdi e il blu del cielo che si fondono all'orizzonte.
La strada che conduce al castello è costellata di ulivi secolari, creando un'atmosfera suggestiva.
La sua struttura è dotata di mura imponenti. Le mura spesse in pietra calcarea raccontano la storia di secoli di difesa e resistenza. Si possono notare le diverse tecniche costruttive, che riflettono i vari periodi storici.
Torri e finestre: Le torri angolari sono particolarmente affascinanti, con feritoie che un tempo servivano per difendersi dagli attacchi. Le finestre, alcune decorate, mostrano influenze gotiche e normanne.
All'interno del Castello ci sono saloni e stanze. I vari ambienti del castello potrebbero ospitare mostre o eventi culturali. Le stanze affrescate e i mobili d’epoca, raccontano la vita dei nobili che vi abitavano.
Si narra che il castello sia abitato da spiriti. Si dice che è possibile ascoltare storie di apparizioni e fantasmi, rendendo la visita ancora più intrigante.
Alla fine della visita, ci siamo sentiti ispirati dalla bellezza e dalla storia del luogo, portandoci a casa un ricordo indelebile di un pezzo di Sicilia intriso di storia e leggende.
Visitare il Castelluccio di Racalmuto è un'esperienza che unisce storia, arte e cultura, rendendo ogni momento unico e affascinante.
2Gmt, 3Gss e 4Gss
Calogero Falletta Caravasso
Mohamed El Hallaoui
Gioele Ruggieri
Giuseppe Scimè
Sara Hammany
Valeria Picone
Chiara Molluzzo