Neurobiologa, è stata una delle più grandi scienziate italiane del XX secolo: è l’unica italiana a essere stata insignita del Premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia nel 1986, per la scoperta del Nerve Growth Factor (NGF), ed è stata la prima donna a essere ammessa all’Accademia Pontificia delle scienze.
Nacque a Torino nel 1909 da una famiglia ebrea. Secondo il padre la carriera professionale avrebbe interferito con i doveri di moglie e madre: nonostante ciò, si iscrisse alla facoltà di medicina all’Università di Torino, dove si laureò con il massimo dei voti. Si specializzò in neurologia e psichiatria ma con l’emanazione delle leggi razziali nel 1938 dovette emigrare in Belgio, dove continuò i suoi studi ospite dell’Istituto di Neurologia dell’Università di Bruxelles. Nel 1940 tornò a Torino dove allestì un laboratorio domestico in camera da letto per continuare i suoi studi. Riuscì a scampare alle deportazioni e nel 1944 divenne medico delle forze alleate. Terminata la guerra, tornò a Torino dove riprese gli studi accademici e allestì un laboratorio di fortuna in casa. Nel 1947 accettò un incarico alla Washington University. Nel 1974 fu ammessa all’accademia pontificia delle scienze. Per molti anni rimase negli Stati Uniti, dove lavorò e realizzò gli esperimenti fondamentali che la condussero alla scoperta del Nerve Growth Factor (NGF) il fattore di crescita nervoso, una proteina essenziale nella crescita e differenziazione delle cellule nervose sensoriali e simpatiche. Con questa scoperta vinse nel 1986 il Premio Nobel per la Medicina. Negli ultimi anni si dedicò alla promozione del diritto allo studio delle giovani donne dei paesi africani fondando nel 1992 la fondazione Rita Levi Montalcini. Nel 2001 fu nominata senatrice a vita della Repubblica italiana. Dedicò la sua vita alla scienza e all’impegno sociale. Morì nel 2012, all’età di 103 anni.
Carol W. Greider ha vinto il Premio Nobel per la Medicina 2009 per le sue ricerche sull’invecchiamento cellulare e in particolare su come i cromosomi vengano protetti dai telomeri, i nostri orologi biologici. Ha anche scoperto la telomerasi, un enzima che ha importanti implicazioni sul processo di invecchiamento e la crescita delle cellule tumorali.
Carol W. Greider ha vinto il Premio Nobel per la Medicina 2009 per le sue ricerche sull’invecchiamento cellulare e in particolare su come i cromosomi vengano protetti dai telomeri, i nostri orologi biologici. Ha anche scoperto la telomerasi, un enzima che ha importanti implicazioni sul processo di invecchiamento e la crescita delle cellule tumorali.
Carol nasce a San Diego (USA) nel 1961. Entrambi i genitori sono ricercatori scientifici e lavorano all’Università di Berkeley, in California. Dopo il liceo, Carol decide di studiare ecologia marina. Conseguita la laurea, incontra Elizabeth Blackburn a Berkeley e comincia a lavorare nel suo laboratorio. In quel periodo, Elizabeth ha già descritto la struttura molecolare del telomero e sta indagando come avviene il suo processo di accorciamento e allungamento. Carol decide di cercare un ipotetico enzima che rafforza i telomeri accorciati e lo identifica, dopo circa nove mesi di tentativi ed esperimenti, il giorno di Natale del 1984. All’età di 23 anni, prima ancora di ottenere il dottorato, Carol ha fatto la scoperta che le porterà il Premio Nobel 2009 per la Medicina.