a cura di Ginevra (2C)
Il conflitto israelo-palestinese risale al 1948 quando fu proclamato lo Stato d'Israele e contro il quale si sono opposti i paesi arabi. La diplomazia internazionale da anni cerca di trovare una soluzione alle continue tensioni tra i due popoli, separati da muri non solo materiali. Entrambi lottano per una terra che considerano la loro patria.
L’invasione
IL 7 ottobre come un fulmine a ciel sereno dalla Striscia di Gaza i miliziani palestinesi del gruppo HAMAS annunciano l’inizio di una grande rivoluzione araba e invitano gli altri abitanti palestinesi e il mondo arabo a unirsi: è l’inizio di una nuova guerra in Medio Oriente.
Sfruttando l’effetto sorpresa, queste milizie mobili brecciano rapidamente il confine mentre una pioggia di missili cade su Tel Aviv, i combattenti del gruppo terroristico, mentre avanzano, prendono diversi ostaggi, la maggior parte donne, che si sta cercando per mano militare e la penna della diplomazia di far rilasciare.
Hamas
HAMAS, in italiano il nome completo significa “Movimento Islamico di Resistenza” è un organizzazione politica e paramilitare in aperto contrasto con l’autorità nazionale palestinese, situata in Cisgiordania, e ovviamente con Israele, questo gruppo riconosciuto come terrorista da diversi paesi e associazioni governa Gaza senza opposizione dal 2007, a seguito dell’eliminazione degli avversari politici.
La Controffensiva israeliana
La reazione del governo israeliano guidato da Netanyahu è feroce, si vendicheranno e andranno fino in fondo, già il 13 ottobre gli israeliani avevano iniziato la ricognizione e tra il 27 e il 28 ottobre è iniziata l’invasione terrestre della Striscia di Gaza, almeno la parte settentrionale, con gli israeliani che hanno tagliato in due la striscia e completamente circondato Gaza.
Al momento della scrittura di questo articolo è in corso una tregua per il rilascio di alcuni ostaggi, ma gli scontri potrebbero riprendere alla fine di questa.
COSA FANNO I GIOVANI DI OGGI NEL TEMPO LIBERO?
a cura di Martina e Rossana (3B)
La generazione Z ha hobby e interessi differenti rispetto alle vecchie generazioni.
Si interessano maggiormente alla musica (61%), al cinema/film (51%), a cucinare (50%),alla tecnologia (49%),ai viaggi (48%),a fare sport e alla scienza.
La metà della Gen. Z guarda spesso programmi e serie TV straniere di qualità. Una volta valeva per il Giappone e la Corea del sud, ora l’abitudine di guardare gli anime e K-pop in lingua originale si è diffusa anche in Italia. Infatti gli adolescenti preferiscono comunicare con coetanei “stranieri”, complice il fatto che sono nati con internet tra le mani e perché vogliono imparare da altri ragazzi, esplorare il mondo, conoscere nuove culture e sapere cosa succede nel mondo.
A seguire riportiamo un’intervista fatta da una ragazza (che frequenta la scuola media a Fornovo)ai suoi compagni di classe.
Di Beatrice Solivari – “Cari lettori vi siete mai chiesti cosa fanno i ragazzi fornovesi nel tempo libero?Beh, io non mi sono limitata a pensare, così l’ho chiesto ai miei compagni. Dalle interviste è emerso che la percentuale di ragazzi che fa ricorso all’uso del telefono è la più alta: ciò rattrista molto perché a Fornovo ci sono diverse attività da svolgere, nonostante si tratti di un piccolo comune si può: far parte degli Scout o scegliere di praticare uno strumento nella Junior Band. L’attività degli scout è una delle meno praticate; eppure permette di trascorrere il tempo con i propri coetanei e di imparare anche cose utili per la vita quotidiana. Nella Junior Band, invece, si inizia dallo studio di uno strumento fino a esibirsi nei concerti tenuti a Fornovo e non solo. Dal mio punto di vista sia lo scout che la musica sono ottime scelte per impegnare il proprio tempo libero, infatti io li pratico tutti e due”.
Lo smartphone è lo strumento più utilizzato (97%) dagli adolescenti. Questo strumento permette di stare connessi sul web 24h/24 ed essere sempre aggiornati. Nonostante ciò, questo può avere dei riscontri positivi e negativi.
Positivi perché può aiutare molti adolescenti ad uscire dalla timidezza, migliorando così le interazioni sociali.
Gli effetti negativi invece sono diversi.
Infatti, oltre a creare dipendenza dai “social network”, gli adolescenti diventano ossessionati per apparire “perfetti” agli occhi del pubblico su queste piattaforme.
In Italia i giovani sono più socievoli
L’Italia è il primo Paese europeo (67%)per percentuale di adolescenti che amano passare il tempo libero in compagnia dei propri amici. Molto meno socievoli sono i ragazzi olandesi: solo il 28% ha indicato la compagnia degli amici tra le attività favorite per il tempo libero.
Dall’indagine sull’istruzione condotta da GoStudent è emerso che gli studenti italiani abbiano sofferto maggiormente la mancanza di interazioni sociali durante la pandemia, rispetto ai coetanei degli altri Paesi. In particolare, le ragazze italiane (74%) hanno accusato di più la solitudine rispetto ai ragazzi(68%).La fascia d’età più colpita è risultata essere quella degli studenti tra i 16 e i 18 anni. Oltre alla solitudine, i fattori che più hanno causato dei disagi agli studenti italiani e europei sono stati: la difficoltà a concentrarsi durante la didattica a distanza e la difficoltà a comprendere il materiale fornito durante le lezioni online.
Non stupisce, quindi, che gli adolescenti italiani siano i più “socievoli” d’Europa e che le ragazze e i giovani nella fascia 16-18 anni siano quelli che più amano trascorrere il proprio tempo libero con gli amici.
I giovani e lo sport
Gli italiani sono più sportivi dei loro coetanei europei
In Italia lo sport rientra tra gli hobby prediletti, infatti, il 45% dei Gen Z italiani intervistati ha dichiarato di trascorrere il proprio tempo libero facendo attività sportiva contro il 39% della media europea.
Inoltre è emerso che i ragazzi italiani(56%)sono più sportivi delle ragazze(33%).Gli adolescenti italiani tra i 16 e i 18 anni sono risultati essere i più sportivi contro il 43% dai 13 ai 15 anni. Tuttavia dai 18 anni la percentuale diminuisce, aumentando i tassi di sedentarietà. Il problema è il “drop out”(abbandono precoce)che inizia già a 11 anni. Ricollegandoci agli adolescenti in pandemia, è proprio a causa di questa che molti adolescenti hanno abbandonato lo sport. Secondo alcuni psicologi e sociologi questo abbandono viene incrementato dall’uso delle nuove tecnologie che tanto attirano i giovani d’oggi.