a cura di Alice e Marco (3A)
Per “cambiamenti climatici” si intendono i cambiamenti a lungo termine delle temperature e dei modelli meteorologici.
Questi cambiamenti possono avvenire in maniera naturale, ad esempio tramite variazioni del ciclo solare. Le attività umane, invece, sono state il fattore principale all’origine dei cambiamenti climatici odierni, imputabili essenzialmente alla combustione di combustibili fossili come il carbone, il petrolio e il gas; tale combustione genera emissioni di gas a effetto serra che agiscono come una coperta avvolta intorno alla Terra, trattenendo il calore del sole e innalzando le temperature.
Le emissioni derivano, per esempio, dall’uso della benzina per guidare un’auto o del carbone per riscaldare un edificio. Anche il disboscamento di terreni e foreste può causare il rilascio di biossido di carbonio. L’energia, l’industria, i trasporti, l’edilizia, l’agricoltura e l’uso del suolo sono tra i principali responsabili delle emissioni.
Tra le conseguenze del cambiamento climatico, possiamo citare l'aumento delle temperature globali, i cambiamenti del clima, l'innalzamento del livello del mare e la perdita di biodiversità.
L'aumento delle temperature e la variabilità del clima possono danneggiare la produzione agricola, causando carestie e l'aumento dei prezzi degli alimenti. Il cambiamento climatico ha un impatto significativo sui paesi in via di sviluppo, che spesso hanno meno risorse per adattarsi e proteggersi, e anche sull'economia globale. Infine, l'aumento delle temperature e la variabilità del clima possono causare una riduzione, oltre che della produttività agricola, anche della pesca, con conseguenze negative per l'economia.
I diritti negati
I cambiamenti climatici negano i diritti fondamentali di bambine, bambini, ragazze e ragazzi e pregiudicano il loro futuro perché non solo vivranno in un ambiente più pericoloso, ma ne sosterranno anche il costo per l'intera esistenza.
Diritto alla vita. I cambiamenti climatici mettono a rischio la vita dei bambini. L'esempio più ovvio è rappresentato dagli eventi meteorologici estremi, come le tempeste, le inondazioni e gli incendi. Nel 2013, il tifone Haiyan (Yolanda), uno dei più violenti mai registrato, causò la morte di quasi 10.000 persone nelle Filippine e colpì 11,8 milioni di persone tra cui circa 4,7 milioni di bambini. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che tra il 2030 e il 2050 ci saranno circa 250.000 morti in più all'anno, a causa di malnutrizione, malaria, diarrea e colpi di calore.
Diritto al cibo e alla salute. Secondo il ‘Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici’ (IPCC), i cambiamenti climatici aumenteranno: il rischio di lesioni, malattie e morte a causa di ondate di calore e incendi più intensi; il rischio di malattie trasmesse dagli alimenti, dall'acqua, da zanzare e altri animali; il rischio di denutrizione a causa della diminuzione della produzione alimentare nelle regioni povere. Secondo ‘Save the children’ a causa della crisi climatica in Africa orientale e meridionale l’insicurezza alimentare ha raggiunto livelli di emergenza. I bambini esposti a eventi traumatici come disastri naturali, esacerbati dai cambiamenti climatici, possono inoltre soffrire di disturbi da stress post-traumatico.
Diritto all'alloggio. Eventi meteorologici estremi come inondazioni e incendi distruggono le abitazioni . La siccità, l'erosione e le inondazioni possono anche cambiare, nel tempo, l'ambiente mentre l'innalzamento del livello del mare minaccia le case di milioni di persone nelle zone costiere.
Diritto all'acqua e ai servizi igienico-sanitari. I cambiamenti climatici influenzano la qualità e la quantità delle risorse. Oltre 2 miliardi di persone vivono in paesi con scarsità d'acqua. La situazione potrebbe peggiorare: nel 2025 riguarderà metà della popolazione mondiale e entro il 2040, circa 1 bambino su 4 vivrà in aree ad alto stress idrico. Eventi meteorologici estremi come cicloni e inondazioni colpiscono le infrastrutture idriche e igienico-sanitarie, lasciando dietro di sé acqua contaminata, aumentando così il rischio di colera e tifo soprattutto per i bambini. Malattie collegate all'acqua e all'igiene sono una delle principali cause di morte per bambini con meno di 5 anni.
Diritto all’istruzione. Inondazioni, incendi e altri disastri possono distruggere infrastrutture e scuole e le epidemie sono responsabili delle interruzioni dell'istruzione di oltre 37 milioni di bambini ogni anno. Le difficoltà economiche accresciute dalla crisi climatica e la necessità di aiutare la famiglia possono allontanare i minori dall’istruzione.
a cura di Aurora (1B)
Gli alberi per noi sono fondamentali, anche se talvolta li diamo per scontati, pensando che siano solo un mucchio di foglie raccolte che si reggono in un tronco.
Ma non è così: gli alberi ci donano la vita, scaricando ossigeno, dando frutti, ma, mentre loro ci fanno un dono, noi li abbattiamo con un’ascia, e fa più male al cuore che a loro stessi.
Gli alberi sono anche generosi e ci danno il possibile per farci stare bene, fino ad esaurirsi. Anch’io mi rispecchio molto in un albero, perché anche se non ho da offrire tanto, mi basta poco per essere felice anche non riavendo nulla in cambio.
Avete mai pensato quanto sia brutto tagliare un albero? Spezzare un fiore? Strappare erba?
Stessa cosa per gli uomini. Non è bello frantumare il cuore di qualcuno. Non è bello nemmeno spezzarlo e nemmeno strapparlo. Vi siete mai chiesti come vive un albero? Vive vicino a sporcizia ma anche accanto a fiori profumati. Anche a noi accadono cose orrende e altre belle, ma c’è chi attorno agli alberi raccoglie la spazzatura, e chi strappa i fiori profumati.
Avete mai pensato quante volte gli alberi sono stati abbattuti?
Anche noi, anche da noi purtroppo molte persone sono morte non per colpa loro ma per chi come per gli alberi non vuole fare crescere i suoi frutti e quelli di qualcun altro.
Avete mai pensato con quante cose possiamo paragonarci ad un albero? Io sì, l’ho pensato. Ma ciò che mi disgusta è che nessuno dei due viene rispettato, né l’uomo né l’albero. Ancora nel 2023 gli alberi vengono abbattuti così come gli uomini. Ognuno di noi è un albero, pertanto va rispettato, ricordandoci che rispetto e generosità sono i nostri “annaffiatoi” per diventare delle querce imponenti.
Questa riflessione la voglio dedicare, soprattutto, al “ mio amico albero” così come a “me stessa”.