Primaria Pianello/2
Solo una parola di Matteo Corradini
Roberto, un bambino di 9 anni, vive con mamma, papà e Adele (sua sorella) a Venezia. Ha degli amici: Lucia ed Alvise
Roberto porta gli occhiali.
Oggi non è un grosso problema portare gli occhiali, ma nella storia raccontata nel libro, sì!
Infatti fin da subito chi porta gli occhiali viene considerato "diverso".
Iniziano a spargersi voci per cui gli occhialuti non rispettano l'ambiente (uccidono i daini per fare il panno per pulire gli occhiali, possono provocare incendi se una lente si rompe in un bosco, spargono microbi alitando sulle lenti, ..); queste voci vengono poi rese importanti dagli scienziati e se ne inizia a parlare anche alla radio. Sì alla radio perché la storia è ambientata in un' epoca lontana.
Arrivano poi le leggi: leggi che dicono che occhialuti e persone senza occhiali sono diverse e hanno diritti diversi. Ad esempio, gli occhialuti non possono sedersi sulle panchine; non possono svolgere alcuni lavori; non possono andare al cinema. Ci sono scuole per occhialuti e per persone "normali". Le leggi mettono becco anche sull'amore: sì sull'amore perché chi ha gli occhiali non può spostare qualcuno che non li porta...
Gli occhialuti sono quindi trattati come persone diverse: si inizia a parlare di razze. Come esistono razze diverse per cani o altri animali, così accade anche per le persone.
La situazione raccontata dal libro peggiora sempre di più: la polizia deve arrestare gli occhialuti e proprio per paura di finire in prigione, Roberto e la sua famiglia si devono nascondere.
Non sappiamo come va a finire la storia di Roberto, ma sappiamo che Matteo Corradini, parlando di Roberto, parla in realtà di quello che è successo agli ebrei durante la seconda guerra mondiale a causa leggi razziali.
Gli alunni della 3ª A della Primaria di Pianello