Durante una recente visita istituzionale in Irlanda, una delegazione composta da un dirigente scolastico e due docenti ha avuto l’opportunità di incontrare la realtà educativa della St Mary's Parish Primary School, situata nella città di Drogheda. L’esperienza si è rivelata particolarmente significativa per il livello di accoglienza ricevuto, caratterizzato da calore umano, attenzione e un autentico spirito di confronto professionale.
La delegazione è arrivata nella serata di mercoledì ed è stata ospitata presso Villa Bayon, dove ha potuto trovare un primo momento di riposo e preparazione alla giornata successiva. Fin dal primo contatto, l’impressione generale è stata quella di un contesto organizzato e curato nei dettagli, capace di valorizzare l’incontro tra culture scolastiche diverse.
La giornata di giovedì ha segnato l’avvio ufficiale della visita alla scuola. L’accoglienza è stata particolarmente toccante: le docenti italiane e la collaboratrice del dirigente scolastico della scuola ospitante hanno preparato un momento simbolico molto sentito, disponendo la bandiera italiana accanto a quella irlandese e dando vita a un rituale di saluto che ha sottolineato il valore della collaborazione internazionale.
In tale occasione, la delegazione italiana ha donato una coccarda con il logo della propria scuola, insieme al “libro del seme” e ai semi inseriti in una colomba simbolica. Questo gesto ha voluto rappresentare l’idea che la pace e la crescita siano insite nei semi stessi: piccoli elementi che custodiscono potenzialità profonde, proprio come quelle presenti in ogni studente. Il momento ha assunto un forte valore educativo e simbolico, richiamando l’importanza della cura, della speranza e della responsabilità condivisa nei percorsi formativi.
Nel corso della visita è stato possibile osservare da vicino il sistema organizzativo della scuola, a partire dalla segreteria, evidenziando un’impostazione efficiente e ben strutturata. Particolare attenzione ha suscitato la gestione degli ambienti scolastici, con una cura dell’igiene affidata a servizi esterni e un contesto generale ordinato e funzionale.
Significativa anche l’osservazione delle pratiche didattiche e degli spazi educativi: le pareti della scuola, arricchite da immagini, fotografie e materiali esposti nelle bacheche, raccontano in modo vivido la quotidianità della vita scolastica e il percorso di crescita degli alunni. Ne emerge il ritratto di una comunità educativa viva, attenta alla documentazione dei processi e alla valorizzazione delle esperienze.
Particolarmente interessanti si sono rivelate anche le buone pratiche educative e metodologiche osservate durante le attività didattiche. La delegazione ha potuto assistere a laboratori di coding realizzati attraverso l’utilizzo di Spike Lego e Scratch, esperienze che hanno evidenziato situazioni di apprendimento accuratamente predisposte e ben strutturate. Le attività hanno mostrato un approccio innovativo e coinvolgente, capace di sviluppare competenze logiche, creative e collaborative attraverso metodologie attive e inclusive.
Di notevole interesse sono stati anche i momenti dedicati alla musica, vissuti come esperienze educative partecipate e stimolanti, nonché le attività di gioco libero e strutturato, organizzate in modo da favorire autonomia, socializzazione e rispetto delle regole condivise. In tutti i contesti osservati è emersa una particolare attenzione al benessere del bambino e alla valorizzazione delle sue potenzialità.
Particolarmente significativa è apparsa inoltre la pratica del mutuo aiuto: alcuni alunni più grandi, su base volontaria, si offrono come guida e punto di riferimento per i bambini più piccoli, accompagnandoli nelle attività quotidiane e sostenendoli nei momenti di bisogno. Tale esperienza favorisce la costruzione di relazioni positive, il senso di responsabilità e la crescita di una comunità scolastica fondata sulla collaborazione e sulla solidarietà.
Colpisce inoltre il modo in cui gli alunni vivono gli spazi scolastici, muovendosi con naturalezza e piena autonomia all’interno dell’ambiente educativo. Gli spazi risultano organizzati in maniera funzionale e accogliente, pensati per promuovere indipendenza, responsabilità e partecipazione attiva alla vita scolastica.
Particolarmente interessante è risultata anche l’organizzazione delle pratiche inclusive adottate dalla scuola. Nella realtà osservata, infatti, gli alunni con bisogni educativi speciali non usufruiscono della figura del docente di sostegno così come prevista nel sistema scolastico italiano. Il supporto viene invece garantito da docenti di potenziamento che operano in modo flessibile all’interno delle classi, intervenendo secondo le necessità educative e formative degli alunni.
Durante la giornata scolastica, questi docenti invitano i bambini a ritrovarsi in piccoli gruppi di lavoro, creando contesti di apprendimento più raccolti e personalizzati. Tale modalità consente di rispettare pienamente i tempi e gli stili di apprendimento di ciascuno, promuovendo un approccio inclusivo fondato sull’attenzione alla persona, sulla valorizzazione delle potenzialità individuali e sulla partecipazione attiva di tutti gli alunni alla vita scolastica.
Un elemento distintivo rispetto al sistema scolastico italiano è la struttura del percorso formativo, che nella realtà irlandese osservata si sviluppa su otto anni, accogliendo bambini dai 4 ai 12 anni. Questa differenza ha offerto importanti spunti di riflessione comparativa sui modelli educativi e sull’organizzazione dei cicli scolastici nei diversi contesti europei.
La visita si è conclusa con un forte senso di arricchimento professionale e umano. L’incontro ha rappresentato non solo un’occasione di osservazione e studio, ma soprattutto un momento di autentico scambio, fondato su rispetto reciproco, curiosità pedagogica e desiderio di collaborazione futura.