Intervista a Claudio Salvalaggio, Corrispondente da Washington per l'agenzia ANSA
Martedì 10 agosto, abbiamo incontrato via Zoom Claudio Salvalaggio.
Claudio è un giornalista dell’A.N.S.A. (Agenzia Nazionale Stampa Associata), corrispondente da Washington per le notizie di Politica interna statunitense.
Ci ha raccontato la sua esperienza formativa e di lavoro: ha iniziato fin da giovanissimo a scrivere articoli di cronaca nel suo comune, Spinea, ha lavorato per il quotidiano La Nuova Venezia per poi passare all’agenzia Ansa di Roma.
Dopo qualche anno ha lavorato come inviato da Mosca e da sei anni vive vicino a Washington dove si occupa, insieme ad alcuni colleghi, di scrivere agenzie di stampa sia sulla politica della Casa Bianca, sia di cronaca sui fatti che accadono negli Stati Uniti.
Dopo averci raccontato la sua storia, che abbiamo ascoltato in gran silenzio e con molto interesse dato che la sua esperienza è piuttosto unica per noi, gli abbiamo fatto alcune domande:
Hai mai incontrato il Presidente degli U.S.A.?
Come si diventa giornalista?
Com’è la vita del giornalista?
Qual è stato il tuo primo articolo quando sei andato a lavorare negli USA?
Alla prima domanda ha risposto di sì, perché lui si occupa personalmente di scrivere le agenzie di stampa relative alla politica interna e quindi a volte va alla Casa Bianca con dei suoi colleghi per cercare notizie e intervistare il Presidente o le persone del suo staff.
Alla seconda domanda ha risposto che lui ha frequentato il liceo classico a Mirano e poi si è laureato in lettere, ma la laurea non è sempre un requisito essenziale per diventare giornalista. Ci ha confidato che per diventare bravi giornalisti è soprattutto necessario essere curiosi, aver competenze, cioè aver studiato molto e conoscere bene la storia. Naturalmente bisogna conoscere bene la lingua con cui si intende scrivere e saper scrivere è una dote necessaria!!!
Alla terza domanda ha risposto che la vita del giornalista è piuttosto impegnativa, perché le notizie oggi, con i giornali online, sono sempre da aggiornare e il giornalista dovrebbe lavorare 24 ore su 24. E’ soprattutto difficile farsi strada nel giornalismo, perché agli inizi della carriera è necessario fare tanta gavetta, cioè occuparsi di tutto e lavorare molto per mettersi in mostra.
Alla quarta domanda ha risposto che il suo primo articolo l’ha scritto quando candidato alle elezioni per diventare Presidente degli U.S.A. c’era D. Trump, che alla fine ha vinto.
Secondo noi, l’intervista è stata davvero interessante e utile, soprattutto perché abbiamo capito che la vita da giornalista è tanto bella quanto dura.
Infatti si può viaggiare all’estero, ma bisogna alzarsi presto la mattina e andare a letto veramente tardi: quello del giornalista non è un lavoro per pigroni!
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