Racconti
Una lettera Misteriosa - Parte prima
Una lettera Misteriosa - Parte prima
A cura di Elena Palasgo
Una lettera misteriosa…
Era un tranquillo giorno d’autunno e Clara stava uscendo di casa per andare in biblioteca. Svoltato l'angolo in una stradina tranquilla, salite le vecchie scale in legno scricchiolanti e varcata la soglia della pesante porta cigolante, era entrata nell'edificio, sorprendendosi di non trovare nessuno. Di solito il venerdì pomeriggio c’era sempre qualcuno intento a studiare, ma senza preoccuparsene troppo, la ragazza si era diretta verso gli scaffali dove si trovavano i libri di narrativa e i romanzi classici.
Come tutte le volte che arrivava in quel luogo, aveva l'impressione che il tempo si fermasse, mentre a scandire i secondi che passavano lentamente in un silenzio pesante, rimanevano solo i soffi di vento che si portavano via le ultime foglie colorate. Clara aveva cominciato a leggere i titoli di vari libri, cercandone uno che catturasse la sua attenzione. Non si accontentava con poco, era sempre alla ricerca di qualche storia che potesse strapparla alle preoccupazioni della frenetica vita quotidiana e la facesse sognare. Dopo aver letto diverse trame, l’attenzione di Clara fu attirata da un libro con la copertina rigida color cuoio e il titolo scritto in lettere dorate. Aveva preso a sfogliarlo con una certa delicatezza, lasciando che le parole scritte a mano con inchiostro nero e con una calligrafia invidiabile costruissero, come per magia, una storia. A volte leggeva distrattamente qualche frase, lasciando poi vagare l’immaginazione fino alle parole delle pagine successive. Ma a un certo punto, girando ua pagina con attenzione, lo sguardo di Clara era caduto su un vecchio ritaglio di carta rettangolare, ingiallito, scritto con una calligrafia differente da quella del libro, più confusa, allora la ragazza aveva appoggiato il libro su un tavolo e ne aveva preso il foglio di carta leggera, cominciando a leggere con un pizzico di curiosità:
Giovedì 4 Dicembre 1977
Carissima Gemma,
anche se non ci sentiamo da molti anni, spero ti ricordi di me, in caso non fosse così, credo che lo capirai alla fine di questa lettera. E’ da un po’ che non andiamo d’accordo, ma penso che tu sappia che se non fosse veramente necessario, non ti scriverei. Purtroppo questa è una faccenda per niente semplice, infatti ha radici che affondano nel passato, ti ricordi quando abbiamo avuto il coraggio di affrontare il giardino della mia vicina di casa? Quella povera signora che ci metteva tanta paura e si lamentava del pallone che finiva sempre nei suoi cespugli di ortensie'? Peccato che pochi giorni fa ho scoperto molto su di lei e mi ha raggiunto un profondissimo rimorso, ma il problema non è questo, almeno, non ora.
Pochi giorni fa, mentre aiutavo la nuova vicina di casa, trasferitasi in paese il mese scorso, ho trovato, tra le piante del giardino abbandonato, come se fosse stato lasciato lì per caso, quest’antico libro, che sono sicura leggerai e dove, sperando che la trovassi, ho lasciato questa lettera per te. La sera ho letto, sotto alle coperte, alla debole luce di una lampada, questa raccolta di storie che parla di un misterioso oggetto perduto anni fa. Sono sicuro che ti interesserà sapere di cosa si tratta, potrebbe essere quell' antichissimo orologio da taschino che, se non sbaglio, ti aveva regalato tuo nonno e che hai perso proprio durante una delle "avventure" nel giardino "stregato". Quella volta, me lo ricordo benissimo, ti sei arrabbiata con me, dicendo che era colpa mia, infatti se non avessi lanciato il pallone distrattamente, come sempre, questo non sarebbe finito nel cortile della casa di fianco e tu non saresti dovuta andare a prenderlo, perdendo, nella fretta, quell'oggetto per te tanto importante.
Non ho resistito alla curiosità e qualche giorno fa mi sono offerto di aiutare in giardino per cercare l'orologio, siccome sai benissimo quanto era facile (e lo è ancora) per me avere un rimorso, da quel giorno la nostra amicizia si è sfibrata ora dopo ora e presto è stato come se non ci fossimo mai conosciuti, ancora oggi mi chiedo se sia a causa di quell'avvenimento...
Tra la terra, ho trovato l'oggetto di forma circolare, color argento, un po' sporco, ma perfettamente funzionante, era proprio quello che ricordavo e adesso ce l'ho in camera.
Non so se avrò mai il coraggio di incontrarti per restituirtelo, ma sai dove trovarmi nel caso tu voglia riprenderlo. Dobbiamo chiarire alcune cose su questo oggetto che, ho scoperto dal libro, essere molto particolare.
Un saluto.
R.R.
Continua...