La natura è davvero incredibile. Riesci a creare luoghi che neppure la fantasia più sfrenata riuscirebbe anche solo a immaginare. Uno di questi è vicino a Recoaro, precisamente a San Quirico.
L'acqua del torrente che scorre in questa zona ha scavato, nei secoli, una fessura che ha spaccato letteralmente in due la montagna. Ed è proprio della ‘montagna spaccata’ e dei suoi leggendari abitanti che vi voglio raccontare.
Il mito locale vuole che qui vivessero le anguane, gli spiriti dall'aspetto femminile che abitano le zone vicino all'acqua, una sorta di antiche ninfe mitologiche non propriamente legate ai boschi, bensì ai fiumi. Ed era un luogo importante perché qui stava Uttele, la regina di tutte le anguane, con la figlia Etele, una creatura dalla bellezza straordinaria.
L'amore, si sa, colpisce chiunque e non bada se si è umani o no. Cosicché un giorno un bel giovanotto, chiamato Giordano, scorse Etele un istante prima che lei si andasse a rifugiare dietro la cascata come faceva di solito. Ebbe un colpo di fulmine, ovviamente, ma questa volta ricambiato. Sembra un lieto fine: i due si sposarono ed ebbero due figlie, ma la storia non è ancora finita.
La notizia che scosse la comunità delle anguane era di quelle davvero tristi: Uttele era morta. Quella sera Etele sparì all’improvviso e il marito disperato non sapeva che fare e che pensare. Ma una sera quando tornò a casa, rimase alquanto sorpreso nel vedere la cena pronta e le figliolette contente e felici: Etele era tornata finalmente!
Ma era un ritorno fittizio perchè lei, essendo ormai regina, non poteva più vivere nel mondo degli uomini e l’unico modo che aveva per stare con il marito e le figlie era di tornare da loro quando era buio. Il povero Giordano non poteva stare a questa regola così ferrea e quando lei andò via di nuovo cercò in ogni modo di fermarla, ma senza riuscirci.
Etele corse via, si ritrovò accanto a una rupe dall’altezza impressionante e in quel momento un boato sconquassò la terra. L’uomo cercò allora di abbracciare la moglie, ma lei sparì in quell’enorme crepa, che da quel giorno diede il nome al luogo conosciuto proprio come la “montagna spaccata”. Se andate lì, guardate bene, specie all’imbrunire, nei dintorni della montagna e del torrente, magari avrete la fortuna di vedere la bella anguana anche solo per un istante.