Per la realizzazione del bozzetto le insegnanti hanno chiesto ai bambini di pensare innanzitutto ai modi che hanno a disposizione per misurare la realtà, utilizzando vari strumenti, o il proprio corpo, o anche semplicemente la loro mente.
Inizialmente i bambini hanno considerato il contare solo all’interno della matematica, ma poi hanno realizzato che si può contare in tutte le materie scolastiche e soprattutto in tutti i momenti della loro vita, anche non scolastica.
Da alcuni alunni è arrivata la considerazione sul fatto che i bambini più piccoli non sanno ancora contare come loro, utilizzare numeri grandi e strumenti di misura, ma che loro stessi non possono contare come gli adulti. Hanno quindi affermato che per ogni fase della vita si usano i numeri e si conta in modo diverso.
Da questa constatazione è nata la decisione di illustrare diverse fasce di età (neonato, bambino della Scuola dell’Infanzia, bambino della Scuola Primaria, ragazzo adolescente e infine uomo) e per ognuna trovare in che modo si conoscono e usano i numeri, in che modo si conta e si misura la realtà: per il neonato è ancora difficile capire il concetto di numero e per lui contare non è ancora possibile; il bambino della Scuola dell’Infanzia inizia a organizzare i numeri nella sua mente e li sperimenta attraverso i suoi giochi; il bambino della Scuola Primaria usa le mani per contare e vari strumenti per aiutarsi nel gestire i numeri nella vita di tutti i giorni; il ragazzo ha a che fare con calcoli complessi e anche lui si avvale di strumenti idonei; l’uomo usa il contare per lavorare e spesso la sua realtà è misurata attraverso i soldi.
Il rapporto tra fascia d’età e modalità di contare è stato reso sotto forma di nuvoletta contenente una selezione dei disegni realizzati dai bambini.
Il bozzetto finale è stato disegnato e colorato (con matite e pennarelli) a turno dagli alunni.
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