PRECARIATO NELLA SCUOLA: TRA CONDANNE UE E STALLO POLITICO, L'AVVIO DEL NUOVO ANNO SCOLASTICO
Parlare del precariato nella scuola, dopo i tanti anni nei quali questa lacerazione dei diritti — di alunne e alunni, studenti e studentesse, di tutta la società e infine delle lavoratrici e dei lavoratori — si è sviluppata cronicizzata, produce generalmente reazioni di diversa natura e intensità. A leggere i commenti sembra possibile perfino che tutti abbiano ragione, anche perché ogni persona che abbia parte in questa terribile mattanza dei diritti ne osserva un pezzetto e da quel punto di vista trova le ragioni della sua “ragione”.
Come rappresentanti del personale, e anche noi parte di questa comunità, da sempre sosteniamo l’unica soluzione possibile che cancelli questa malattia dando ristoro a chi la patisce e riconoscendo le responsabilità di chi l’ha diffusa a piene mani: l'attuazione di un piano straordinario di stabilizzazione su tutti i posti vacanti di docenti e ATA. Contestualmente, confermiamo la tutela al personale interessato attraverso le azioni legali avviate per il risarcimento dei danni derivanti dall'abuso reiterato dei contratti a termine, alla luce della giurisprudenza europea.
Quest’anno come nel passato, la fase delle immissioni in ruolo 2026/27 conferma la cinica ignavia governativa nelle politiche sul precariato. Nonostante la recente sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGEU) che ha nuovamente condannato l'Italia per l'abuso dei contratti a tempo determinato nel comparto scuola, la risposta delle istituzioni resta priva di un qualsiasi cambio di rotta strutturale. Il numero di posti da docente e ATA che rimangono scoperti nell'Organico di diritto resta stabile su numeri per i quali è difficile trovare aggettivi adeguati. Ben oltre 220.000, a livello nazionale i posti in organico di diritto da coprire con supplenze annuali.
Ancor più penalizzante il quadro che riguarda il personale ATA: le ultime misure di bilancio pubblico hanno tagliato l’assegnazione dei posti disponibili, bloccando migliaia di stabilizzazioni ed espandendo ulteriormente la quota di posti vacanti affidata a contratti a termine.
Sconfortante, ormai da anni, la situazione di mancata copertura delle cattedre di sostegno. Ben lontano dal colmare l'organico di diritto con immissioni in ruolo stabili, la tenuta del sistema travolto dalla crescente domanda di tutela avanzata dalle famiglie e dagli studenti, si affida al volontariato partecipativo (obtorto collo) con un abnorme ricorso alle supplenze "in deroga dal possesso del titolo di specializzazione", con ovvie ricadute sulla continuità didattica e sull’attuazione cosciente dell’integrazione scolastica.
Nell'Ambito Territoriale di Cagliari la dinamica ricalca l'andamento nazionale. Conclusa la fase delle immissioni in ruolo con la copertura di una quota limitata rispetto al fabbisogno effettivo, gli uffici scolastici locali sono entrati nella massiccia fase delle supplenze per consentire l'apertura degli istituti provinciali.
Anche quest’anno si scontano gli effetti della violenza del dimensionamento scolastico che in tre anni ha cancellato tante altre autonomie scolastiche, rimescolando la geografia dei plessi, creando accorpamenti che inevitabilmente portano a tagli negli organici degli ATA, in particolare, e in certi casi anche di cattedre docenti.
E così, il nuovo anno scolastico inizia come i tanti passati con la fotografia di una comunità educante, docenti e ATA, non proprio sorridente, conscia delle tante problematiche delle scuole, che non si limitano al solo abuso di precariato ma attraversano capillarmente l’intero corpo fisico e funzionale dell’istruzione scolastica pubblica: in molti casi per edifici vecchi e carenti, anche con rischi per la sicurezza, organici ridotti oltre il buon senso, funzionalità amministrativa macchinosa, anacronistica e inadeguata con carichi di lavoro eccessivi, clima lavorativo instabile, svalutazione degli organi collegiali, normazione di settore sempre più involuta, moralistica e politicizzata volta a penalizzare l’autonomia e la libertà dell’insegnamento.
Ma la funzione assegnata alla scuola è tra le più importanti per la nostra società e tutti noi, come sempre, faremo tutto al meglio.
E quindi a tutte e a tutti, buon anno scolastico, con un pensiero speciale a chi ancora una volta rimane appeso, con l’assicurazione del nostro impegno nella lotta contro il precariato.
Buona scuola
Francesca D’Agostino
Segretaria Generale FLC CGIL di Cagliari