Dall’incontro del 22 luglio, programmato dalla FLC CGIL Sardegna, è emersa una profonda e articolata critica alle attuali politiche scolastiche, le quali nascondono a fatica il tentativo di imporre un modello educativo di stampo ideologico e autoritario. Le cosiddette riforme, comprese le indicazioni nazionali per il 2025, tendono infatti a marginalizzare il ruolo della scuola pubblica come spazio per lo sviluppo del pensiero critico, sostituendo valori come l'intercultura e la cittadinanza estesa con una logica incentrata esclusivamente sull'identità nazionale.
Il confronto si è soffermato sull'uso della valutazione, percepita sempre più come uno strumento gerarchizzante e punitivo. Ne sono un chiaro esempio i questionari ministeriali, che impongono un'unica risposta per istituto, la vaghezza delle rubriche per la valutazione dei dirigenti scolastici e le nuove modalità dell'esame di maturità, tese a comprimere il dissenso e a classificare gli studenti in modo antidemocratico. A questo quadro si aggiunge l'uso politico e strumentale dei test INVALSI, piegati a delegittimare il lavoro del corpo docente anziché a favorire un reale miglioramento pedagogico.
Particolare preoccupazione è stata espressa per la riforma dell'istruzione tecnica e per la cosiddetta "filiera 4+2". Una manovra che prevede una netta riduzione delle ore di insegnamento, a discapito soprattutto delle materie scientifiche e umanistiche, con il fine evidente di subordinare la formazione alle esigenze di addestramento delle imprese private. Questo impianto, unito all'esaltazione del "merito" e a un sistema di crediti extra-scolastici che avvantaggia unicamente chi possiede maggiori risorse economiche, rischia di accrescere le disuguaglianze. Il pericolo è quello di produrre un'ulteriore segregazione sociale, spaccando il sistema tra licei di eccellenza e istituti tecnici di serie B. In quest'ottica, l'alternanza scuola-lavoro si conferma un meccanismo fallimentare, utile più a trasmettere ideologie aziendali che a fornire competenze effettive.
Per arginare questo preoccupante accentramento ministeriale, i partecipanti hanno ribadito la forte necessità di restituire fiducia e autonomia professionale agli insegnanti, riappropriarndosi della propria collegialità per tornare a concentrarsi sui reali obiettivi formativi.
In risposta a queste criticità, l’obiettivo immediato del sindacato sarà quello di diffondere dati chiari e precisi sull'impatto dei tagli orari. Attraverso una capillare campagna di informazione, famiglie e docenti verranno coinvolti in assemblee e mobilitazioni che prenderanno il via già a partire da settembre.
L'incontro ha visto la partecipazione di
Marco Pitzalis - Università di Cagliari
Manuela Calza - Segretaria FLC CGIL
Emanuela Valurta - Segretaria Generale FLC CGIL Sardegna
Claudio Menga - Centro nazionale FLC CGIL
Cristiano Corsini - Università Roma Tre