Di Whole_world_-_land_and_oceans_12000.jpg: NASA/Goddard Space Flight Centerderivative work: Splette (talk) - Whole_world_-_land_and_oceans_12000.jpg, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=10449197
La via della seta è l’insieme di itinerari terrestri, marittimi e fluviali di circa 8.000 chilometri che collegavano commercialmente Oriente e Occidente. Il prodotto con cui si commerciava di più era la seta, che dal 1877 dà il nome al percorso, anche se i Romani lo usavano già duemila anni prima.
Gli itinerari non erano sempre gli stessi, furono molti e variabili, ma collegavano sempre i Paesi mediterranei con la Cina. Le tappe terrestri più importanti erano sempre Roma, Atene e Costantinopoli in Europa, Baghdad in Medio Oriente, Samarcanda nell’attuale Uzbekistan e Hotan e Xi’an in Cina.
Oltre alla seta, altre merci preziose viaggiavano in senso inverso e, insieme a queste merci, si muovevano anche, nei due sensi, idee legate alla matematica, all’astronomia, alla religione, ecc. Tutti questi scambi, soprattutto culturali, furono determinanti per lo sviluppo delle antiche civiltà e per la nascita del mondo moderno.
Le repubbliche marinare erano città con forte attività marittima, autonomia politica e prosperità economica, tra i secoli X e XV. Le più importanti furono Amalfi, Genova, Pisa e Venezia, ma anche Ancona, Gaeta, Noli e Ragusa in Dalmazia.
I rapporti tra le repubbliche marinare sono nati dalla loro natura di Stati dediti al commercio. Tuttavia, spesso, per ottenere il controllo delle rotte commerciali con l’Oriente e il Mediterraneo, si scatenarono conflitti armati tra di loro.
Tutte queste città contribuirono alla navigazione e al commercio e anche alla diffusione di idee artistiche e notizie su paesi lontani.
Il Mappamondo di Fra Mauro riflette la visione del Mondo a metà del quattrocento e Venezia è un importante centro commerciale e culturale. È un’opera visionaria.
Il Mappamondo è stato disegnato nel Monasterio di San Michele in Isola, intorno al 1450, dove è rimasto per 3 secoli, esposto prima nella chiesa e poi nel monastero. Nel 1810 fu trasferito a Venezia, prima nella Biblioteca di San Marco, poi nel Palazzo Ducale e alla fine nella Biblioteca Nazionale Marciana, dove si conserva ancora oggi.
Ha un perimetro di 196 centimetri e integra la geografia di Claudio Tolomeo, Plinio il Vecchio, Alberto Magno, Tommaso d’Aquino e, soprattutto, Marco Polo. Si trovano rotte commerciali e un repertorio iconografico ricchissimo: città, castelli, templi, ecc.
È una mappa che si caratterizza per essere uno spazio cartografico in cui il centro è soprattutto l'uomo, i suoi viaggi, e i suoi commerci.
L’anno 2016, Martin Waldseemüller ha fatto un’edizione digitale di questo Mappamondo.