Viaggiando nel tempo e nello spazio, dei saggi giornalisti hanno voluto capire chi ero. Ecco la loro intervista impossibile.
La famiglia Polo e l'inizio del viaggio
Quanto ha influito la tua famiglia nelle tue decisioni di viaggio?
Molto presto, mio padre era già un commerciante che aveva viaggiato molto, quindi per me un'avventura come andare a oriente era una cosa normale.
Dato che tu madre è morta dopo la tua nascita, se fosse stata viva, cosa avrei pensato di andare come mercante tanto lontano?
Secondo mi hanno spiegato mio padre, lei era una persona molto preoccupata quando mio padre andava via lontano tanti mesi per lavorare, immagino che si sarebbe negato categoricamente.
Come ti sei preparato per affrontare un viaggio così lungo?
Per il mio viaggio mi sono preparato attraverso una formazione in commercio, lingue, matematica e diplomazia, competenze essenziali per un mercante della mia epoca.
Sapresti dirmi tre cose che hai imparato dal tuo primo viaggio?
La cosa più importante che ho imparato è la diversità culturale: costumi, agricoltura diversa, tessuti bellissimi e fantasiosi, cibo, animali che non conoscevo… Inoltre, ho scoperto la complessa organizzazione burocratica dell’impero Mongolo; hanno un efficiente sistema postale e un esercito impressionante. La terza cosa che voglio evidenziare sarebbe tecniche sconosciute in Europa, come la fabbricazione della carta, l’uso esteso di banconote e l'impressionante opera ingegneristica di canali artificiali che comunicano fiume e laghi.
Di quello che hai imparato nei tuoi viaggi, che ti è stato utile nella tua vita?
Ho lavorato come ambasciatore e consigliere di Kublai Khan, quindi ho acquisito abilità nella negoziazione e nella gestione interculturale.
Puoi raccontarmi la tua migliore è la peggiore esperienza del tuo primo viaggio?
La peggiore è stata attraversare il deserto di Lob Nor, nell’Asia centrale, affrontando condizioni estreme, come caldo intenso e mancanza di acqua. La migliore è stata esplorare le meraviglie naturali e culturali delle sorgenti di petrolio in Mesopotamia ai giardini di Suzhou.
L'incontro con il Gran Khan
Come è stato il primo incontro con il Gran Khan?
Secondo me ho fatto un'ottima impressione al Gran Khan, perché mi considerava giudizioso e di buone maniere, e ha deciso di prendermi al proprio servizio. Il motivo di questa scelta era la scarsa fiducia che il Khan teneva nei funzionari cinesi. Kublai sospettava che questi ultimi mantenessero segretamente la loro fedeltà alla precedente dinastia Song.
Qual è il momento chiave nel quale il Gran Khan ti riconosce come una persona importante per l'amministrazione del suo territorio?
La decisione di affidarsi a me rifletteva la curiosità del Gran Khan verso gli stranieri, considerati meno inclini a complotti interni. La capacità di assimilare le culture locali e di riportare informazioni accurate e imparziali le piaceva molto. Questo legame di fiducia segnò uno dei periodi più significativi della mia vita, rendendomi testimone diretto delle meraviglie e delle complessità di uno dei più grandi imperi della storia.
Quali sono gli insegnamenti principali che hai ottenuto del Gran Khan?
Gli insegnamenti principali ricevuti dal Gran Khan Kublai sono stati molti, frutto non solo delle sue parole, ma soprattutto del suo esempio e del modo in cui governava, come la curiosità, il suo governo inclusivo, la sua pazienza e lungimiranza, lealtà, fiducia e la grandezza e la fragilità del potere.
Anche, la perfetta organizzazione amministrativa dell'impero, dal suo sistema di corrieri e dall'uso della cartamoneta, così come dallo splendore delle sue città e dalla raffinatezza delle sue opere d'arte.
Raccontaci un momento d’intimità con il Gran Khan.
Lo racconto nel mio libro Il Milione, dove si mostra il rispetto e la fiducia che il mongolo sentiva per me. Parlavamo della terra, del mare, del tramonto e della mia gente. Sentivo la mancanza di tutte queste cose. Tra i due c'era una comprensione reciproca, che illustra la straordinaria connessione tra noi due di mondi così lontani, legati dalla curiosità e dal rispetto.
Qual è stato il momento più memorabile trascorso alla corte?
Quella conversazione che mi rimarrà impressa per tutta la vita. Il Gran Khan mi guardò e mi disse:
"Marco, sei più di un semplice servitore. Sei i miei occhi e le mie orecchie nei luoghi dove non posso arrivare. Continua a raccontarmi il mondo, perché attraverso te io posso conoscerlo!"
I viaggi lungo la Via della Seta
Come è stata la tua vita durante il tuo soggiorno nell'impero mongolo?
In primo luogo, quando sono andato nell'Impero Mongolo, sono partito con mio padre Niccolò e mio Zio Maffeo, che erano mercanti. Dopo mesi di viaggio l'imperatore Kublai Khan mi ha proposto di essere il suo consigliere privato per 17 anni. In questo tempo ho visto tanto la ricchezza dell'Impero Mongolo quanto la guerra.
Alla fine del mio mandato, Khan ci ha inviato in Persia per facilitare che sua figlia sposasse l'imperatore di quel regno.
Qual è stato il mezzo di trasporto più problematico?
Il mezzo di trasporto più pericoloso erano le navi, che naufragavano nel mare agitato. C'era anche il rischio di banditi nel deserto, quindi abbiamo viaggiato in gruppo.
C'è qualcosa che ti ha colpito della civilizzazione orientale?
Mi ha sorpreso l'uso della carta moneta, dei sistemi postali imperiali e la produzione di porcellana. Quello che mi ha colpito negativamente è il fatto di scoprire l'origine di quelle ricchezze: dalla povertà di alcune regioni in guerra, come la Manciuria.
Le meraviglie dell'oriente
Quale invenzione ti ha più sorpreso?
Il concetto di carta moneta (i biglietti) fatti con la corteccia dei gelsi (morera). E con le verifiche corrispondenti.
Quali prodotti ha conosciuto in Cina e si utilizzano ancora?
Si usano ancora il petrolio, il pepe, la carta moneta, alcune stoffe e la pasta.
Puoi raccontarci un aneddoto che ti ha colpito?
Ho scoperto una spezie nuova che non conoscevo: il rinoceronte. Io credevo che fosse un unicorno.
Cosa pensi che l’Europa abbia imparato di più dall’Oriente?
In Europa si è imparato a usare la carta moneta e la pasta.
Il ritorno a Venezia e il Milione
Qual è stata la causa del suo ritorno a Venezia?
Dopo molto tempo in Cina noi avevamo già voglia di ritornare a Venezia, ma Khublai Khan non voleva che noi partiamo e sempre metteva impedimenti, ostacoli, difficoltà e non ci lasciava partire. Ma in questo punto l'occasione di ritornare si presentò con la missione di accompagnare e proteggere la futura sposa del re di Persia nel suo viaggio da Pechino.
Quanto tempo hai impiegato per arrivare in Cina?
Il viaggio è stato molto lungo e faticoso, più di tre anni a causa di guerre, maltempo e malattie che per guarirsi avevano bisogno di molto riposo.
Qual è stata l'accoglienza ricevuta al suo ritorno dalla Cina?
Prima tutti erano emozionati con i miei racconti perché spiegavo curiosità del viaggio, luoghi e cultura cinese. Dopo un tempo la gente cominciò a mettere in dubbio le mie storie e alcuni sono venuti a pensare che io non ero mai stato in Cina.
Quando ha scritto Il Milione? Cosa voleva raccontare ai lettori?
Al mio ritorno a Venezia c’era il conflitto tra Venezia e Genova e sono stato catturato dai genovesi e incarcerato. Stando in prigione ho conosciuto a Rustichello di Pisa, e gli ho spiegato i miei racconti in Cina, lui ha deciso di scrivere le avventure del viaggio.
Le critiche e la fama postuma
Cosa ne pensi delle persone che definiscono la tua storia come esagerata o inventata?
La mia vita è così straordinaria che mi pare giusto e normale che le persone che non sono abituate a viaggiare rimangano incredule. Le capisco e penso che nel suo posto anch'io sarei incredulo.
Hai qualcosa o qualche argomento per convincere le persone che non ti credono?
Gli direi che viaggiare è uno degli modi migliori per ampliare i suoi orizzonti e la cultura. Viaggiare ti offre l'opportunità di conoscere luoghi incredibili e persone molto diverse che ti fanno diventare una persona migliore più comprensiva e anche vedere la vita con altri occhi.
Le piace essere conosciuto dappertutto?
Devo accettare questa situazione ma non era mia intenzione essere famoso. In realtà gran parte della mia vita mi sono relazionato con gente che non mi conoscevano per niente.
Come crede che i suoi scritti abbiano influenzato i viaggiatori futuri?
Vorrei pensare che sono stati un vero aiuto per quelli avventurieri, commercianti e viaggiatori che hanno viaggiato fino in Persia, Afghanistan e Cina. Ma quello che mi piacerebbe di più pensare è che con i miei scritti ho incoraggiato a prendere larghi viaggi a persone audaci che avevano bisogno di una spinta per iniziare il loro percorso. Come per esempio Cristoforo Colombo che so che lo portava con sé nei suoi viaggi.
La visione di un mondo interconnesso
Pensi che internet abbia favorito lo scambio commerciale e culturale tra due culture cosí diverse come Oriente e Occidente?
Per rispondere a questa domanda abbiamo bisogno di conoscere un po' delle due culture.
La cultura orientale si caratterizza per essere più collettivisti, spirituali e più connessi con la naturalezza con una percezione più olistica. Anche è più importante per gli orientali la gerarchia e il rispetto dell'autorità. In riferimento all'educazione si fa enfasi sulla disciplina, lo sforzo e il rispetto per il conoscimento.
Invece la cultura occidentale tende ad essere più individualista, si centra nella scienza e nel pensiero logico e razionale. Le relazioni sono più orizzontali e c’è meno enfasi nella gerarchia. L’educazione in occidente incoraggia la creatività e l’autonomia degli studenti.
Dopo di capire come funzionano Oriente e Occidente è chiarissimo che uno strumento così potente come internet, che ti offre risposte con immediatezza, ha favorito lo scambio tra le due culture. Non solo per una questione di velocità ma anche perché semplifica le connessione interculturale e avvicina diverse realtà.
Secondo te quali sono i rischi di un mondo così globalizzato? E quali sono i vantaggi?
Dopo viaggiare in tanti paesi ed essere in contatto con tante culture diverse posso dire che ci sono rischi legati alla globalizzazione.
Uno dei maggiori rischi è la perdita di identità nella mescolanza delle diverse culture per la sparizione di ricchezza e tradizione di ognuna. Anche la globalizzazione causa una dipendenza economica che coinvolge a tutti se scoppia una crisi. Inoltre, la connessione con la natura così importante per la cultura orientale, scompare nel momento di soddisfare le esigenze di un mondo globalizzato.
I vantaggi, invece, fanno riferimento alla possibilità di scambio culturale e conoscimento e sviluppo economico attraverso di accedere a mercati più grandi. Vantaggi riferiti con lo scambio tecnologico sarebbe migliore con la qualità della vita.
In che senso pensi che il tuo lavoro come ponte tra le due culture ha influenzato la popolazione?
Mi sento onorato di costruire un ponte tra due mondi così diversi. Il mio lavoro come viaggiatore non posso dire che sia stato esento di controversie ed esagerazioni.
Penso che abbia suscitato la curiosità di Europa verso Asia in un modo che nessuno era riuscito a fare prima.