Nel 1577 il vicario in sede vacante, Gianfilippo Ferrara, e il priore del Capitolo, Silvio Ruffino, composero in questo sarcofago marmoreo i resti mortali di Francesco d'Aragona, 38mo vescovo di Cefalù (1525-1561), e di Rodrigo Vadillo, O.S.B., 40mo vescovo di Cefalù (1569-1578) fino ad allora inumati nel pavimento del portico della Cattedrale. Il sarcofago era posto nel vano della porta, oggi riaperta, che dal corpo traverso immetteva nel chiostro. Il coperchio reca incisa una mitria ed è oggi privo della cimasa con golgota in marmo bianco. Il cartiglio è affiancato dagli stemmi episcopali di Vadillo (a sinistra) e d'Aragona (a destra). Al fianco sinistro della cassa è scolpita, ad altorilievo, una croce greca indicante la posizione della testa del defunto. L'epitaffio recita:

Roderico Vadillo et Francisco Aragonio / cephaludensibus episcopis / quorum cadavera humi sepulta / citra condignum honorem citraque communem notitiam / hominum pedibus antehac calcabantur / Joannes Philippus Ferrara / sede vacante vicarius / et Silvius Ruffinus capituli prior / ut decuit posuere / anno Domini MDLXXVII / VI idus maii / obiit Franciscus anno MDLIX / calendis Julii / Rodericus anno vero MDLXXVII / VII calendis februarii.