Un edificio, mille vite e ... tanti misteri
Avete mai pensato a quante vite può avere un edificio?
La storia del Convitto Nazionale "Giacomo Leopardi" è una storia di trasformazioni, di metamorfosi continue, dai mille volti in quasi sei secoli. L'istituzione di oggi - e la sua sede storica - è il risultato di numerosi cambi di funzione e adattamenti alle esigenze della città e del territorio.
Da Convento a Convitto il passo non è stato breve, ma l'edificio conserva le tracce di tutte le sue trasformazioni: ogni pietra racconta una storia!
Cappella quattrocentesca, chiesa, lazzaretto, convento domenicano, caserma, ospedale, spazio espositivo, scuola, istituzione educativa: la sede storica del Convitto Nazionale di Macerata è stata questo e molto altro ancora, attraversando epoche diverse ma mantenendo sempre un ruolo centrale nella vita di tutti i maceratesi e non solo.
Mille le storie misteriose che la avvolgono: alcune stanno cominciando a riaffiorare, grazie al lavoro di scavo di questo progetto. Vedi più sotto i quattro "Gialli del Convitto" che siamo riusciti a risolvere: il Giallo del Rettore Bonugli e la Guida-Annuario del 1935, Il Giallo del Calice, Il Giallo di Ines e il Giallo delle foto in soffitta.
La timeline interattiva che segue ricostruisce in sintesi le principali tappe di questa lunga storia. Abbiamo selezionato per voi 15 tappe: come in una bacheca investigativa, ogni momento è collegato da una puntina a un frammento di storia del Convitto.
Apri il Genially e clicca sui diversi momenti della timeline per approfondire! Per le fonti storiche che abbiamo usato, clicca qui
Ecco il Regolamento originale del Convitto Provinciale di Macerata appena nato, del 1863!
Vuoi visionare il Regio Decreto del 1886 che nazionalizzò il Convitto di Macerata? Clicca qui
Storytelling sul Convitto: sintesi e approfondimento
DENTRO GLI SPAZI
Le planimetrie ci permettono di entrare “dentro” il Convitto e osservare come i suoi spazi siano cambiati nel tempo.
Attraverso queste fonti, fornite dalla Vice Rettrice Moira Marconi, è possibile ricostruire parte delle trasformazioni dell’edificio e l'utilizzo degli ambienti, in particolare dal '900 in poi. (sezione in lavorazione)
Abbiamo chiesto alla collaboratrice scolastica Marisa Migliori, in servizio in Convitto dal 1991, di descrivere la struttura e gli spazi entrando in Convitto negli anni '90 e a seguire.
Ascolta i suoi audio per entrare nella sede storica del Convitto!
QUANDO LA SCUOLA STUDIA SE STESSA
Negli anni passati alcuni insegnanti del Convitto Leopardi hanno realizzato importanti lavori di ricerca dedicati alla storia dell’istituto.
Abbiamo scoperto questi materiali durante gli incontri e le interviste con i nostri testimoni, che ce li hanno messi a disposizione. Noi studenti li abbiamo poi digitalizzati nell’ambito di questo progetto, rendendoli nuovamente accessibili e restituendo loro una nuova voce.
Si tratta di testimonianze preziose, che mostrano come il Convitto sia stato studiato e raccontato nel tempo e come, già negli anni Novanta, studenti e docenti abbiano lavorato per valorizzarne la storia.
“Fuori dalle mura ma al centro della città”
“Fuori dalle mura ... ma al centro della città” è un lavoro di ricerca storica realizzato dai bambini e da tutte le docenti della Scuola Primaria annessa al Convitto Leopardi negli anni Novanta (a.s. 1996/1997, allora “Scuola Elementare”).
Il titolo richiama il rapporto tra il Convitto e la città di Macerata: pur trovandosi fuori dalle antiche mura, l’istituto ha sempre avuto un ruolo centrale nella vita educativa e culturale del territorio.
Il materiale, riscoperto grazie agli incontri con i nostri testimoni, è stato digitalizzato dagli studenti nell’ambito di questo progetto per renderlo nuovamente consultabile.
L’educatore e Vice Rettore Bruno Martorelli ci ha fornito la versione completa del lavoro, che è quella qui digitalizzata. Giuseppe Carletti, collaboratore scolastico, ci ha invece messo a disposizione una copia contenente appunti manoscritti delle insegnanti, probabilmente utilizzati in occasione della presentazione pubblica del progetto, nel Teatrino del Convitto stesso.
La maestra Paola Marinangeli, che ha confermato di aver partecipato alla realizzazione del lavoro, ci ha fornito il volantino originale dell’iniziativa riportato in fondo (sotto in foto la maestra Paola)
“Caro Convitto” è un lavoro realizzato dagli alunni e dalle alunne delle classi 2A e 2B della secondaria di I grado annessa al Convitto Leopardi, guidati dalle docenti Laura Corbelli, Gabriella Lorenzetti, Liana Marchegiani e Grazia Massera negli anni Novanta (a.s. 1997/1998), che raccoglie testi, riflessioni e materiali creati dagli studenti e dedicati alla loro vita nell’istituto, ai suoi spazi e alla sua storia.
Il titolo esprime il legame affettivo con il Convitto, raccontato attraverso memorie, filastrocche musicate, esperienze e testimonianze.
tra le sue pagine rivivono molte figure di quegli anni, dai collaboratori agli educatori, fino al Rettore Mario Croce, dei quali si offre un ritratto attraverso gli occhi degli studenti dell'epoca.
Si segnala, tra gli alunni, la presenza di Lucina Paternesi, figlia della professoressa Daniela Nigi (Vice Preside della secondaria di I grado quando era Rettore Mario Croce) e oggi giornalista di Report in Rai, alunna ricordata da numerosi testimoni (vedi foto sotto, di Marisa Migliori)
Anche questo lavoro, emerso durante l'intervista con Bruno Martorelli e da lui fornito in copia, è stato digitalizzato dagli studenti per essere condiviso e valorizzato all’interno di questo progetto.
Ecco l'invito agli eventi in cui vennero presentati i due lavori, svoltisi sabato 6 giugno 1998 e sabato 13 giugno 1998, alle 9.30, presso il Teatrino Leopardi. Il volantino ci è stato fornito sia dalla maestra Paola Marinangeli sia dall'educatore Bruno Martorelli.
In entrambe le occasioni furono messi in scena due spettacoli teatrali, il primo dei quali ispirato ad alcune delle opere inserite in “Fuori dalle mura ma… al centro della città”.
In occasione dell’incontro del 6 giugno, il libretto fu anche consegnato ai genitori degli alunni della classe prima elementare.
La maestra Paola Marinangeli ci ha spiegato che entrambi i lavori si inserivano nel più ampio progetto “Adotta un monumento”.
Anche la professoressa Antonia Bracalenti, nel corso della sua intervista, ha ricordato questa importante iniziativa, sottolineando alcuni collegamenti con il progetto attuale “Un Convitto di memorie”.
Nel corso dei due eventi, era prevista anche la presenza dell'animatrice teatrale Allegra Spernanzoni, del gruppo teatrale TE.MA. che all'epoca usava i locali del Convitto adiacenti al teatrino per le attività teatrali, insieme all'attore Piergiorgio Pietroni, come ricorda la collaboratrice Marisa Migliori, e come documentato nelle sue foto (vedi Album dei Ricordi).
LE NOSTRE SCOPERTE
Grazie agli incontri con i testimoni intervistati, sono emersi dettagli e indizi molto interessanti che ci hanno permesso di disvelare fatti storici importanti relativi al Convitto.
GIALLO N.1: IL MISTERO DEL RETTORE BONUGLI E L'ANNUARIO DEL 1935
Esiste l'originale della Guida-Annuario? Come sarà? Chi è il Rettore che lo ha predisposto? Chi sono le persone ritratte nelle foto all'interno? E il fotografo? Dove sono gli originali delle foto qui riprodotte? Perché il Rettore dell'epoca ha deciso di fare una Guida-Annuario di questo tipo?
Clicca sul Genially sopra se vuoi sapere come abbiamo risolto il Giallo dell'Annuario del 1935 e tutte le nostre scoperte!
Questa è la Guida-Annuario caricata nel sito internet della nostra scuola dall'educatore Marco Cetraro. Non c'è l'indicazione di chi lo abbia fatto ma risale al 1935, a giudicare dall'anno scritto sotto le foto inserite all'interno.
Clicca sul libretto sopra per sfogliare il pdf.
Sotto ecco l'originale fornito dal collaboratore scolastico Giuseppe Carletti.
GIALLO N.2: IL MISTERO DEL CALICE
GIALLO N.3: IL MISTERO DI INES
GIALLO N.4: IL MISTERO DELLE FOTO IN SOFFITTA