C’era una volta una ragazza, che viveva in un paesino chiamato Fantagiate e aveva il sogno di fare la professoressa. Questo sogno si realizzò, si laureò e andò a insegnare nella scuola del paese, proprio vicino a dove abitava.
La ragazza aveva tante colleghe, tra cui le sue tre sorellastre-matemastre. Loro la prendevano sempre in giro per la sua goffaggine nel cercare di fare mille cose contemporaneamente, chiamandola Vanorentola, nome che ricorda quello di Cenerentola, una ragazza di cui avevano sentito parlare e che era obbligata ad eseguire i lavori più umili.
Un giorno Vanorentola si scontrò accidentalmente contro un giovane nuovo collega, lungo le scale della scuola. L’impatto fu violentissimo e fece inciampare Vanorentola che, nell'impatto col gradino, perse la suola di una scarpa e rischiò di cadere dalle scale. Scattò una scintilla tra loro, ma si dovettero allontanare subito perché entrambi dovevano correre in classe. Il giovane ragazzo era talmente elegante e gentile che ricordava un principe, così tutti i colleghi professori iniziarono a chiamarlo il “Principe Ascibelli”. Dopo questo primo incontro le matemastre iniziarono a prendere in giro Vanorentola, che qualche giorno dopo rincontrò Il Principe Ascibelli in 1^C, al cambio d’ora, e, nella fretta, perse dei foglietti con annotati alcuni sue riflessioni su possibili progetti extra scolastici. Il Principe li trovò, li lesse, ma senza capire chi li avesse persi; subito pensò che quelle idee erano geniali e comunicò a tutti i colleghi che lui avrebbe collaborato per un progetto solo con l’autore dei foglietti. Fu allora che Florence, una collega affascinata dalle idee e dall’entusiasmo del Principe Ascibelli, giurò che i foglietti fossero i suoi. Lui non volle crederci, perché sapeva che generalmente Florence aveva altre idee, ma alla fine la sua insistenza lo convinse.
Vanorentola dopo poco venne a conoscenza dell’accaduto e inizialmente si sentì molto abbattuta, ma poi decise di non rivelare la verità, per non creare scompiglio.
I preparativi del connubio di idee, quasi un matrimonio, erano in corso e in breve giunse il giorno della presentazione alla scuola. Vanorentola iniziò a prepararsi per la presentazione, ma, quando si accingeva ad uscire da casa per raggiungere la scuola, le matemastre le chiesero di fare tantissime cose che le fecero perdere tempo e non le consentirono di uscire in orario. Trafelata, finalmente riuscì ad incamminarsi, ma senza aver avuto il tempo di prepararsi adeguatamente. Poco lontano da casa, però, incontrò la “fata Mistretta”, accompagnata dal suo topino Jaqurrado con il consueto “fantagoniometrocappellino” che diede a Vanorentola un libro con le più geniali idee da consultare per organizzare fantastici progetti. Arrivata a scuola, il principe Ascibelli la vide e pensò ancora al loro primo incontro e alla sensazione che aveva avuto di aver incontrato la compagna perfetta per i suoi mille progetti e a quanto gli sembrasse strano che l’autrice di quegli appunti fosse Florence. Tuttavia i fatti sembravano dimostrargli che le sue sensazioni erano sbagliate.
Vanorentola, però, non poteva accettare che le sue idee fossero state spacciate per quelle di Florence, quindi fermò il connubio e rivelò che quelle idee in realtà erano sue. Fece vedere il libro che le aveva dato il topolino Jaqurrado, ma Ascibelli non aveva bisogno di prove per crederle, così disse: “Oramai non ho più interesse per i foglietti, voglio collaborare con chi ha delle idee stupefacenti e quella persona sei tu, Vanorentola! Da ora in poi, se sei d’accordo, lavoreremo sempre insieme, sperando di ottenere ottimi risultati con i ragazzi di Fantagiate.” Ella, sorpresa e lusingata, rispose: “Ma certo, ne sarei molto contenta!”.
Il principe Ascibelli le fece questa proposta di collaborazione davanti a tutti i colleghi e gli alunni, persino alla Dirigente Scolastica! Erano tutti circondati da milioni di libri, note, registri, compiti e verifiche. Il principe disse: “Vanorentola, vuoi tu collaborare con me?” Ed ella rispose “Certo che lo voglio!”.
Alla fine le loro idee si sposarono, e vissero per sempre nelle menti degli alunni felici e contenti.
P.S. Come in ogni matrimonio che si rispetti anche questo fu consacrato da un anello: il rotolino di scotch trovato nella classe 1^B con cui i colleghi consorti sigillavano gli elaborati degli alunni!
Giorgia Di Trani
Francesca Straccione