Il primo numero del primo giornalino scolastico di Vergiate non può che cominciare con l'intervista a chi permette alla scuola di funzionare: la nostra Dirigente, la dottoressa Carla Galletta. L'onore e l'onere di intervistarla sono toccati a noi, che abbiamo deciso di rivolgerle alcune domande anche "non convenzionali", cercando di farci portavoce delle curiosità di tutti gli studenti.
Lei è stata felice di risponderci, speriamo che voi lo siate altrettanto di leggerne la trascrizione che abbiamo realizzato anche grazie alle competenze informatiche acquisite in questi tre anni!
Buongiorno Dirigente, la distogliamo dai suoi impegni perchè vorremmo rivolgerle alcune domande. Possiamo?
Ma certo, ragazzi, risponderò con molto piacere!
Rispetto agli altri istituti in cui ha lavorato, come ha trovato la scuola secondaria di Vergiate?
Ho trovato una scuola ben organizzata, con un corpo docente valido e un'ottima proposta formativa per voi ragazzi.
Cosa pensa dei progetti pomeridiani che vengono proposti agli studenti della nostra scuola, come quello del Giornalino?
Penso che siano utilissimi ed estremamente importanti, soprattutto per quei ragazzi che sono un po' in difficoltà. L'anno scorso (a.s. 2023/2024 n.d.r.), come ben sapete, abbiamo attivato i laboratori STEM, che si focalizzavano in particolare su coding e robotica. In quest'anno scolastico, invece, i laboratori pomeridiani sono pensati per contrastare il rischio di dispersione scolastica e sono rivolti soprattutto a quegli alunni che hanno bisogno di nuovi stimoli e nuove motivazioni: è un'opportunità importante che dovrebbero cogliere.
Non capita sempre che queste opportunità vengano date agli studenti: dovete sapere che a noi è stato possibile proporre tutte queste attività grazie al danaro che l'Unione Europea ha elargito all'Italia per il "Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza", il PNRR, che fortunatamente ha interessato anche le scuole.
Passiamo alla prossima domanda: quali pensa che siano le opinioni degli studenti e dei professori su di lei?
La Dirigente è una persona che, per ruolo, ha molte responsabilità e che, in un modo o nell'altro, si espone molto, anche alle critiche, perché prende delle decisioni e fa delle scelte non sempre popolari e non sempre ben accette. Quinidi la realtà è che ad alcuni piaccio e piace come sto gestendo la scuola, ad altri un po' meno. Io, però, credo che ci siano delle questioni importantissime che debbano essere rispettate da tutti.
Mi riferisco prima di tutto ai ruoli, poi anche alla serietà professionale nell'incarico che si riveste e il rispetto delle regole condivise: questi, secondo me, sono metaforicamente tre pilastri che permettono alla scuola di funzionare. Se queste tre regole non vengono rispettate da tutti, non sempre le cose funzionano. Ecco, io sono una "portatrice di regole". Ho fatto delle scelte gestionali, ho dato delle indicazioni precise anche ai vostri docenti per quanto riguarda l'organizzazione del loro lavoro. Non sempre sono piaciute, ma il mio ruolo richiede anche questo!
Quali ritiene che siano le sfide più grandi che gli studenti affrontano oggi e come la scuola le supporta?
Il futuro per voi, cari ragazzi, a mio avviso non sarà facilissimo. Voi avete grandissime sfide da affrontare che riguardano innanzi tutto il mondo del lavoro, in cui sarà faticoso trovare il vostro posto, perchè presumibilmente non avrete le stesse garanzie di cui possono godere i lavoratori di oggi. Mi riferisco al sistema pensionistico, che vacilla sempre più e che proprio voi avrete l'onere di riorganizzare, e al tipo di contratto a cui potrete aspirare: verosimilmente a tempo determinato e "flessibile". Dovrete, poi, imparare a gestire l'impatto sul mondo del lavoro delle nuove tecnologie: quelle che già esistono e quelle che nel frattempo saranno create. Si tratta di grandi sfide che sono certa che la vostra generazione saprà affrontare al meglio.
Ciò che veramente mi spaventa, invece, è l'isolamento sociale a cui sembriamo tutti sempre più avvezzi. Vedo purtroppo sempre più spesso l'isolamento di voi ragazzi sia tra di voi, ma anche rispetto alla realtà che vi circonda; una scarsa consapevolezza del mondo e dei suoi problemi. Sempre più giovani confondono i virtuale con il reale e fanno un uso improprio dei social network e di tutti gli strumenti che oggi sono a disposizione.
Qual è il motto che guida la sua vita? Ne avrebbe uno da consigliare a noi ragazzi?
Questa è una bellissima domanda. Io non ho un motto vero e proprio, credo, però, in dei valori, dei principi universali che a mio avviso ognuno di noi dovrebbe far propri e seguire, se vuole vivere in maniera onesta e corretta.
Prima di tutto l'onestà, poi la rettitudine, la trasparenza e il rispetto per il mondo, non solo per le persone, ma anche per la natura nel suo complesso. Ma questo voi lo sapete bene, anche grazie alla nostra Green School.
Il valore più importante, però, secondo me è la libertà. La libertà personale che, però, deve sempre rispettare la libertà altrui: a questo servono le regole, a far sì che questo diritto sia garantito a tutti. Non mi riferisco alla libertà di fare qualsiasi cosa ci venga in mente, ma alla libertà di pensiero, che la scuola vi aiuta a sviluppare.
Passiamo a un argomento più spinoso, Dirigente: per quale motivo ha deciso di non organizzare viaggi di istruzione di più giorni?
Ragazzi, voglio essere sincera con voi: io credo che dei ragazzi della vostra età non si dovrebbero allontanare da casa la notte. Non ritengo opportuno che dei ragazzi così giovani trascorrano anche solo una notte fuori casa. Il viaggio di istruzione è un'importantissima occasione di crescita e di arricchimento culturale, indipendentemente dalla sua durata. Inoltre molto, molto spesso le persone viaggiano per il mondo, ma non conoscono le realtà vicino a casa: la scuola vi offrirà l'opportunità di colmare questa lacuna, che io ritengo grave.
Il lavoro da Dirigente è per lei fonte di più soddisfazioni o preoccupazioni?
Devo essere onesta, anche se mi dispiace: sono più le preoccupazioni. Purtroppo il mio è un lavoro di grande responsabilità, ma è anche un lavoro da "burocrate", che mi costringe a trascorrere molte ore in ufficio a disbrigare pratiche di varia natura. Quello che mi manca è il contatto con i docenti, con cui riesco a confrontarmi meno di quanto vorrei, e soprattutto con voi ragazzi; il confronto con voi studenti è l'aspetto più bello per chi lavora a scuola ed è proprio quello a cui io ho dovuto rinunciare. Le soddisfazioni che ho vengono tutte da voi e dai progressi che riuscite a fare sotto la guida dei vostri insegnanti.
Ha mai pensanto di intraprendere un altro percorso professionale?
Quando ero molto giovane avevo altre ambizioni, poi la vita mi ha portato verso la scuola. Quando ero molto giovane avrei voluto studiare le lingue straniere perchè ero affascinata dalle differenze del linguaggio e perchè mi avrebbe consentito di viaggiare per il mondo, invece mi sono laureata in Scienze dell'Educazione, ho iniziato a lavorare come docente della scuola primaria, poi sono passata alla dirigenza. Una vita forse meno avventurosa e che tutt'ora non mi permette di viaggiare quanto vorrei, ma non per questo meno ricca di soddisfazioni, soprattutto legate al periodo di docenza. Mi piaceva accompagnare i bambini verso l'adolescenza e, poi, l'età adulta e riuscire a volte a diventare per loro un punto di riferimento.
Cosa le piace fare oggi nel tempo libero?
Io ho tre cani che adoro: mi piace andare a spasso con loro, camminare, cercare e trovare il contatto con la natura. Questo mi rigenera. Poi mi piace trascorrere del tempo con i miei amici: ne ho pochissimi, ma quei pochi sono davvero importanti per me. Pochi, ma buoni, come si suol dire...
Come ultima domanda, prima di ringraziarla e salutarla, vorremmo chiederle se nella sua vita da studentessa ha mai preso parte alla redazione di un giornalino scolastico come il nostro.
No, purtroppo non mi è mai capitato. A scuola facevamo lavori di ricerca su diversi argomenti, che poi presentavamo ai professori e ai compagni, ma non abbiamo mai redatto un giornalino e me ne dispiaccio. Credo che sia un'occasione importante per voi, vi offre la possibilità di capire come funziona la redazione di un giornale, il grande lavoro che c'è dietro un articolo di poche righe, l'importanza della precisione e della collaborazione.
Diego Meroni
Giorgia Cairati