Nella foresta tropicale crescono le piante più incredibili. Alcune potresti già conoscerle, perché sono sul davanzale della finestra di casa o nel tuo salotto dove fa più caldo – per esempio, le bromelie chiamate anche “gioia di vivere”, le felci, le orchidee e il filodendro. Dai fiori dai colori sgargianti ai funghi dall’aspetto bizzarro agli alberi dalle spine pungenti, l’impareggiabile biodiversità (bio deriva dal latino, una lingua antica che si parlava in Italia, e significa vita, pertanto con biodioversità si intendono diverse forme di vita) della foresta tropicale la rende davvero speciale e unica. Sebbene innumerevoli piante non siano state ancora state classificate, gli scienziati ne hanno già identificate centinaia di migliaia.
Fonte immagine Abenteuer Regenwald: https://www.abenteuer-regenwald.de
Alberi misteriosi! A prima vista, sembra che la foresta tropicale sia costituita principalmente da alberi. La varietà è impressionante: crescono fino a 250 diverse specie di alberi su 1000 m2. Ma gli alberi forniscono anche il nutrimento per molte altre piante e animali che vivono sopra e / o con gli alberi nei vari livelli della foresta. Non sai quanti sono 1000 m2? Allora prova a misurare una superficie da sola o da solo o facendoti aiutare dalla maestra o maestro e troverai la spiegazione .
Gli alberi più grandi possono crescere fino a 70 metri di altezza e sono chiamati alberi giganti. Salgono oltre la chioma degli altri alberi. Le possenti radici che si vedono anche in superficie danno loro la necessaria stabilità nel terreno povero di humus della foresta pluviale. Queste radici sembrano un intreccio di nervi, e possono arrivare fino a 10 metri di altezza.
“Grandi radici sostengono un albero in Indonesia."
Fonte immagine Abenteuer Regenwald: https://www.abenteuer-regenwald.de
Foresta rigogliosa in un terreno quasi sterile!
Sebbene la foresta tropicale sia uno degli habitat più biodiversi della terra, il terreno su cui cresce è piuttosto sterile, ovvero non ha nutrimento. Il motivo principale: la pioggia costante porta via con se i nutrienti. Per sopravvivere, le piante hanno dovuto affidarsi ad un ciclo perfetto, in modo che nulla del loro cibo prezioso si perdesse. Per questo, quasi l’intero apporto di nutrienti di cui hanno bisogno per crescere si trova al di sopra del suolo nelle piante vive oppure ormai prive di vita.
Ma come può la foresta tropicale così piena di vita crescere su un terreno privo di nutrimento? In ogni foresta, il ciclo funziona in questo modo: milioni di insetti, vermi, batteri e funghi decompongono – mangiando e poi espellendo quanto hanno mangiato oppure facendo marcire – le parti morte della pianta trasformandola in humus in breve tempo. L’humus rilascia i nutrienti. Le radici delle piante assorbono nuovamente i nutrienti e il ciclo ricomincia.
I funghi decompongono anche le foglie cadenti e altri materiali vegetali, persino i possenti ceppi, e rilasciano i nutrienti. Alcuni funghi si intrecciano nel terreno con le radici degli alberi. I funghi forniscono alle piante nutrienti e acqua dal terreno, le piante entrano in relazione con funghi stabilendo quello che scientificamente si chiama micorrizza ovvero un aiuto reciproco per portare avanti il loro ciclo di vita. Entrambi vivono in “simbiosi” – cioè una coesistenza di due o più specie, che è benefica per entrambi? Allora fai una ricerca sul dizionario e troverai la spiegazione.
Adesso che sai cosa significa vivere in simbiosi, puoi fare alcuni esempi di altre specie animali o vegetali che vivono in simbiosi?
I microrganismi – organismi di piccolissime dimensioni – possono vivere bene nel clima costantemente caldo e umido dell’equatore, i nutrienti che si decompongono sono quasi completamente restituiti alle piante attraverso il ciclo nutritivo (vedi illustrazione qui a fianco).
Così, gradualmente, un piccolo strato di humus si forma dal materiale vegetale morto, ma questo contiene pochissime sostanze nutritive e di solito non è più spesso di 50 centimetri. Sotto ci sono i terreni tropicali molto aridi, spesso di colore rosso perché contendono minerali contenenti ossidi metallici.
Fonte immagine Abenteuer Regenwald: https://www.abenteuer-regenwald.de
Piante che sono dei veri maestri dell’arte della sopravvivenza!
Le orchidee, per esempio, sono tra le grandi maestre dell’arte della sopravvivenza nella foresta tropicale. Sono chiamate piante epifite perché crescono sui rami degli alberi. Non danneggiano i loro “ospiti” e non assorbono i loro nutrienti. Non sono dei parassiti che possono far morire gli alberi come le edere per esempio. Le orchidee o persino le bromelie usano gli alberi, vivendo nella loro chioma, solo per essere più vicine al sole. Inoltre assorbono i nutrienti e l’acqua di cui hanno bisogno per crescere in modi molto diversi: alcune formano radici aeree, che assorbono l’acqua e quindi i nutrienti, altre formano dalle loro foglie rigide piccoli bacini a forma d’imbuto, in cui si raccoglie l’acqua piovana in piccole “vasche”. Molti animali che vivono sulle cime degli alberi bevono da queste piccole pozze e non hanno mai bisogno di cercare acqua sul terreno. Molte rane della foresta pluviale vivono nelle minuscole vasche ad altezze vertiginose e qui depositano le uova dalle quali nascono i girini che a loro volta diventeranno rane.
Vi sono anche liane che vivono su altre piante. Usano gli alberi come struttura rampicante e non fanno parte del tronco e non servono da supporto, ma si arrampicano sugli alberi per cercare la luce. Le liane spesso coprono gli alberi così tanto che la loro corteccia è appena visibile.
Piante medicinali – la foresta tropicale come una farmacia. Per secoli le popolazioni indigene hanno usato la foresta tropicale per curarsi, come se la foresta fosse una farmacia e la conoscono molto meglio di noi. Che si tratti di curare “solo” un mal di testa, una febbre, un mal di stomaco o malattie gravi come l’asma, il diabete, i reumatismi, la leucemia, il cancro, la foresta tropicale ha la medicina giusta per questo. Foglie schiacciate, qualche pezzettino di corteccia, legno o persino insetti vengono usati per curarsi e si trovano nella farmacia verde. Anche le medicine che usiamo noi spesso contengono un “ingrediente della foresta tropicale” – cosa succederebbe se la foresta tropicale non esistesse più? Dove troveremmo questi ingredienti per curarci? E quanti farmaci si potrebbero creare ancora? Quanta sofferenza potrebbe essere risparmiata se non eliminassimo le foreste tropicali? E quanta sofferenza causiamo con la deforestazione? La nostra conoscenza attuale delle piante medicinali è molto limitata – dopo tutto, abbiamo esaminato clinicamente solo l’1% delle piante in modo dettagliato. Sembra piuttosto chiaro che la foresta può aiutarci ancora tantissimo. Dobbiamo solo dargli l’opportunità di farlo e per questo dobbiamo contribuire a salvarla.