Esperienza Erasmus KA1 “MOBILIZING FOR BETTER TEACHING AND EUROPEAN LEARNING” Irlanda 25/04/2022 – 29/04/2022
Il progetto Erasmus Plus KA1“MOBILIZING FOR BETTER TEACHING AND EUROPEAN LEARNING” è inerente la mobilità internazionale per l’attività didattica e di formazione del personale docente e non docente, ha come obiettivo un’azione di propulsione verso il cambiamento e quindi il miglioramento dell’azione didattico-formativa degli istituti. La nostra scuola ha avuto la fortuna di parteciparvi in più di una occasione, disseminando poi le esperienze vissute tra colleghi e la comunità tutta.
Le ricadute su vari livelli nell’ambito della formazione sono indubbie, ma un’esperienza di questo genere non si limita solo a questo, abbraccia una serie di dinamiche che trascendono la mera formazione, includendo le cosiddette soft skills così richieste al giorno d’oggi in ambito lavorativo. Si parla di empatia, comprensione, condivisione, diplomazia, adattamento, capacità di team working e problem solving.
Già, perché la scuola non è solo formazione ed educazione, non si limita a veicolare saperi, essa è una comunità dove si cresce tutti insieme, docenti e alunni e solo insieme si può raggiungere l’eccellenza, l’acquisizione dei saperi, la volontà di migliorarsi. Questa è la magia della scuola, un ambiente unico dove tutti imparano da tutti, il docente è guida ma anche spettatore e osservatore, il docente impara quanto l’alunno e, dall’alto della sua esperienza e maturità, guida i discenti a muoversi nel mondo con gli strumenti adatti per vivere al meglio delle proprie possibilità.
Quest’anno con un gruppo di quattro colleghi nato così per caso, persone che si scambiavano un saluto cortese nei corridoi ogni volta che ci si incrociava, ho condiviso una delle esperienze più significative della mia vita. Il gruppo era abbastanza assortito, docenti di discipline differenti, lettere, inglese, scienze motorie, matematica e fisica, diritto ed economia, siamo partiti per l’Irlanda per seguire un corso di lingua e cultura irlandese, interessati particolarmente al loro sistema scolastico e a come il popolo irlandese abbia vissuto situazioni politiche recenti come la Brexit e la pandemia.
La prima magica sorpresa è stato scoprire come in un ambiente diverso, scevro dalle consuete barriere insite nel contesto lavorativo, le soft skills di cui ho parlato si sono palesate senza nessuna difficoltà. E’stato facile creare “gruppo”, condividere, accordarsi, specie di fronte alle difficoltà che un viaggio di tale sorta non può non presentare. Si è creata un’intesa che sicuramente si perpetuerà nel tempo, e che ci faciliterà, io auspico, il raggiungimento con gli alunni degli obiettivi di cui si parla ogni anno nelle nostre programmazioni. Come citato in precedenza, educatori, ma anche discenti, noi stessi, che imparano e poi disseminano.
Imparare in contesto non è come apprendere dai libri, si può leggere che l’irlandese è cortese ma vivere una situazione in cui effettivamente si viene fermati per strada solo perché il passante ha notato che si è in difficoltà ad orientarsi o per avvisarci di non portare il portafoglio nella tasca posteriore del pantalone perché è pericoloso o prendersi una pausa mentre si stanno servendo i tavoli per cercare una candelina e festeggiare il compleanno del nostro collega, è tutta un’altra cosa. Sentire con le proprie orecchie che per salutarsi non basta un solo bye ma almeno 13 perché gli irlandesi sono così, “caring” si direbbe in inglese, è strabiliante.
L’Irlanda è verde, è allegra, la gente ride, balla, ha voglia di vivere e vivere bene dopo i trascorsi difficili, mi riferisco alla tremenda carestia del XIX secolo che ha provocato una massiccia emigrazione di irlandesi in tutto il mondo. Bè gli irlandesi sono fieri di come hanno superato quel momento e lo palesano al mondo intero attraverso mostre, esibizioni. L’Epic Museum ad esempio, contiene tutte le fasi dell’emigrazione e una carrellata di personaggi irlandesi e loro discendenti che hanno avuto dei ruoli preminenti nella storia mondiale. Mi riferisco al presidente Kennedy, A. Guinness, Barack Obama, John Travolta, Ernest Walton (nobel per la prima decomposizione artificiale dell’atomo) Seán McBride, uno dei comandanti in capo dell'Ira che vinse il premio Nobel per la pace e tantissimi altri.
L’Irlanda è la culla del gaelico, custodisce passati vichinghi la cui storia è visibile ancora per le strade con raffigurazioni, simboli, statue, e in ogni scritta presente che riporta due lingue: il gaelico e l’inglese. Questa inflessione si avverte nitidamente nella melodia del suono che la lingua irlandese ha.
A scuola abbiamo appreso espressioni, modi di dire, abbiamo fatto confronti tra il nostro modo di sentire e il loro, scoprendo in più di una occasione che è molto simile. L’insegnante ci ha coinvolto ogni giorno con tematiche nuove, unendo approcci tradizionali a più moderni come dialoghi, interviste, e uso del pacchetto google education per la creazione dei nostri elaborati.
Nell’ambito dell’esplorazione del sistema scolastico interessante è stato scoprire che dopo la junior school gli alunni possono usufruire di un “Transitional year” che consiste in una esplorazione delle varie possibilità che si aprono a ventaglio agli adolescenti. Un anno in cui si fanno solo esperienze, si viene a contatto con un congruo numero di discipline, di attività, di lavori, che consentono allo studente di fare una scelta più consapevole riguardo il proprio futuro. Idea sicuramente originale che, chissà, potrebbe essere proposta un giorno anche qui in Italia.
Per concludere, se siamo disposti a rifarlo? Assolutamente sì, non è “solo” un viaggio, è una vera lezione di vita! Siamo tornati con un bagaglio di esperienze significative, arricchiti, entusiasti, con una carica propellente in più, che speriamo di conservare così com’è ora, preziosa, motivante, valorizzante, unica nel tempo, per noi, per i nostri studenti e per la nostra scuola.
De Michele Fausta, De Santis Pio, Giannuzzo Maria, Pavone Vito Antonio, Raimondi Giovanni