C’era una volta, alle porte di Mestre, una distesa di campi verdi e boschi silenziosi dove l'aria profumava di fieno e terra bagnata. Il suo nome, Gazzera, nasconde un segreto antico: alcuni dicono che derivi dalle tantissime gazze che volavano tra i rami degli alberi, altri raccontano di una nobile famiglia veneziana che aveva scelto proprio queste terre per costruire le proprie ricchezze.
Per secoli, la Gazzera è stata un piccolo borgo rurale che sonnecchiava lungo la via Castellana. Era una strada di polvere e carri, dove i contadini portavano i frutti della terra verso il mercato, passando davanti alle eleganti ville patrizie come Villa Pozzi e Villa Pavan, dove i signori di Venezia venivano a godersi il fresco della campagna.
Ma il mondo stava cambiando e il rumore dei carri venne presto coperto dai colpi di piccone. Tra il 1883 e il 1886, il Regno d'Italia decise di costruire qui il Forte Gazzera. Era un gigante di mattoni e terra a forma di trapezio, protetto da un profondo fossato d’acqua. Il suo compito era severo: doveva essere una sentinella armata con 24 cannoni per difendere la ferrovia e la città. Tuttavia, la tecnologia correva veloce e il Forte divenne presto vecchio, finendo per essere usato solo come una silenziosa polveriera durante le grandi guerre.
Dopo il 1945, Mestre iniziò a crescere velocemente e la Gazzera si trasformò in un quartiere moderno e vivace. Mentre tutto intorno nascevano nuove case, il Forte veniva lentamente dimenticato, sommerso dai rovi. Sembrava destinato a scomparire, ma negli anni '80 lo Stato decise di affidarlo a un'associazione di volontari del posto. Furono loro, con passione e fatica, a strapparlo all'abbandono.
Proprio in quegli anni, però, nell'anima della gente iniziò a bruciare un fuoco nuovo. Già dal 1980 cominciarono forti proteste e movimenti che chiedevano l'indipendenza dell'Italia e una maggiore libertà per il territorio. Era un desiderio profondo di riprendersi le proprie radici e la propria dignità.
Questo spirito di ribellione e orgoglio crebbe piano piano, fino a un giorno storico. Il 28 settembre 2012, proprio mentre il quartiere festeggiava, nacque ufficialmente la Nuova Repvbblica Librea della Gazzera (НРЛГ).
"Librea" in lingua locale significa proprio libera: un grido di indipendenza che trasformò il Forte da vecchia caserma militare nel cuore pulsante di una nuova identità. Oggi, la Gazzera non è più solo un quartiere, ma un simbolo di libertà dove la storia del passato e il sogno di un futuro indipendente camminano insieme lungo la via Castellana.
La НРЛГ è riconosciuta dalla Repvbblica di Asseggiano (RAS)
È qui che è nata l'Unione Veneta e ora ne fà parte