Zdenek Prusov era il figlio di Matylda Prusova, cresciuto nel Vicolo d’Oro a Praga nei primi del 900. Ragazzo sensibile e inquieto, ha vissuto la sua infanzia assieme alla madre e al gatto Asmodeus prima del suo incontro con Nikolaus.
Zdenek era un aspirante poeta e pittore. La sua inclinazione artistica fu luminosa, diversa da quella cupa e tormentata dell’amico che nel bene e nel male segnerà il suo destino, Mordechai Abel. Il loro rapporto attraversa un momento di rottura quando Mordechai osa ritrarre Matylda in pose giudicate oscene, accanto alla figura di un demone. Tuttavia, l’amicizia prevale. I due fanno pace e poco tempo dopo decidono di lasciare Praga per Monaco, determinati a costruirsi un futuro come artisti.
A Monaco frequentano il circolo degli artisti. Se Zdenek dipinge soggetti luminosi e vitali, Mordechai si addentra sempre più in visioni oscure e deformanti. Poi la guerra spezza ogni progetto. Entrambi si arruolano nell’esercito tedesco, scegliendo deliberatamente quella bandiera invece di quella austro-ungarica.
Dopo la disfatta di Ypres e l’inferno delle trincee, maturano la decisione di disertare. È in quel contesto che avviene l’incontro con i ghoul, non morti che si muovono nei sotterranei della terra di nessuno. Mordechai viene trasformato in non morto, Zdenek no. Rimane umano, e proprio per questo conserva lucidità e volontà. È lui a convincere l’amico a fuggire da quella condizione mostruosa, a strapparsi al destino imposto dai ghoul.
Durante la fuga vengono colpiti entrambi. Zdenek è ferito gravemente al volto da una scheggia di shrapnel che lo rende invalido e lo sfigura. A quel punto Mordechai compie una scelta estrema scambiando le loro medaglie identificative. Zdenek assume l’identità di Mordechai (ora Marc) Abel e viene soccorso come mutilato di guerra, trasferito in Francia, nel Maniero di Boissy-Levieux, tra le gueules cassées. Il vero Marc, ormai non morto, lo raggiungerà anni dopo, vivendo clandestinamente nel castello e dipingendo per lui le tele che Zdenek potrà firmare e vendere per sopravvivere.
A Boissy-Levieux entra nella sua vita Jeanne, infermiera assunta nel 1941. Tra loro nasce un legame profondo. Jeanne si innamora dell’uomo ferito, dell’artista dal volto devastato, senza sapere fino in fondo quale scambio di identità e quale tragedia si celino dietro la sua storia. La relazione è condivisa, ambigua, segnata dalla presenza silenziosa di Marc; ma è a Zdenek che Jeanne si lega davvero.
Zdenek muore nel 1940, nel castello che era diventato il suo rifugio e la sua prigione. Con la sua morte si spezza l’equilibrio fragile costruito negli anni. Jeanne, che lo amava più di quanto amasse Marc, si allontana, tornando solo saltuariamente fino al 1960.
La sua storia rimane per lungo tempo sconosciuta, ricostruita da Nikolaus solo in epoca molto recente dietro spinta di Caleb Lost.
Si parla di lui in Dampyr 12 e 62, ma la sua storia viene dettagliatamente ricostruita in Dampyr 153.
Dampyr 269 viene parzialmente ricostruita la sua storia.
Gli spok di Zdenek e Asmodeus appaiono alla Birreria dell'Aquila Verde, evocati da Blimunde (Dampyr 301).