Guinou, era un uomo fidato, forse il migliore amico di Draka, membro della ciurma a bordo della nave "Fortunata" capitanata da Draka, al tempo "Cavaliere di Rochebrune" .
Del passato di Guinou si conosce ben poco. Si narra che sia nato intorno al 1640, probabilmente in Africa, e che sia stato strappato alla sua terra per essere ridotto in schiavitù. Ma Guinou era un sopravvissuto. Riuscito a fuggire dalla prigionia, trovò rifugio a Saint-Domingue, dove lavorò come boucanier, addetto ad affumicare la carne che nutriva ribelli e fuorilegge delle isole caraibiche. La sua vita cambiò per sempre nel 1659, quando cadde in mare durante una battaglia contro la flotta spagnola. La morte, però, non segnò la fine del suo viaggio: fu Draka in persona a riportarlo indietro, trasformandolo in un non morto.
Guinou non era mai stato un uomo disposto ad accettare il destino senza combattere. Neppure dopo la trasformazione si piegò del tutto alla volontà del suo Maestro, e il cammino che Draka aveva tracciato per lui non lo convinse mai fino in fondo. Abbandonata la pirateria, si stabilì ad Haiti e si unì agli schiavi ribelli, diventando uno degli artefici della rivoluzione haitiana esplosa nella notte del 14 agosto 1791. Combatteva per la libertà, per la giustizia.
Col tempo, però, qualcosa in lui cambiò. Forse fu il peso dei secoli, forse il logorante risentimento verso il mondo; qualunque fosse la causa, negli ultimi cinquant’anni Guinou smise di essere un liberatore per trasformarsi in un mostro: Baron Lakwà, l’hungan sans visage, un’ombra crudele che si aggirava per i vicoli di Port-au-Prince, intessendo alleanze con dittatori e regimi oppressivi. Al servizio dei Duvalier, si macchiò di crimini efferati: traffico di esseri umani, vendita di organi strappati ai suoi stessi zombie, creature che lui stesso aveva maledetto e ridotto in schiavitù.
Nel 2007 la sua strada si incrociò con quella di Harlan Draka, e qualcosa si spezzò dentro di lui. Forse rivedere un uomo capace di lottare per il bene gli ricordò il guerriero che era stato un tempo. Forse capì che per lui non c’era più redenzione. Così scelse di porre fine alla propria esistenza con le sue mani, pugnalandosi alla gola. (Dampyr 93 e 94).
Guinou fa una breve comparsa in Dampyr 255.