Mi chiamo Viviana Mura e sono una filmmaker con sede in Sardegna.
Mi sono laureata in Lettere Moderne con una tesi sull'emigrazione italiana e in particolare su quella del mio paese di origine: Meana Sardo. I miei studi sono nati dal mio profondo interesse per le diverse culture, per i popoli e per l'umanità in generale, un interesse che si è naturalmente trasformato in una vocazione per il documentario e per il mondo dell'audiovisivo in generale
Credo nell'autenticità delle immagini e nel potere delle storie vere.
Attraverso Vivi Eva Video Produzioni, realizzo:
Documentari per raccontare storie autentiche che meritano di essere condivise
Video commerciali per aiutare aziende e brand a vendere la loro storia
Riprese di eventi per creare e immortalare momenti speciali, dai matrimoni alle celebrazioni
Ogni progetto per me è un'opportunità di catturare l'essenza delle persone e dei luoghi, portando alla luce le storie che ci rendono umani.
MAMAS IN UMBRA
Regia: Viviana Mura
Durata: 40 minuti
Anno di produzione: 2025
Genere: Docufilm
"Mamas in Umbra" racconta l’internamento psichiatrico femminile in Sardegna, dalla "stufa de li pazzi" del Sant'Antonio Abate mostrando il “Libro dove si notano le donne che vengono con pazzia” (1803), passando per il San Giovanni di Dio, fino a raccontare Villa Clara attraverso la libera interpretazione di alcuni dati tratti dalle cartelle cliniche, giungendo alle soglie della riforma Basaglia (1978). Il docufilm intreccia le testimonianze di alcune testimoni con ricostruzioni drammatiche che incarnano tre storie emblematiche: Maria, rinchiusa per un amore non accettato e deportata a Volterra; Anna, privata del figlio illegittimo; Giovanna, artista ribelle alle convenzioni.
Attraverso l'esplorazione degli spazi di Villa Clara, oggi Cittadella della Salute e l'alternanza tra sardo e italiano, il film rivela come l'internamento fosse strumento di controllo sociale più che cura medica. Le voci in lingua sarda - atto di resistenza - emergono in contrasto con la freddezza dei documenti clinici. Un documento che raccoglie le testimonianze prima che la memoria si perda definitivamente.
Questo film nasce dall'urgenza di documentare una storia sistematicamente rimossa: quella delle donne internate non per patologia ma per trasgressione sociale. Ho scelto di fermarmi al 1977, prima di Basaglia, perché il post-riforma meriterebbe un altro film, un'altra narrazione.
Le ricostruzioni drammatiche non sono illustrazioni ma evocazioni: Maria, Anna e Giovanna incarnano migliaia di storie simili. Non do loro cognomi né date precise perché rappresentano un sistema, non singoli casi clinici.
Non cerco di offrire consolazione o chiusura narrativa. Le storie incomplete, i destini sospesi, i silenzi sono la vera eredità di questa storia. "Mamas in Umbra" - madri nell'ombra - restituisce presenza a chi fu cancellato, senza pretendere di guarire ferite che appartengono alla memoria collettiva.