Filosofia, Psicologia e Spiritualità non sono qui trattate disgiuntamente l'una dall'altra ma al contrario per confluire in un unico punto, un'unica direzione, quella di una visione unificata e unificante della realtà. Se voglio avere una idea la più chiara possibile sulla realtà in cui vivo non posso mettere da parte gli esseri umani, e così riflettere che c'è una realtà dentro di noi e una realtà fuori di noi con la quale interagiamo esperienzialmente e questo ci porta a considerare l'aspetto psicologico della vita. Quando poi ci poniamo domande alle quali non c'è risposta e forse mai ce ne sarà allora dobbiamo pensare filosoficamente. Così la realtà tutta intera (Panikkar la chiamava così) diventa il Tutto dei filosofi. Infine non possiamo negare la forza della trascendenza ( come la chiamava Assagioli) che ci spinge verso l'alto attraverso un continuo divenire, per affrancarci dalle passioni che ci tengono prigionieri dei sensi e dei sentimenti, per la risoluzione dei nostri conflitti interiori, per sviluppare l'armonia dei nostri rapporti con gli altri esseri umani, con la natura, con il mondo, trascendenza verso un qualcosa che è fuori di noi ma anche presente seppure invisibilmente dentro di noi e nella natura, in ogni particella di realtà. Polo attrattivo di ogni finale trascendenza umana è il Dio delle religioni, l'Essere dei filosofi, il Sé della psicologia transpersonale. E' il divino che accende in noi un profondo e incessante desiderio di spiritualità che a volte segretamente si nasconde dentro di noi e altre volte si manifesta con dirompente richiamo.
Tale argomentare mi ha motivato a raccogliere questi tre elementi della coscienza razionale umana, filosofico, psicologico e spirituale, per tentare una sintesi che metta in evidenza l'intreccio complesso, la fine tessitura con la quale tali elementi concorrono a darci una unificata e unificante rappresentazione della realtà tutta intera.