Il Sindaco e i nostri amministratori sono a conoscenza che la EX CORTE IPAB di Moncucco è stata acquisita all'asta da un privato per la misera somma di 220.516 Euro?
Dove sono stati in questi anni?
Non hanno pensato di partecipare all'asta, considerata la storia, l'importanza e l'utilità pubblica che riveste questa area?
Si ricordano i nostri amministratori di quanto prevede il PGT su questa area; destinata anche a servizi pubblici e sociali?
Abbiamo chiesto chiarimenti sugli affidamenti per lo smaltimento di rifiuti speciali.
E' arrivata una risposta molto tardiva che non ha chiarito per nulla i diversi aspetti fatti presente.
Criticità evidenziate:
tempi non coerenti con le richieste formali
scarsa chiarezza sugli affidamenti
necessità di pieno accesso agli atti
diritto a risposte complete e comprensibili
Chiedere trasparenza non significa ostacolare l'azione amministrativa, ma tutelare il diritto dei cittadini a conoscere come vengono impiegate le risorse pubbliche; continueremo a vigilare e a chiedere risposte chiare e documentate nell'interesse Comunità.
CORTE PALAZZO EX CASCINA MAGGIORE VERNATE - RICHIESTA DI TRASPARENZA
Il progetto di riqualificazione della Corte Palazzo e dell'ex Cascina Maggiore ha già comportato circa 500.000 euro di spesa pubblica e richiederà ulteriori consistenti risorse.
Abbiamo chiesto di conoscere:
costo complessivo dell'opera
fonti di finanziamento
benefici per la comunità
costi futuri di gestione
eventuali alternative meno onerose
motivazioni della priorità dell'intervento
Perché il Sindaco e l'Amministrazione Comunale non danno risposte ?
Spendono una montagna di soldi dei cittadini e non hanno chiaro cosa fare, al punto di affidare l'ennesima consulenza esterna per "la definizione di una strategia di rigenerazione per la riqualificazione del comparto Corte Palazzo - Cascina Maggiore Vernate"
C'è bisogno di rivolgersi ai consulenti esterni per decidere le strategie urbanistiche all'interno del nostro Comune?
Chi paga i 25.000 Euro per questo incarico affidato successivamente all'acquisto del comparto?
Stanno facendo tutto il contrario di come si amministra il bene pubblico.
Ci è stato segnalato che presso l'ufficio postale di Moncucco di Vernate non è stato possibile effettuare il pagamento della TARI in contanti. E non è la prima volta.
I servizi di questo ufficio sono già ridotti al minimo, sia negli orari di apertura sia nelle prestazioni offerte. Invece di ampliare le possibilità a disposizione dei cittadini, si continua a restringerle, creando ulteriori disagi soprattutto per chi non utilizza strumenti di pagamento elettronici.
In attesa di andare su Marte, sarebbe auspicabile garantire sulla Terra servizi essenziali efficienti e accessibili a tutti.
Ai nostri amministratori l'ardua sentenza.
QUELLO CHE L'AMMINISTRAZIONE NON DICE
Lo scorso 5 maggio l'Associazione ha potuto partecipare, come uditore, alla Conferenza dei Servizi che tramite i vari Enti interessati doveva dare giudizi all'ancora incompleto procedimento amministrativo.
PRINCIPALI CRITICITÀ EMERSE
1) Studio del traffico non approfondito a sufficienza con sottovalutazione del traffico (soprattutto dei mezzi pesanti) considerando le criticità esistenti intorno al casello autostradale di Binasco.
2) Depurazione e gestione delle acque reflue: inadeguatezza del sistema fognario di Pasturago e del relativo depuratore. Punto criticissimo in considerazione degli sversamenti storici per il trattamento delle acque superficiali che convoglia le acque trattate nel cavo Sisti. Non essendo stati forniti approfondimenti tecnici di sostenibilità e sicurezza, l'Ente preposto chiede integrazioni anticipate circa lo sviluppo delle ricadute sulle acque superficiali del territorio.
3) Mancanza di proposte chiare e verificabili circa l'abbattimento delle emissioni odorifere su copertura vasche e abbattimento degli odori soprattutto a Pasturago.
4) Le mitigazioni ambientali visive proposte sono percepite più come comunicative che tecniche.
INTERVENTO DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE Dl VERNATE
Erano presenti Sindaco e Responsabile dell'ufficio Tecnico.
La prevista rotatoria sulla SP30 è stata indicata come miglioramento della fluidità del traffico.
PROPOSTE Dl VERNATE CIVICA E VIABILITÀ
ln considerazione degli argomenti emersi riteniamo insufficiente la rotatoria per risolvere la complessità della viabilità che solo sposterebbe il problema. Occorre uno studio completo e realistico del traffico includendo il casello autostradale di Binasco, la revisione dei punti critici che sono gli incroci a T di Pasturago e della Cascina Boschetto valutando un'eventuale complanare alla SP30 e un diverso innesto nel casello autostradale.
Occorrono interventi strutturali per eliminare le puzze maleodoranti coprendo le vasche.
Rivedere le previste ambientazioni previste per una efficace mitigazione dei 32 metri di altezza previsti creando modellazioni del terreno abbinate a piantumazioni.
CONCLUSIONI
Nel corso della conferenza sono emerse preoccupazioni da patte di Sindaci della zona ed Enti su cui ricadranno le problematiche irrisolte.
I processi di sviluppo industriale sono un'opportunità solo se pienamente compatibili con il benessere dei cittadini le cui conseguenze ricadono sulla collettività.
Il nostro territorio e tutto quello del Sud Milano stanno divenendo prede ambientali per insediamenti urbanistici incontrollati.
È necessario un confronto reale e trasparente tra le Amministrazioni locali che tenga conto soprattutto delle esigenze degli abitanti.
Con la delibera di Consiglio Comunale del 23 aprile scorso, anche il Comune di Vernate ha votato lo scioglimento e la vendita della SASOM, nata nella meta degli anni novanta da una felice intuizione dei quattro sindaci che allora amministravano i Comuni di Gaggiano, Rosate, Vernate e Noviglio.
Il nostro Comune aveva partecipato alla nascita della Società investendo una quota capitale di circa quindici milioni di lire. La SASOM ha svolto da allora un ottimo servizio nella raccolta dei rifiuti urbani e grazie alla sua organizzazione è stato possibile la progettazione della raccolta differenziata e la realizzazione della raccolta porta a porta dei rifiuti su tutto il territorio del Comune di Vernate, nonché l'allestimento dei centri ecologici di Moncucco e Pasturago.
Fin dai primi anni il servizio della SASOM aveva permesso un notevole risparmio grazie al quale si è potuto mantenere bassa la tariffa TARSU/TARI a carico dei cittadini inoltre, la raccolta dei rifiuti solidi urbani aveva superato il 73% di differenziata. La società subentrante "ALA", che fa parte di CAP Holding S.p.a. ha acquisito anche il contratto in essere con Vernate, che scadrà il 31/12/2027. Ci aspettiamo che ALA garantisca un servizio in linea con i costi e la qualità fino ad ora dimostrati da SASOM.
Il Comune, da questo scioglimento, potrà disporre di una liquidazione di circa 120.000 Euro grazie alla visione ed alla scelta dei quattro Sindaci, che 30 anni fa, can coraggio, hanno voluto dare vita all'esperienza di una Società Intercomunale per rispondere in modo autonomo e originale alle esigenze per la moderna raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani.
Noi proponiamo che questo capitale sia accantonato e non speso. Sono soldi che potranno servire in futuro e che comunque, riteniamo giusto dovranno essere impegnati per contenere i costi della TARI e migliorare la raccolta rifiuti.
A 45 anni dall'istituzione del Sistema Sanitario Nazionale è ormai un sentire comune la regressione, se non il degrado, di quello che era un servizio sanitario con buone prestazioni riconosciute anche a livello internazionale. Liste d'attesa infinite e ricorso al privato, carenza di medici soprattutto nelle figure del medico di famiglia, carenza di infermieri, incremento delle patologie per mancato accesso alle cure.
Ma il disservizio ha colpito di più la medicina del territorio, ambito definito delle cure primarie e, posto che il SSN è di competenza quasi esclusiva delle Regioni, non tutte allo stesso modo. La figura del medico di famiglia o medico di medicina generale è quella che ha subito l'impatto più negativo. Da una parte c'è stata l'evoluzione delle malattie da infettive, acute a croniche e degenerative con l'invecchiamento della popolazione. Dall'altra parte si sono modificate le tipologie organizzative e strutturali del sistema di offerta di cura. Attualmente 5 milioni di italiani rischiano di non avere il medico di famiglia e 160.000 lombardi non hanno/trovano un medico di famiglia e le proiezioni statistiche sono sempre più cupe.
Vediamo di capirne le ragioni e le responsabilità ai vari livelli istituzionali di fronte all'evoluzione storica dei bisogni sanitari. ln questo primo contributo affronteremo i primi due livelli: quello nazionale e quello regionale. Dedicheremo in seguito un contributo allo specifico comunale.
Al livello nazionale due sono le criticità. Il nostro Sistema Sanitario Nazionale è derivato dal modello inglese (Beveridge), poco responsabilizzante per il paziente, poco incentivante per il medico. Modelli più efficaci in Europa sono quelli cosiddetti Bismarkiani (Olanda, Germania, Svizzera) nei quali la medicina di famiglia è anche specializzazione universitaria; in Italia è solo un diploma regionale. La conseguenza è che i giovani laureati in medicina la sentano come una scelta penalizzante. Non è il caso di addentrarci nei modelli sanitari ma è un fatto che quelli che in Europa sono più sofferenti sono quelli italiano e inglese.
AI secondo livello, quello regionale, la Lombardia è nota per aver privilegiato l'ospedale e soprattutto l'alta specializzazione, talvolta pletorica rispetto ai bisogni sanitari emergenti. Ne consegue l"'eccellenziologia" lombarda: vale a dire un peana continuo e talvolta stucchevole sulle esemplarità sanitarie della Lombardia.
Non si nega che esistono poli sanitari di assoluta eccellenza ma, come abbiamo visto (senza nulla aver imparato) durante il covid 19, non esiste eccellenza senza cure territoriali efficienti.
La medicina del territorio con a cardine il medico di famiglia viene considerata, in tutti gli ambiti della ricerca sulle organizzazioni sanitarie, un determinante per la salute della popolazione, si, proprio come la cura dell'ipertensione arteriosa!
Inoltre una medicina di famiglia ben funzionante risponde secondo la ricerca a circa il 70-80% dei bisogni sanitari. D'altra parte i poli di alta specializzazione richiamano molti pazienti da altre regioni penalizzando i cittadini lombardi con lunghe liste di attesa.
Infine è noto come in Lombardia, per necessità, sia altissimo il ricorso all'offerta sanitaria privata.
Dott. Primino Botta
2ª PARTE
I medici di famiglia ora sono sovraccarichi di pazienti, impegni burocratici e sono orientati dal sistema verso una informatizzazione anonima (variante digitale del medico della mutua) e verso gli accorpamenti territoriali come le Case di Comunità.
Viene a perdersi cosi la caratterizzazione principale della medicina di famiglia che nell'aspetto empatico e relazionale continuativo, pur con il dovuto supporto strumentale, è baluardo del sistema di cura decongestionando i pronti soccorsi e le ospedalizzazioni.
Inoltre, i più penalizzati sono i maggiori fruitori dei servizi sanitari (il 25% degli anziani consuma il 75% delle risorse).
I piccoli Comuni, il terzo livello istituzionale, sono quelli che maggiormente risentono e risentiranno l'impatto della desertificazione medica, ancor di più dopo la imminente implementazione delle Case di Comunità.
Nel nostro Comune l'offerta medica locale, pochissimi anni fa, era di circa 50 ore settimanali in loco con 2 medici, a fronte di circa 10 ore odierne, sempre con 2 medici.
Quale può essere il ruolo dei piccoli Comuni? Il compito è quello della SUSSIDIARIETA', che è la sostituzione degli enti di livello superiore non in grado di fare meglio una attività o ruolo sociale di qualsiasi tipo; entrando cosi in concorrenza di offerta ai medici, con gli altri Comuni.
In Francia, toccata dagli stessi problemi di demografia medica, i municipi arrivano ad offrire case per l'attività e per la residenza dei sanitari con detassazione locale.
Anche da noi molti municipi si muovono in tal senso.
E' necessario, quindi, offrire studi di livello ai medici di famiglia (ringraziamo naturalmente i medici che prestano la loro opera nel nostro Comune) accessoriati ed accessibili:
uno studio centralizzato e comunale, con servizi di trasporto ad hoc;
un possibile punto prelievi;
incentivare, a spese del Comune, l'infermiere di Comunità in stretta collaborazione con i medici di famiglia operanti e con il loro personale di studio, nell'ambito di una assistenza domiciliare già fiore all'occhiello della nostra Comunità.
Quindi sussidiarietà comunale, quella vera, in risposta ai bisogni "pesanti" per i quali sempre di più i Comuni dovranno avere un ruolo attivo, senza alibi di competenza.
Dott. Primino Botta
LA PACE COME UN DOVERE
Il riarmo non venga chiamato difesa: alimenta tensioni e Impoverisce: educazione, salute, crescita sociale e economica. Non cadiamo nella disumanità dei rapporti. Non restiamo indifferenti: tutti insieme, anche nel nostro piccolo, dobbiamo cercare di dare il nostro contributo affinché la parola "armi" sia sostituita da dialogo, rispetto e umanità.
Abbiamo inviato negli ultimi giorni all'Amministrazione Comunale due lettere riguardanti la situazione dei nostri cimiteri, riscontrata direttamente e più volte segnalata anche dai cittadini. Le condizioni rilevate evidenziano una situazione di trascuratezza e carenza manutentiva che coinvolge, di fatto, tutte le strutture cimiteriali comunali di Vernate, con presenza di degrado, scarsa cura e situazioni non consone al decoro e al rispetto dovuti a luoghi di tale importanza civile e morale.
Tale situazione non è accettabile e non è ulteriormente tollerabile. I cimiteri rappresentano infatti, per le famiglie, luoghi di memoria, raccoglimento e rispetto per i propri defunti; pertanto è preciso dovere dell'Amministrazione garantirne adeguate condizioni di pulizia, manutenzione, sicurezza e decoro. Tutto ciò evidenzia una grave incapacità nella gestione di situazioni che dovrebbero rientrare nella normale attività amministrativa di un Comune.
Abbiamo pertanto chiesto all'Amministrazione comunale di intraprendere con urgenza tutte le azioni necessarie affinché vengano ripristinate condizioni dignitose, decorose e rispettose della memoria dei defunti.
Ripartiamo dalle parole del Santo Padre: la guerra non è accettabile. Non si ascoltino le voci dei guerrafondai.
In un’epoca segnata da quella che egli stesso definisce una “terza guerra mondiale a pezzi”, il suo richiamo alla pace non suona come un semplice auspicio diplomatico, ma come un imperativo morale capace di scuotere le coscienze. Non c’è udienza, Angelus o viaggio apostolico in cui il Pontefice non metta a nudo la ferocia dei conflitti che insanguinano il pianeta: dai più mediatici alle guerre dimenticate, che consumano interi popoli nell’indifferenza generale.
Il Papa ricorda che la guerra è sempre una sconfitta per l’umanità: un abisso che non risparmia nessuno e lascia il mondo peggiore di come lo ha trovato. Denuncia con forza anche il mercato delle armi, spesso motore occulto dei conflitti, e invita i potenti della Terra ad abbandonare la logica del dominio per abbracciare quella dell’ascolto.
Ma il suo appello non si ferma alle cancellerie internazionali: interpella ciascuno di noi. La pace richiede di disarmare le mani, ma prima ancora i cuori. Significa abbattere i muri del pregiudizio e coltivare una fraternità universale, capace di riconoscere nell’altro non un nemico, ma un fratello.
In un mondo che sembra aver smarrito la memoria degli orrori del passato, la voce del Papa resta una bussola necessaria: un invito ostinato a non rassegnarsi al male e a credere che il dialogo sia l’unica via per un futuro davvero umano.
Credenti e non credenti sono chiamati a fare tesoro di queste parole. Il mondo non può essere costruito sulla guerra: deve radicarsi nei valori della giustizia, del rispetto delle leggi e dell’uguaglianza, affinché tutti possano riconoscersi e l’umanità possa davvero prosperare.
Promuoviamo tutti insieme questo impegno di pace, anche in memoria di coloro che, con il sacrificio della propria vita, ce l’hanno consegnata. La pace intesa come benessere e prosperità, come lavoro e sviluppo, come futuro per i nostri giovani. Ognuno di noi, per le proprie capacità, per il proprio ruolo e per la propria attitudine, sia messaggero di questo impegno, in modo da trasmettere a tutti i nostri governanti che solo la pace e l’umanità possono salvare il mondo.
Il 10 aprile Vernate Civica ha incontrato le Associazioni Vernatesi per illustrare le finalità e il lavoro che intende svolgere. Erano presenti: Cooperativa Italia Moncucco, Oasi Zona Umida Pasturago, Pro Loco Vernate, La Mischia di Vernate, Enjoy Moncucco, ANPI.
Di seguito il riassunto della presentazione.
Abbiamo fortemente voluto questo momento di incontro, aperto e amichevole. L’Associazione nasce dal desiderio di partecipazione alla vita sociale del nostro Comune, in un momento di progressivo indebolimento del dibattito pubblico. Non nasciamo in contrapposizione alle realtà esistenti a cui riconosciamo l’impegno sociale, ma con l'obiettivo di essere una forza propositiva che opera nel perimetro di Legalità e Trasparenza.
Il nostro gruppo si è formato spontaneamente la scorsa estate per approfondire il progetto "Granarolo Green Milk", che presenta forti criticità su ambiente, viabilità e qualità della vita. Non contrari allo sviluppo economico che auspichiamo, riteniamo che esso non possa avvenire senza un’informazione adeguata e un confronto trasparente con l’Amministrazione.
I punti critici e l'azione sul territorio:
• Impatto ambientale e urbanistico: Contestiamo l’incremento delle altezze dei fabbricati (da 12,5 a 32 metri), un precedente pericoloso per la vocazione agricola del territorio.
• Richiesta di dialogo: Abbiamo formalizzato una richiesta ufficiale all'Amministrazione Comunale per un confronto pubblico, convinti che il dialogo sia un atto di responsabilità verso i cittadini.
• Rete sovracomunale: Abbiamo inviato una lettera aperta a 22 Sindaci limitrofi per portare le criticità su trasporti e traffico alla Conferenza dei Servizi della Città Metropolitana.
Dai primi colloqui che stiamo avendo è emerso un forte interesse a portare il tema a un livello superiore.
PER CONCLUDERE
Il nostro è un invito aperto al confronto e alla trasparenza: le scelte importanti sul territorio devono essere condivise con chi lo abita.
La nostra è una associazione nata per creare un nuovo spazio aperto e condiviso, di dialogo di ascolto e di proposte.
Finalmente, dopo anni di silenzio dalla posa della prima pietra, accompagnata da foto celebrative e dichiarazioni roboanti, dopo innumerevoli richieste di spiegazioni da parte nostra (rimaste senza una minima risposta formale e dopo l'ennesima richiesta di convocare un'assemblea pubblica per spiegare ai cittadini cosa stia realmente accadendo (richiesta anch'essa ignorata), il Sindaco e l'Amministrazione comunale si svegliano improvvisamente dal torpore di questi anni per dirci una sola cosa: "Il Comune non mancherà di Vigilare".
L'associazione culturale Vernate Civica chiede, invece, "quando mai l'amministrazione comunale ha vigilato". Meno parole e più fatti concreti.
Un'affermazione di questo tipo è superficiale e difficile da accettare. Dopo 8 anni il Sindaco informa i propri cittadini che stanno vigilando.
Il Sindaco deve assumersi le proprie responsabilità di fronte alla Comunità e mettere in atto tutti gli strumenti a sua disposizione per pretendere l'applicazione della convenzione urbanistica stipulata con la società EDOS srl (già Sereni Orizzonti).
Siamo stanchi di assistere a questa situazione di mancanza di trasparenza ed informazione. Per questo, rinnoviamo ancora una volta il nostro invito a tutta l'Amministrazione comunale: invece di restare aggrappata al potere, abbia il coraggio di fare un serio esame di coscienza, riconoscere i propri errori e i propri limiti e d'agire di conseguenza.
Ribadiamo quindi le nostre richieste, perché i cittadini hanno il diritto di conoscere il futuro di questa importante opera:
Perché i lavori sono stati interrotti?
Quali problemi ne impediscono la ripresa?
Quando ripartirà il cantiere?
Quando sarà completata l'opera?
Perché l'Amministrazione comunale non convoca un'assemblea pubblica per informare i cittadini e ascoltarne le esigenze?
Il silenzio non è una risposta. È un segnale di disinteresse e alimenta solo dubbi e sfiducia. I cittadini meritano trasparenza, risposte e rispetto.