Maria Lucia Pisapia nacque a Sant’Arcangelo il 18 novembre 1887 da Francesco e da Carmela Palumbo. Il 18 aprile 1912 sposò Carlo Apicella, col quale ebbe due figli, Vincenzo ed Antonio. Quando si placò la tempesta della Seconda Guerra Mondiale, che dalle nostre parti, nel settembre del 1943, era stata un ciclone, in seguito allo sbarco degli Alleati ed alla durissima resistenza dei Tedeschi appostati sulle montagne prospicienti al mare, Lucia, insieme con l’amica Carmela Matonti, armata di badile e sacchi, pazienza e amore, per mesi, per anni, percorse le colline alla ricerca dei corpi dei caduti. Quando ne trovava uno, lo ripuliva con cura materna, lo riponeva poi in un cassettino e, utilizzando le informazioni contenute sulla piastrina, si metteva in contatto con le Autorità Italiane, che riconsegnavano la salma alle sue radici. Non importava la nazionalità: per lei erano tutti “figli di mamma”. E furono circa 800 le Salme che, per suo interessamento, venivano restituite alle mamme d’Europa, soprattutto della Germania. Un gesto profondo di pietà e di maternità universale, assolutamente disinteressato (anzi, impegnò molti dei suoi stessi averi), che inizialmente non fu compreso da tutti, ma che poi col passare del tempo rifulse in tutta la sua grandezza. Lucia, oramai diventata per tutti Mamma Lucia, ebbe onori e riconoscimenti anche Oltralpe (i Tedeschi la chiamarono affettuosamente “La madre dei Caduti”), fu ricevuta dal Papa, ebbe la Medaglia d’Oro del Presidente della Repubblica è progressivamente diventò un amatissimo simbolo per tutti i Cavesi. Era un personaggio popolare non solo per il suo gesto di pietà, ma anche per l’amorevolezza degli incontri, per le carezze che donava ai bambini insieme con le caramelline, per il suo ruolo di donna forte e di madre e nonna affettuosa. Alla sua morte, avvenuta il 27 agosto 1982, tutta Cava andò a salutarla con deferente rispetto e amorosa commozione nella Sala di Ricevimento del Palazzo di Città.
Tratto da: “Le strade di Cava de’ Tirreni, toponomastica storica”, di Salvatore Fasano, Franco Bruno Vitolo, Daniele Fasano, Beatrice Sparano, Lara Adinolfi, AreaBlu Edizioni (2013)