IL VALORE DELLA MEMORIA
Anche quest'anno abbiamo accolto con i ragazzi delle quinte classi Tullio Foà, rappresentante della comunità ebraica di Napoli, che è diventato amico del nostro Liceo Artistico di Cardito. Giornata di pioggia e tempo avverso, ma ciò non ha scalfito neppure un po' la passione, lo slancio, il desiderio di condivisione di Tullio e dei ragazzi.
Seduta di lato al nostro ospite, più vicina dello scorso anno, o, forse, solo più attenta alle pur minime sfumature dei movimenti, della voce, mi sono molto emozionata nel vedere la Sua emozione!
"Mi basta soltanto un bicchiere d'acqua sul tavolo"...ed ho osservato che sorseggiare gli era di aiuto a stemperare il groppo alla gola che, in alcuni momenti, doveva avvertire.
E' già dallo scorso anno che mi chiedo come faccia a reiterare, per almeno due mesi, questi incontri giornalieri, che tiene con tanti studenti, senza sentirne la fatica! Ma forse, semplicemente, non la sente perché per Lui è vitalmente importante passare il "testimone" della conoscenza a quanti più giovani sia possibile.
Quando il dibattito successivo alla sua narrazione stentava ad avviarsi, per l'innata ritrosia degli studenti a prendere la parola, a mettersi a nudo manifestando i propri pensieri, dalla commozione dei momenti appena vissuti insieme, Tullio è riuscito a far spuntare sulle labbra di ciascuno un sorriso, con la sua usuale "verve" e a coinvolgere in un fitto dibattito gran parte di loro ed anche dei docenti presenti.
"Sfruttatemi, approfittate di me! Prima o poi sentirete ancora parlare di questi eventi, ma da chi ne avrà sentito parlare e non da chi li ha vissuti in prima persona da bambino...". Già ... era soltanto un bambino di cinque anni che ha provato l'isolamento di una classetta di dieci alunni (di 1, 2, 3, 4 e 5 elementare tutti insieme!), costretti ad entrare da un ingresso secondario, destinati a non condividere attività dell'Istituto, se non seduti a debita distanza, con qualche fila vuota tra loro e gli altri, per evitare "contaminazioni". E via al fiume di racconti, ai documenti (scolastici e non) che aveva portato con sé, che sono passati di mano in mano, che sono stati accarezzati dagli occhi limpidi, spesso umidi, dei nostri allievi.
Un caffè e via, verso casa, progettando e programmando come svolgere l'incontro il prossimo anno, con interessanti proposte e suggerimenti di questa persona così speciale, che non cessa mai di stupirmi!
Grazie di cuore, Tullio, giovanotto ottantacinquenne, con la schiena dritta come un fuso, come può esserlo soltanto quella di una persona a cui hanno provato a piegarla, a spezzarla, ma non ci sono riusciti!
Cardito, 12/01/2018 Prof.ssa Linda Carbonara