L’ Associazione Maria Immacolata O.D.V. ETS, Capofila del Progetto, dal 1993 è al servizio dei poveri cercando di rispondere ai bisogni educativi, sociali e spirituali. Dal 2008 gestisce anche la Casa della Carità nei locali di proprietà della Parrocchia Gesù Redentore. Ispirandosi alle Case della Carità di don Mario Prandi, accoglie persone fragili che si trovano in situazioni di disagio, sia temporanea che definitiva, causato da problematiche sociali e patologiche lievi, con l’obiettivo di creare relazioni significative attraverso un percorso più o meno lungo di convivenza nella Casa con famiglie e volontari. Vengono in genere segnalati dai Servizi Sociali ed è una comunità di accoglienza vicendevole a impronta cristiana e famigliare.
Con il desiderio di allargare la propria presenza attiva sul territorio, ogni sabato mattina un gruppo di volontari ha invitato persone “fragili”, cioè a rischio di isolamento sociale, che abitano nel territorio con le proprie famiglie, proponendo brevi camminate insieme, uscite nei parchi e gite nelle vicinanze.
Dopo aver constatato un alto indice di gradimento dalle camminate organizzate al sabato mattina, si vuole ampliare la proposta, attraverso la promozione della bicicletta come mezzo di trasporto sostenibile, non solo da un punto di vista ambientale, ma anche sociale.
Prendiamo ispirazione da Progetti gia’ attivati con successo in altre citta’ italiane*, per sperimentarlo sul territorioModenese, adattandolo e ottimizzandolo alle necessita’ specifiche del Territorio, costruendo con loro una Rete che ci permettera’ di essere ancora piu’ efficaci ed efficienti.
*Born to be wild by bike (Lecco), Pedalabile (Brescia), L’Arche (Bologna)
Vogliamo rivolgerci a a tutte le persone con disabilita’, ma anche a tutte le persone che, a causa di una malattia o incidente, sono state costrette ad un cambiamento radicale della propria vita, spesso associato alla tendenza di isolamento, per offrire opportunità motorie come strumento di riappropriazione e mantenimento di capacità e competenze, conquista di autonomie e benessere fisico e psicologico, nonché come strumento generativo di relazioni, contrastando il rischio di solitudine e marginalità che spesso i soggetti coinvolti sperimentano.
Vogliamo offire una opportunita’ interessante e innovativa per caregivers e famigliari, che ambiscono ad "una società dove le persone disabili possano essere sempre più protagoniste e libere"**
Crediamo di contribuire cosi agli obiettivi della Strategia regionale Agenda 2030 –Regione Emilia Romagna, promuovendo con il progetto a “salute e benessere psicofisico, riduzione delle disuguaglianze e creazione di comunità sostenibili”***
**La convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (2009)
***Strategia regionale Agenda 2030 –Regione Emilia Romagna