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Sono le 6:30 del mattino.
Il 4x4 è carico.
Serbatoio pieno.
Gomme controllate.
Navigatore impostato.
Attrezzatura sistemata.
Caffè preso.
Giri la chiave.
Il motore parte al primo colpo.
Perfetto.
O forse no.
Perché il vero problema non è sapere se il tuo 4x4 funziona.
Il problema è sapere se è pronto a funzionare per 3.000, 5.000 o 10.000 chilometri, magari con centinaia di chili di attrezzatura a bordo, temperature elevate, autostrada, sterrato, salite, basse velocità e ore consecutive di utilizzo.
Ed è qui che molti preparano il viaggio nel modo sbagliato.
Comprano accessori, aggiungono protezioni, montano sospensioni, pneumatici, portapacchi, verricello e tutto ciò che sembra indispensabile.
Poi controllano l'olio il giorno prima di partire.
Forse è il momento di invertire l'ordine delle cose.
Un mezzo che utilizzi tutti i giorni può dare una sensazione di assoluta normalità.
Parte.
Frena.
Sterza.
Non ci sono spie accese.
Nessun rumore evidente.
Quindi, apparentemente, è tutto a posto.
Ma un viaggio Overland cambia completamente le condizioni di utilizzo.
Il veicolo potrebbe dover affrontare:
molte ore consecutive di funzionamento;
temperature esterne elevate;
lunghi tratti autostradali;
strade sterrate e piste;
salite prolungate;
basse velocità con poco raffreddamento;
carico elevato;
pneumatici diversi da quelli originali;
sospensioni modificate;
attrezzatura aggiuntiva;
traino di un rimorchio;
attraversamenti o percorsi fangosi.
Quello che nella normale vita quotidiana non rappresenta un problema può diventarlo quando tutte queste condizioni si sommano.
Per questo, prima di un viaggio importante, sarebbe molto più utile fare una cosa semplice:
usare il veicolo esattamente come verrà utilizzato durante il viaggio.
Non serve andare nel deserto.
Non serve organizzare una spedizione.
E non serve nemmeno aspettare di essere dall'altra parte dell'Europa per scoprire che qualcosa non va.
La mia idea è semplice:
Non 500 km con il veicolo vuoto.
Non 500 km dopo aver tolto tutta l'attrezzatura perché "tanto facciamo solo una prova".
500 km con il mezzo come partirà davvero.
Quindi:
passeggeri;
bagagli;
acqua;
attrezzatura;
ricambi;
frigorifero;
tenda;
portapacchi;
eventuali serbatoi supplementari;
tutto quello che normalmente porterai con te.
Perché il mezzo che deve arrivare fino in Marocco non è quello che abbiamo provato davanti al garage.
È quello che pesa qualche centinaio di chili in più.
Questo è uno degli aspetti più sottovalutati nelle preparazioni Overland.
Un 4x4 nasce con una determinata configurazione e un determinato peso.
Poi iniziamo ad aggiungere.
Un verricello.
Un paraurti.
Delle piastre.
Un assetto.
Pneumatici più grandi.
Un portapacchi.
Una tenda.
Un frigorifero.
Una seconda batteria.
Un compressore.
Acqua.
Gasolio.
Ricambi.
Attrezzatura da campeggio.
Attrezzi.
Bagagli.
E alla fine ci chiediamo perché il mezzo consumi di più, freni diversamente, sia più affaticato e abbia cambiato completamente comportamento.
Il peso aggiuntivo non è soltanto una questione di consumi.
Influisce su:
frenata;
sospensioni;
pneumatici;
temperature di esercizio;
trasmissione;
consumi;
comportamento dinamico;
carichi sugli organi meccanici.
E soprattutto modifica il modo in cui il veicolo lavora.
Una preparazione ben fatta non consiste nel montare tutto ciò che può essere montato.
Consiste nel montare ciò che serve realmente.
Un errore comune è concentrarsi quasi esclusivamente sul propulsore.
Se il motore gira bene, sembra che tutto sia a posto.
Ma un 4x4 è un sistema composto da molti elementi che lavorano insieme.
Durante una prova seria bisogna osservare il comportamento generale del veicolo.
Controlla:
temperatura;
eventuali variazioni anomale;
consumo di olio;
livelli dei liquidi;
eventuali trafilaggi;
comportamento sotto carico.
Una temperatura che tende a salire più del solito durante una lunga salita o con il veicolo carico non dovrebbe essere liquidata con un "lo fanno tutti".
No.
Una cosa anomala non diventa normale perché abbiamo deciso di ignorarla.
Cambio, frizione, riduttore, differenziali, alberi e giunti vengono sottoposti a carichi diversi quando il veicolo è pesante.
Fai attenzione a:
vibrazioni;
rumori;
difficoltà di innesto;
giochi;
colpi durante accelerazione e rilascio;
comportamento della trasmissione a pieno carico.
Una vibrazione occasionale può essere un dettaglio.
Oppure può essere il primo avvertimento.
E sarebbe decisamente meglio scoprirlo a casa.
Una sospensione che si comporta bene con il veicolo scarico può comportarsi diversamente con il mezzo carico.
Gli pneumatici ancora di più.
La pressione deve essere adeguata al carico e all'utilizzo.
Il comportamento del veicolo deve essere verificato nella configurazione reale.
Non basta guardare il battistrada e dichiarare:
"Le gomme sono nuove."
Anche un pneumatico nuovo può essere utilizzato con pressione o carico non corretti.
E un veicolo preparato male non diventa preparato bene semplicemente perché monta pneumatici aggressivi.
C'è una regola che considero particolarmente importante:
Hai appena montato un nuovo assetto?
Provalo.
Hai cambiato pneumatici?
Provali.
Hai installato un verricello?
Usalo.
Hai modificato l'impianto elettrico?
Verificalo.
Hai aggiunto molto peso?
Fai chilometri.
Ogni modifica introduce una nuova variabile.
E più variabili aggiungiamo contemporaneamente, più diventa difficile capire da dove arriva un eventuale problema.
Ci sono situazioni in cui sarebbe meglio perdere una giornata prima della partenza piuttosto che perdere tre giorni durante il viaggio.
Non ignorarla.
"Ogni tanto" non è una diagnosi.
È semplicemente un problema che non ha ancora deciso quando presentarsi.
Se il comportamento del sistema di raffreddamento è cambiato, bisogna capire perché.
Un piccolo trafilaggio visto in garage può diventare un problema molto più serio dopo ore di funzionamento.
Il viaggio non è il momento giusto per verificare se il componente funziona.
Il comportamento può essere molto diverso rispetto all'utilizzo quotidiano.
Se il mezzo è stato caricato fino a diventare una piccola officina ambulante, forse è il caso di chiedersi se serva davvero tutto.
"Lo faccio quando torno" è una frase che ha prodotto una quantità sorprendente di problemi meccanici.
La prova dei 500 km non serve a dimostrare che il mezzo è indistruttibile.
Serve a far emergere ciò che normalmente non vediamo.
Dopo la prova, il veicolo va nuovamente controllato.
Ed è proprio questa seconda verifica a essere importante.
Controllare:
eventuali perdite;
livelli;
serraggi;
pneumatici;
sospensioni;
freni;
trasmissione;
temperature;
componenti aggiunti;
impianto elettrico;
eventuali rumori o vibrazioni comparsi durante la prova.
Se qualcosa è cambiato dopo 500 km, abbiamo ottenuto un'informazione preziosa.
Abbiamo scoperto il problema prima del viaggio.
Ed è esattamente questo il senso della preparazione.
Questa forse è la parte più importante.
Un buon mezzo da viaggio non è quello che ha più accessori.
Non è quello con il rialzo più alto.
Non è quello con il verricello più grande.
Non è quello che sembra pronto per attraversare un continente anche se il proprietario lo usa principalmente per andare al supermercato.
Un buon mezzo da viaggio è quello in cui:
ogni modifica ha una ragione, ogni componente è compatibile con gli altri e il veicolo viene utilizzato entro i limiti per cui è stato preparato.
La preparazione Overland dovrebbe aumentare l'affidabilità e la capacità del mezzo.
Non semplicemente il suo peso.
Se stai preparando un 4x4 per un viaggio importante, non chiederti soltanto:
"Cosa posso aggiungere?"
Chiediti anche:
"Cosa succede al mio veicolo quando tutto quello che ho aggiunto deve funzionare contemporaneamente?"
È una domanda molto meno spettacolare.
Ma è probabilmente una delle più importanti.
Perché un viaggio Overland non comincia quando lasci casa.
Comincia quando prepari il mezzo.
E la preparazione migliore è quella che ti permette di dimenticarti del mezzo mentre sei in viaggio.
Perché quando tutto funziona, durante un viaggio si parla di strade, paesaggi, persone e luoghi.
Quando qualcosa si rompe, invece, si parla di meccanica.
E di solito molto più a lungo.