Per un Giardino Nella Colombo
Fin dalla sua costituzione il Tavolo di Borgo Vittoria ha posto tra i suoi principali obbiettivi quello di valorizzare il quartiere nelle sue molteplici componenti culturali e sociali; proprio la sua articolata composizione che raccoglie associazioni di varia natura (culturali, commerciali, sportive, artistiche, di intervento sociale, orti, ecc.), gruppi spontanei, le parrocchie, insegnanti delle scuole di zona, volontari del Centro di documentazione storica della Circoscrizione 5, o singoli cittadini, sta garantendo un progressivo approfondimento della conoscenza della storia del quartiere e del quartiere nel suo presente.
La ricerca costante del rapporto con le istituzioni pubbliche del territorio sia la Circoscrizione 5, sia il Comune, è un altro obbiettivo importante del percorso intrapreso, nella convinzione che solo attraverso una dimensione pubblica e partecipata sia possibile garantire la salvaguardia del patrimonio accumulato nel tempo dalla comunità presente in quartiere e che questa ricchezza costituisca il punto di partenza per pratiche di confronto, formazione, integrazione così necessarie per ragionare e costruire insieme una maggiore vivibilità sul territorio.
Su questo piano, ossia quello della salvaguardia e valorizzazione, da una parte l’interesse si posa su elementi più facilmente identificabili come gli edifici e gli ambiti urbani che caratterizzano momenti e trasformazioni storiche - i “centri storici di borgata” - e che, per fare gli esempi più immediati, riguardano gli edifici religiosi, scolastici, industriali, case popolari, di civile abitazione ma anche arredi, vie, piazze ed ambiti naturali; dall’altra grande importanza assumono gli aspetti “immateriali”, che risiedono nella storia della comunità, delle persone e delle istituzioni presenti sul territorio e la cui conoscenza avrebbe un ruolo fondamentale nell’affrontare i nodi problematici dell’attuale assetto sociale e comunitario.
Quest’ultimo aspetto, nel campo della toponomastica - anch’essa efficace veicolo per la creazione di una memoria comune dei luoghi -, si è esaurito frequentemente, specie nei quartieri periferici della città, facendo ricorso ad una memoria di fatti o figure storiche stabilite a priori, nel tentativo postumo di attribuire loro una collocazione "visiva" e dei quali la conoscenza e comprensione diffusa, si limita quasi sempre a tradizioni e aneddoti che si tramandano in modo orale, approssimato e "impermeabile" perchè non sottoposti al vaglio della ricerca storica e documentale.
A tal proposito, Borgo Vittoria, costituisce senz’altro un esempio interessante con la toponomastica del nucleo o centro storico del borgo, a partire dalla "straordinaria e forzata" intitolazione, avvenuta nel 1889, e con le denominazioni legate all'Assedio del 1706, che appare apertamente dettata dall’intento di attribuire un’identità alla comunità allora nascente; successive scelte, che riguardano la parte relativamente più moderna del quartiere, sembrano addirittura più distaccate dal contesto del territorio in questione essendo ricadute, ad esempio, su aviatori o sulle più svariate località geografiche.
A partire da queste preliminari considerazioni la proposta di intitolazione toponomastica che il Tavolo di Borgo Vittoria qui espone, scaturisce da ricerche condotte sulla sala da ballo Lutrario – Le Roi, famosa sia per l’architettura e gli arredi – ideati, tra gli altri, da Carlo Mollino e Nicolaj Diulgheroff – sia per le esibizioni di grandi cantanti tra i quali spicca il nome di Fred Buscaglione; nel corso delle ricerche più volte è apparso il nome di una cantante di musica leggera che tante volte ha calcato quella scena: Nella Colombo.
Di origini lombarde, Nella Colombo si trasferisce con la famiglia a Torino, in Borgo Vittoria, e da piccola frequenta la scuola elementare Giuseppe Allievo all’interno della quale riceve gli incitamenti per dedicarsi al canto tanto che partecipa al Concorso per Voci Nuove bandito dall’EIAR risultando tra i vincitori; questo primo promettente approccio la convince ad intraprendere la carriera nel mondo della canzone che, dalla scuola di canto per futuri debuttanti alla Radio la porterà a successi “storici”, al palcoscenico del Festival di Sanremo a vincere il Festival del Musichiere, a tournée all’estero e ad un’intensa attività discografica.
Una canzone, in particolare, la renderà famosa nel tempo sia per il forte impatto emotivo del testo, sia per la scelta del genere musicale, ossia lo swing, che pare quasi mitigare, con il suo ritmo veloce ed incalzante, il contenuto tragico delle parole: In cerca di te, anche nota come Perduto amore o per il verso iniziale Sola me ne vo’ per la città e nel cui testo si implora la vana ricerca dell’amato disperso perché partito per la guerra, diventa quasi una metafora che riguarda tutti, alla fine della guerra, per tutto quanto questa ha fatto perdere alle persone e per i vuoti che ha lasciato.
Il successo, si può affermare senza cadere nell’enfasi di parte, è vivo tuttora in quanto, nel tempo, si sono succedute moltissime versioni interpretate da cantanti di grande fama come Natalino Otto, Gianni Morandi, Gabriella Ferri, Johnny Dorelli, Don Backy, Mariangela Melato, per citarne alcuni ed è periodicamente stata ricordata, oltre che eseguita, in trasmissioni televisive di rilievo, come accaduto in quelle condotte da artisti del calibro di Carlo Loffredo e Renzo Arbore.
Ma quello che al Tavolo di Borgo Vittoria interessa è mettere in rilievo come questa canzone e la sua prima interprete abbiano avuto la propria genesi ed un radicamento in Borgo Vittoria; infatti, In cerca di te è stata eseguita per la prima volta da Nella Colombo, accompagnata dall’orchestra Zeme, nel febbraio del 1945, nella sala da ballo adiacente al cinema Apollo, nell’attuale, largo Giachino; sarà incisa il 7 luglio 1945, negli studi della Cetra a Torino, questa volta con l’accompagnamento dell’orchestra del maestro Beppe Mojetta.
Questi elementi, la frequentazione della scuola Allievo, la prima scuola elementare pubblica di Borgo Vittoria (1914) accanto alla presenza costante nei locali più prestigiosi del nostro quartiere come, appunto, il Lutrario – Le Roi e l’Apollo, nonché per essere stata abitante del quartiere seppure spesso lontana per lavoro, ci spingono a proporre di legare la memoria di questa cantante ad un luogo del nostro quartiere.
In parte sulla scia di una recente intitolazione del giardino posto tra le vie Verolengo e Bernardino Luini, avvenuta nel marzo del 2012, dedicato alle Operaie della fabbrica Superga, la proposta di intitolazione a Nella Colombo, riguarda proprio un giardino, quello annesso al nuovo complesso edilizio sorto intorno e con la ristrutturazione della cascina Fossata (tra via Randaccio, via Sospello e via Ala di Stura), un nuovo polo che si appresta a diventare un riferimento ed un’attrazione per Borgo Vittoria, sia per le attività economiche e di ricezione abitativa, sia sotto il profilo della condivisione sociale e culturale, proprio attraverso le strutture all’aperto e al chiuso che potrà mettere a disposizione della comunità.
Tale proposta scaturisce, non di meno, dalla recente conoscenza e collaborazione nata tra il Tavolo e la società che coordina tutto il progetto di ristrutturazione della cascina Fossata, dagli aspetti di restauro e ampliamento strutturale a quelli funzionali, nella condivisione di istanze comuni sulla riqualificazione del territorio e del tessuto comunitario.
L'importanza storica della cascina Fossata, di origini cinquecentesche, come una delle presenze più notevoli del periodo moderno in un territorio che non era ancora “periferia” ma “contado” e bacino ortofrutticolo per la città allora capitale, la presenza delle vicine scuole - l’elementare Franchetti e quella d’infanzia e nido De Panis -, della stazione Rebaudengo – Fossata e della più importante arteria commerciale del quartiere, via Chiesa della Salute, contribuiranno a conferire al giardino, che presto sarà aperto al pubblico, una “nuova” centralità per gli abitanti di Borgo Vittoria.
Quasi superfluo aggiungere, per concludere, che il soggetto al quale si chiede di intitolare il giardino, ben si presta ad organizzare un’occasione di evento “musicale” che potrebbe inserirsi in un programma di rassegne di eventi permanenti di cui la comunità sente da tempo il bisogno.