La filosofia dietro le fasce porta bebè.
L’utilizzo di una fascia per neonati, oltre ad avere connotazioni di praticità, risponde a una esigenza intrinseca nel rapporto stesso tra madre e figlio. Secondo la teoria dell’attaccamento di Bowlby e tantissime evidenze scientifiche, infatti, sembra che le madri che nei primi 12 mesi mantengono i propri piccoli per un periodo abbastanza lungo e in maniera tenera e affezionata sviluppino con loro una relazione sicura e priva di ansia.
Il tempo trascorso dal bambino nella fascia portabebè, in contatto diretto con la mamma, può influenzare comportamenti quali il pianto, il sorriso e la vocalizzazione, riducendo il primo (sia di giorno che di notte) e stimolando gli ultimi. I neonati tendono anche a dormire di più, con una qualità del sonno superiore e meno risvegli improvvisi. La madre, inoltre, grazie al contatto ravvicinato è maggiormente in grado di percepire segnali di fame o di disagio, rispetto a quando il neonato è adagiato nella culla o nella carrozzina.
Altri studi preliminari hanno evidenziato come l’utilizzo della fascia porta bambini abbia un influsso protettivo nei confronti della morte in culla. Non sono stati, invece, ancora compiuti studi e ricerche legate all’allattamento, ma è altamente plausibile che, favorendo il contatto con il petto della madre, le fasce portabebè favoriscano l’attaccamento al seno, anche a richiesta.
Una volta imparato come legare le fasce porta bebè in maniera corretta, il piccolo potrà quindi godere di una serie di vantaggi e benefici che un passeggino non può garantire:
Termoregolazione della temperatura, per la quale occorre uno stretto contatto con l'adulto.
Maggiore serenità: grazie al conforto dato dalla vicinanza col genitore, il bambino piangerà molto meno e sorriderà di più.
Maggiore regolarità nel sonno e nelle poppate, e diminuzione delle coliche.
Consolidamento del rapporto genitore-figlio.
Migliore sviluppo psico-fisico complessivo.
I benefici delle fasce porta neonati sono tanti anche per i genitori. Potranno infatti trasportare il bambino senza ingombrare le mani, e con grande sollievo per le braccia. In questo modo potranno dare maggiore attenzioni a eventuali fratellini, e gestirli nello stesso tempo. Grazie a questo accessorio, inoltre, il papà può partecipare più attivamente alle cure parentali. L’importante è non cadere nel tranello delle fasce porta bebè fai da te: questi accessori, apparentemente facili da realizzare, rispettano equilibri molto sensibili e delicati. L’utilizzo di una fascia di scarsa qualità può nuocere gravemente ai piccoli. Meglio ricorrere a quelle prodotte da marchi di sicuro affidamento.
Fasce porta bebè: istruzioni per l’uso corretto
Solitamente, i produttori di qualità forniscono istruzioni dettagliate su come indossare la fascia porta bebèe su tutte le posizioni in cui è possibile portare il bambino. In rete, inoltre, troverete tantissimi
video come questo in grado di guidarvi passo dopo passo. Le posizioni più consigliate sono quella frontale, quella laterale (dai 3 ai 5 mesi, quando il bambino inizia a interessarsi a ciò che lo circonda) e quella sulla schiena. Sconsigliamo, invece, la posizione "fronte-mondo" o "fronte-strada", che ha una serie di controindicazioni, in primis spingere il neonato ad assumere una posizione scorretta, scaricando il peso sui genitali e schiacciando la schiena. Ricordiamo, inoltre, che sia in posizione laterale che frontale e dorsale la fascia per neonati deve essere ben tesa, in modo che il corpo del bambino aderisca bene a quello del genitore. Molta attenzione va messa anche nel sostenere la testa del neonato, soprattutto nei primissimi mesi, e alla posizione delle sue gambe: non devono "pendere" ma essere leggermente divaricate, con le ginocchia più in alto rispetto al fondo schiena.
Come già detto, nella scelta della fascia porta bebè va messa in primo piano la qualità.