Sulle tracce di un glorioso passato.
Il restauro del Castello di Squillace
per valorizzare il territorio e tutelare il patrimonio artistico-culturale.
Sulle tracce di un glorioso passato.
Il restauro del Castello di Squillace
per valorizzare il territorio e tutelare il patrimonio artistico-culturale.
Il progetto riguarda il restauro del castello di Squillace, si tratta di un progetto integrato strategico, finanziato con i fondi Europei di sviluppo regionale asse V- risorse naturali, culturali e turismo sostenibile.
In coerenza con l’obiettivo principale del finanziamento ossia la valorizzazione del patrimonio artistico culturale per creare nuove attrattive turistiche e migliorare la vita dei residenti con nuove forme di sviluppo economico, il lavoro finale del nostro team vuole richiamare maggiore attenzione sui giovani, far conoscere il territorio e pubblicizzare con un linguaggio comunicativo fresco e giovanile il patrimonio artistico culturale.
ARCHITETTURA
Dal punto di vista architettonico, i normanni importano il loro modo di costruire e di concepire un castello: si costruisce in pietra locale (quindi qui in granito) e non in mattone (come invece costruivano soprattutto i romani e i bizantini) e si adotta il modello del castello normanno, organizzato intorno al donjon, un grande torrione rettangolare di oltre 10 m di larghezza che costituisce di per sé la fortezza (1). L'edificio fu costruito subito in pietra a differenza di altri castelli della Calabria, come le motte di Scribla e S. Marco Argentano, che ospitarono prima una torre di legno, sostituita sul finire dell' XI da una in pietra.
Il torrione comprendeva un pianterreno chiuso, forse un magazzino per la conservazione delle derrate alimentari, un primo piano destinato al ricevimento degli ospiti e alle assemblee, una sala privata al secondo, ed infine una terrazza merlata