Immagina una classe, un gruppo, una piccola comunità dove, invece di ricevere tutte le risposte, sei tu a porre le domande. Dove ogni idea conta e si costruisce insieme il significato delle cose attraverso il dialogo. Questa è la Philosophy for Children (P4C): un modo speciale di fare filosofia, pensato per bambini, ragazzi, ma anche adulti.
Negli anni '70, un professore americano di nome Matthew Lipman si rese conto che molti studenti faticavano a porre domande e pensare in modo critico. Così, ebbe un'idea: e se si iniziasse a filosofare fin da piccoli? Non tanto nel senso di insegnare filosofia, ma di filosofare insieme, sviluppando pensiero autonomo e consapevole.
In una sessione di P4C, ci si siede in cerchio e si discute insieme su grandi domande: Cos'è la felicità? È giusto dire sempre la verità? Come facciamo a sapere se qualcosa è reale? Non ci sono risposte giuste o sbagliate, ma tante idee da esplorare insieme in un'avventura del pensiero.
La Philosophy for Children non è l'adattamento dei contenuti della storia della filosofia, delle sue teorie e dei suoi autori per un pubblico di bambini e ragazzi. Lo scopo della P4C non è far sì che i bambini apprendano i prodotti della tradizione filosofica (la filosofia di Platone, quella di Kant, di Hegel o di chissà chi altri), ma piuttosto è far sì che i bambini sperimentino la filosofia come pratica viva che nasce nel dialogo.
Nella P4C non si fa filosofia da soli, ma insieme agli altri. I partecipanti, disposti a cerchio, costituiscono una comunità democratica dove la voce di ciascuno è ascoltata: attraverso il dialogo emergono le questioni ritenute importanti su cui ci si interroga, senza necessariamente giungere ad una conclusione definitiva, ma integrando le diverse idee e raggiungendo una migliore comprensione.
Nella P4C la filosofia non è intesa come un insieme di dottrine, ma piuttosto come filosofare insieme, come movimento del pensiero che si sviluppa nel dialogo, il cui fine è s-banalizzare l'ovvio ed esplorare le diverse polarità del pensiero.
Il facilitatore non è l'esperto che dà le risposte, che ha dei contenuti da trasmettere agli alunni. Il facilitatore è parte della comunità di ricerca e conduce la sessione, senza però dirigerla in una direzione prestabilita. Permette che la discussione si sviluppi nel rispetto delle regole e con la giusta qualità e approfondimento.
Pensiero Critico: è la capacità di formulare giudizi ragionati, basati su criteri solidi e adattati al contesto. Significa saper analizzare, argomentare e correggere il proprio pensiero, con apertura al confronto e alla complessità.
Pensiero Creativo: è il pensiero che esplora nuove possibilità, immagina soluzioni alternative e genera idee originali. Significa trasformare i problemi in occasioni per guardare il mondo da prospettive diverse e stimolare il cambiamento.
Pensiero Caring: è un pensiero che unisce ragione ed emozione, valorizzando ciò che è importante per sé e per gli altri. È empatico, responsabile e orientato all’azione: si prende cura delle relazioni, delle idee e del contesto in cui si pensa e si vive.