Analisi Tecnica: Convergenza 092

Serie: Convergenze

Data: Maggio 2026, Ascoli Piceno

Supporto: Original Polaroid (Color i-Type Film)

Attrezzatura: Polaroid Now+ | Luce continua

Tecnica: Doppia esposizione in-camera

Dimensioni: 107x88mm (Area immagine 79x79mm)

Stato: Acquisizione digitale

EN

Series: Convergences

Date: May  2026, Ascoli Piceno

Medium: Original Polaroid (Color i-Type Film)

Equipment: Polaroid Now+ | Continuous light

Technique: In-camera double exposure

Dimensions: 107x88mm (Image area 79x79mm)

Status: Digital acquisition

IT

CODICE ARCHIVIO: PROT.II.92

PROTOCOLLO: Convergenza Strutturale 

DATI DI RILIEVO (Scheda di Laboratorio):

Soggetto:  Dispositivo plastico fondato sulla scomposizione di masse verticali e l'interazione di volumi geometrici in progressione. Da sinistra a destra si distinguono: una bottiglia verde acido sormontata da una sfera bianca, una bottiglia blu scuro centrale e una bottiglia azzurra sormontata da una sfera arancio. In primo piano, a sinistra compare una calotta sferica traslucida, mentre a destra si posiziona un solido rettangolare arancio sormontato da una piccola sfera. Sullo sfondo interagiscono ampie sagome romboidali gialle e verdi che tagliano verticalmente il campo visivo. 

Condizione luminosa: Illuminazione zenitale netta integrata da una componente diffusa di sfondo. La doppia esposizione fonde i volumi con le geometrie sature, creando zone di intersezione dove i piani cromatici attraversano le silhouette dei solidi. La luce satura gli apici delle sfere e i colli delle bottiglie, mentre il piano d'appoggio scuro accentua il contrasto con la base arancio a sinistra. 

Risposta del supportoIl reagente i-Type documenta un'ampia gamma tonale con un equilibrio tra componenti calde e fredde. Le masse arancio della sfera superiore e del solido in primo piano mantengono una saturazione elevata, contrastando con la neutralità della bottiglia verde acido e il blu profondo del volume centrale. Si osserva una precisa registrazione della rifrazione luminosa sulla sfera bianca a sinistra e sulla calotta in primo piano. 

Rapporto spaziale:  La struttura evidenzia il collasso della prospettiva euclidea. Il rapporto tra gli oggetti è mediato dalla compenetrazione dei piani luminosi; lo spazio non è un contenitore fisico, ma un campo di forze dove la forma emerge dalla stratificazione dei segni. La progressione degli elementi suggerisce una profondità ottica definita dalla reciproca trasparenza e sovrapposizione delle masse. 

EN

ARCHIVE CODE: PROT.II.92

REFERENCE PROTOCOL: Structural Convergence

LABORATORY DATA (Technical Sheet):

Subject:  Plastic arrangement based on the decomposition of vertical masses and the interaction of geometric volumes in progression. From left to right: an acid-green bottle topped by a white sphere, a central dark blue bottle, and a blue bottle topped by an orange sphere. In the foreground, a translucent spherical cap appears on the left, while an orange rectangular solid topped by a small sphere is positioned on the right. In the background, large yellow and green rhomboid shapes interact, vertically cutting through the visual field. 

Lighting condition:  Sharp zenithal illumination integrated by a diffused background component. Double exposure merges the volumes with saturated geometries, creating intersection zones where chromatic planes pass through the silhouettes of the solids. Light saturates the apexes of the spheres and the bottle necks, while the dark supporting plane heightens the contrast with the orange base on the left. 

Media responseThe i-Type reagent documents a wide tonal range with a balance between warm and cold components. The orange masses of the upper sphere and the foreground solid maintain high saturation, contrasting with the neutrality of the acid-green bottle and the deep blue of the central volume. Precise recording of light refraction is observed on the white sphere on the left and on the foreground cap. 

Spatial relationship: The structure highlights the collapse of Euclidean perspective. The relationship between objects is mediated by the interpenetration of luminous planes; space is not a physical container but a field of forces where form emerges from the layering of signs. The progression of elements suggests an optical depth defined by the mutual transparency and overlapping of masses.