Analisi Tecnica: Convergenza 091
Serie: Convergenze
Data: Maggio 2026, Ascoli Piceno
Supporto: Original Polaroid (Color i-Type Film)
Attrezzatura: Polaroid Now+ | Luce continua
Tecnica: Doppia esposizione in-camera
Dimensioni: 107x88mm (Area immagine 79x79mm)
Stato: Acquisizione digitale
EN
Series: Convergences
Date: May 2026, Ascoli Piceno
Medium: Original Polaroid (Color i-Type Film)
Equipment: Polaroid Now+ | Continuous light
Technique: In-camera double exposure
Dimensions: 107x88mm (Image area 79x79mm)
Status: Digital acquisition
IT
CODICE ARCHIVIO: PROT.II.91
PROTOCOLLO: Convergenza Strutturale
DATI DI RILIEVO (Scheda di Laboratorio):
Soggetto: Dispositivo plastico fondato sulla scomposizione di masse verticali e l'interazione di volumi geometrici. Da sinistra a destra si distinguono: un solido rettangolare arancio sormontato da una sfera traslucida, una bottiglia blu scuro sormontata da una sfera arancio, un solido verticale bianco a base quadrata con profilo sinuoso e una bottiglia piramidale bianca posizionata sopra un volume rettangolare arancio. Sullo sfondo interagiscono sagome romboidali gialle e arancio, tagliate verticalmente da una diagonale luminosa bianca.
Condizione luminosa: Illuminazione zenitale netta integrata da una forte componente proiettiva di sfondo. La doppia esposizione fonde i volumi con le geometrie sature, creando una zona di intersezione dove i piani cromatici attraversano le silhouette dei solidi. La luce satura gli apici delle sfere e i colli dei volumi bianchi, mentre il piano d'appoggio scuro accentua il contrasto con le basi sature di arancio.
Risposta del supporto: Il reagente i-Type documenta un'ampia gamma tonale con un equilibrio tra componenti calde e fredde. Le masse arancio dei solidi e delle sagome mantengono una saturazione elevata, contrastando con la neutralità ottica dei volumi bianchi e il blu profondo della bottiglia centrale. Si osserva una precisa registrazione della rifrazione luminosa sulla sfera in primo piano a sinistra.
Rapporto spaziale: La struttura evidenzia il collasso della prospettiva euclidea. Il rapporto tra gli oggetti è mediato dalla compenetrazione dei piani luminosi; lo spazio non è un contenitore fisico, ma un campo di forze dove la forma emerge dalla stratificazione dei segni. La progressione degli elementi suggerisce una profondità ottica definita dalla reciproca trasparenza e sovrapposizione delle masse.
EN
ARCHIVE CODE: PROT.II.91
REFERENCE PROTOCOL: Structural Convergence
LABORATORY DATA (Technical Sheet):
Subject: Plastic arrangement based on the decomposition of vertical masses and the interaction of geometric volumes. From left to right: an orange rectangular solid topped by a translucent sphere, a dark blue bottle topped by an orange sphere, a white vertical square-based solid with a sinuous profile, and a white pyramidal bottle positioned atop an orange rectangular volume. In the background, yellow and orange rhomboid shapes interact, vertically cut by a white luminous diagonal.
Lighting condition: Sharp zenithal illumination integrated by a strong background projective component. Double exposure merges the volumes with saturated geometries, creating an intersection zone where chromatic planes pass through the silhouettes of the solids. Light saturates the apexes of the spheres and the necks of the white volumes, while the dark supporting plane heightens the contrast with the saturated orange bases.
Media response: The i-Type reagent documents a wide tonal range with a balance between warm and cold components. The orange masses of the solids and shapes maintain high saturation, contrasting with the optical neutrality of the white volumes and the deep blue of the central bottle. Precise recording of light refraction is observed on the sphere in the left foreground.
Spatial relationship: The structure highlights the collapse of Euclidean perspective. The relationship between objects is mediated by the interpenetration of luminous planes; space is not a physical container but a field of forces where form emerges from the layering of signs. The progression of elements suggests an optical depth defined by the mutual transparency and overlapping of masses.