Analisi Tecnica: Convergenza 089

Serie: Convergenze

Data: Maggio 2026, Ascoli Piceno

Supporto: Original Polaroid (Color i-Type Film)

Attrezzatura: Polaroid Now+ | Luce continua

Tecnica: Doppia esposizione in-camera

Dimensioni: 107x88mm (Area immagine 79x79mm)

Stato: Acquisizione digitale

EN

Series: Convergences

Date: May  2026, Ascoli Piceno

Medium: Original Polaroid (Color i-Type Film)

Equipment: Polaroid Now+ | Continuous light

Technique: In-camera double exposure

Dimensions: 107x88mm (Image area 79x79mm)

Status: Digital acquisition

IT

CODICE ARCHIVIO: PROT.II.89

PROTOCOLLO: Convergenza Strutturale 

DATI DI RILIEVO (Scheda di Laboratorio):

Soggetto:  Dispositivo plastico fondato sulla scomposizione di masse verticali e l'intersezione di piani geometrici. Da sinistra a destra si distinguono: un solido verticale bianco a base quadrata, una bottiglia blu opaca, una piccola bottiglia verde circolare in primo piano e una bottiglia verde acido sulla destra. Una calotta sferica traslucida interseca la base della bottiglia verde acido. Sullo sfondo, una complessa struttura di sagome romboidali arancio e gialle si sovrappone a una diagonale luminosa bianca che taglia verticalmente la scena. 

Condizione luminosa: Illuminazione zenitale netta integrata da una forte componente proiettiva di sfondo. La doppia esposizione fonde i volumi con le geometrie sature, creando un effetto di trasparenza dove i piani arancio attraversano le silhouette delle bottiglie. La luce zenitale satura le sommità dei colli e l'apice della sfera, mentre la diagonale bianca funge da asse di simmetria luminosa. 

Risposta del supporto: Il reagente i-Type documenta un'ampia gamma tonale. Le masse calde delle sagome arancio contrastano con la neutralità fredda della bottiglia blu e il bianco ottico del solido a sinistra. Si osserva un'elevata precisione nella registrazione delle sovrapposizioni cromatiche, dove il giallo delle sagome di fondo altera localmente la saturazione del verde acido e del blu. 

Rapporto spaziale:  La struttura evidenzia il collasso definitivo della prospettiva euclidea. Il rapporto tra gli oggetti è mediato dalla compenetrazione dei piani luminosi; lo spazio non è più un contenitore, ma un campo di forze dove la forma emerge dalla stratificazione dei segni. La progressione degli elementi suggerisce una profondità puramente ottica, priva di coordinate fisiche misurabili. 

EN

ARCHIVE CODE: PROT.II.89

REFERENCE PROTOCOL: Structural Convergence

LABORATORY DATA (Technical Sheet):

Subject:  Plastic arrangement based on the decomposition of vertical masses and the intersection of geometric planes. From left to right: a white vertical square-based solid, an opaque blue bottle, a small circular green bottle in the foreground, and an acid-green bottle on the right. A translucent spherical cap intersects the base of the acid-green bottle. In the background, a complex structure of orange and yellow rhomboid shapes overlaps a white luminous diagonal that vertically cuts the scene. 

Lighting condition:  Sharp zenithal illumination integrated by a strong background projective component. The double exposure merges volumes with saturated geometries, creating a transparency effect where the orange planes pass through the bottle silhouettes. Zenithal light saturates the tops of the necks and the apex of the sphere, while the white diagonal acts as a luminous symmetry axis. 

Media responseThe i-Type reagent documents a wide tonal range. The warm masses of the orange shapes contrast with the cold neutrality of the blue bottle and the optical white of the solid on the left. High precision is observed in the recording of chromatic overlaps, where the yellow of the background shapes locally alters the saturation of the acid-green and blue. 

Spatial relationship: The structure highlights the definitive collapse of Euclidean perspective. The relationship between objects is mediated by the interpenetration of luminous planes; space is no longer a container, but a field of forces where form emerges from the layering of signs. The progression of elements suggests a purely optical depth, devoid of measurable physical coordinates.