Sempre a disposizione, le dita sono il primo “strumento compensativo”. Il loro uso dovrebbe essere non solo accettato, ma anzi incoraggiato.
Per cosa: per addizioni e sottrazioni, ma anche per facilitare il recupero della tabellina del 3 (da 3×1 a 3×8, sfruttando le dita che hanno 3 falangi) e della tabellina del 9. Esiste poi la possibilità di effettuare con le dita le moltiplicazioni fra i numeri dal 6 al 9 (di solito le più difficili da memorizzare; si trovano diversi video su Youtube che spiegano come si fa: il procedimento non è peraltro banale e per i bambini può essere troppo complicato).
Per chi: per tutti i bambini, non solo quelli con DSA. Una sperimentazione condotta in Emilia e in Piemonte, infatti, evidenzierebbe che il potenziamento del calcolo con le dita in prima e seconda elementare riduce l’incidenza successiva di difficoltà nell’apprendimento della matematica.
I libri del maestro Bortolato dedicati alla linea del 20, alla linea del 100 e alla linea del 1000 contengono strumenti semplici, ma ingegnosi per agevolare il calcolo. Oltre ad acquistarli insieme al libro (che spiega il metodo analogico di apprendimento), chi possiede buona manualità può costruirli da sè, magari con l’aiuto del proprio figlio.
Per cosa: per addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni e divisioni.
Per chi: facilitano l’apprendimento a tutti i bambini, ma in particolare a chi ha difficoltà con la memorizzazione e il recupero di fatti numerici; e, in parte, a chi ha difficoltà a comprendere il passaggio dal 10 alla decina.
Oltre alla classica tavola pitagorica (quella che noi delle precedenti generazioni trovavamo stampata in fondo ad ogni quaderno), puoi provare la tabellina cinese (dal link puoi scaricare un PDF stampabile) che sfrutta la proprietà commutativa (2×3 è uguale a 3×2 oppure 6×8 è uguale a 8×6) ed è visivamente meno faticosa (e sconfortante) della classica tavola pitagorica.
Per cosa: per moltiplicazioni e divisioni.
Per chi: per i bambini che faticano a memorizzare le tabelline e resterebbero indietro negli altri apprendimenti matematici se dovessero faticosamente ricostruirle ogni volta (visto che non riescono a memorizzarle).
Sono quaderni con particolari rigature (e con le pagine di maggior spessore). Ne esistono di diverse marche, fra le quali i Quaderni QI Pigna e i Quaderni speciali
Per cosa: per le operazioni in colonna e i problemi.
Un software che stampa “etichette” da incollare sul quaderno per guidare il bambino nelle procedure di addizione, sottrazione e moltiplicazione (l’autore, Giuliano Serena, dice di stare lavorando anche a quelle per la divisione).
Attenzione: per scaricare Incolonnabili, cliccare sulla freccina rivolta all’ingiù in basso a destra nella pagina che si aprirà dal link.
Per cosa: addizione, sottrazione e moltiplicazione scritte. La moltiplicazione, inoltre, viene svolta senza necessità di riporti, come insieme di moltiplicazioni a una cifra e somme, riducendo il carico per la memoria di lavoro.
Per chi: bambini che hanno difficoltà a ricordare i procedimenti di addizione, sottrazione e moltiplicazione; oppure che hanno difficoltà nella memoria di lavoro (non devono tenere a mente contemporaneamente i numeri da elaborare e il procedimento per farlo); oppure, infine, che hanno problemi di organizzazione spaziale (lo spazio sul quaderno viene organizzato in modo chiaro).
Meglio se ad anelli, per poter aggiungere o togliere le schede via via che cambiano le esigenze: da costruire con il bambino creando tabelle di supporto per tutto ciò che fatica a ricordare:
equivalenze (vedi anche lo strumento presente nel libro “La linea del 1000” del maestro Bortolato);
regole facilitanti i calcoli (es.: proprietà commutativa di addizione e moltiplicazione, somma e sottrazione con 0, moltiplicazione di un numero per se stesso, ecc.);
figure geometriche (nome delle diverse figure geometriche e, per i bambini più grandi, regole di calcolo di perimetro, aree, ecc.);
parole “difficili”: alcuni bambini faticano a comprendere e ricordare il significato di parole o locuzioni come: ogni, ciascuno, tutti, nessuno, differenza, di cui, ecc. che sono di uso frequente nei problemi aritmetici. Sarà importante nella tabella relativa abbinare le parole non solo al loro significato, ma anche ad immagini (i bambini con DSA ricordano meglio usando il canale visivo);
tabella delle procedure: possono essere quelle per la risoluzione dei problemi (1. leggo il problema, 2. penso il problema e me lo raffiguro, 3. decido come procedere, 4. cerco i dati per risolverlo, 5. controllo se sto lavorando in modo corretto e 6. verifico se ci sono elementi contraddittori nel risultato) o quelle per le operazioni.
Naturalmente, l’elenco non è esaustivo: osserva le difficoltà di tuo figlio e agisci di conseguenza.
Per cosa: perchè il bambino abbia sempre a disposizione tutti i dati, regole, parole che fatica a memorizzare.
Per chi: per i bambini con dislessia e/o discalculia che faticano a memorizzare dati, regole e/o parole.
Puoi trovare online materiali ai quali ispirarti oppure prendere spunti dal Quadernino delle regole di matematica di Milena Catucci e dall’Astuccio delle regole di matematica di Silvia Tabarelli.
Però, usa tutto solo come ispirazione, non come materiale già pronto da usare. È sempre bene, infatti, costruire i materiali con il bambino. Più parteciperà nella fase di predisposizione delle tabelle, più sarà portato a farne un uso attivo ed efficace.
Da usare con estrema prudenza per non interferire con le potenzialità di sviluppo del bambino (che andranno vagliate con attenzione da parte dello specialista). Inoltre, sarebbe bene limitarne l’uso alle situazioni in cui la gravità del disturbo è tale da non consentire di vicariare le funzioni carenti in modo meno “invasivo”.
Per cosa: per ascoltare tramite sintesi digitale i numeri che vengono inseriti nella calcolatrice verificandone quindi la correttezza.
Per chi: bambini che mostrano gravi difficoltà nel calcolo + commettono errori nella scrittura dei numeri.