Un borgo medievale fortificato rimasto quasi intatto, arroccato su uno sperone di roccia nel cuore del Montefeltro, da sempre terra di confine, teatro della storia ecclesiastica e culturale.
Un fascino senza tempo definita da Umberto Eco “La più bella città d’Italia“.
E ancora, Dante è tra i personaggi che passarono a San Leo e ne fa descrizione nella Divina Commedia, Canto IV del Purgatorio
“Vassi in Sanleo e discendesi in Noli, montasi su in Bismantova e ‘n Cacume con esso i piè; ma qui convien ch’om voli”.
Santarcangelo di Romagna è un centro medioevale.
Molti sono gli artisti e gli intellettuali di spicco, tra questi si annoverano Raffaello Baldini e Tonino Guerra, Guido Cagnacci, Augusto Campana e Gioacchino Volpe, Giulio Faini e Andrea Guerra, Fabio De Luigi e Daniele Luttazzi.
Girando tra le vie del centro, si trova L’Arco Ganganelli, eretto in onore del concittadino Papa Clemente XIV, con l’omonima piazza, la Torre Campanaria, l’antico Mangano, unica macchina leonardesca calcatoria in Europa, ancora intatta, le antiche porte cittadine (Cervese e del Campanone Vecchio), i suoi musei e le misteriose Grotte Tufacee. Un vero e proprio labirinto sotto tutto il centro storico. Incantevoli ed affascinanti la cui origine è tutt’ora avvolta nel mistero.
Il borgo di Montetiffi è inserito in un’area di circa 1400 ettari riconosciuta Sito di Interesse Comunitario per la presenza di numerosi luoghi di valore naturalistico e storico-artistico e meta del Cammino di San Vicinio.
Tradizionalmente è conosciuto come il paese dei tegliai, unico luogo in Italia in cui continua la plurisecolare arte della produzione di teglie per la cottura della piada utilizzando esclusivamente metodi artigianali. La lavorazione che porta un masso di argilla a divenire il piatto tintinnante su cui si cuocerà la “piada, pane di Romagna” è lunga e laboriosa, ma ricca di poesia.
.. .. altri luoghi senza tempo come il Castello di Sorrivoli e Monteleone.