Il mio lavoro si fonda su un approccio psicodinamico di tipo relazionale ed evolutivo.
L’approccio psicodinamico pone attenzione ai processi intrapsichici, ai significati soggettivi dell’esperienza e alle modalità, in parte inconsapevoli, attraverso cui la persona struttura il proprio mondo interno.
Questo orientamento parte dal presupposto che l’identità si costruisca all’interno di un contesto relazionale e che le relazioni significative contribuiscano a definire il modo in cui ciascuno si percepisce e si pone in relazione con sé stesso e con il mondo. La relazione terapeutica rappresenta uno spazio privilegiato per osservare i modelli relazionali abituali, promuoverne la consapevolezza e favorire processi di cambiamento.
Nel mio lavoro considero con particolare attenzione la fase del ciclo di vita in cui la persona si trova e i compiti evolutivi che è chiamata ad affrontare. La mia esperienza clinica si è sviluppata prevalentemente in ambito psichiatrico con adulti e giovani adulti e nell’ambito perinatale, contesti che hanno contribuito a orientare il mio lavoro clinico e la mia attenzione alle fasi di maggiore vulnerabilità e cambiamento nel ciclo di vita.
Il percorso psicoterapeutico si costruisce insieme, nel rispetto dei tempi individuali, attraverso l’ascolto, il dialogo e il contatto con i propri vissuti emotivi.
Il senso del lavoro terapeutico non è sempre l’eliminazione immediata della sofferenza, ma la possibilità di comprenderla e attribuirle significato, affinché si possano sciogliere eventuali blocchi evolutivi e aprire nuove direzioni di sviluppo. In alcuni casi, quando è indicato un intervento più mirato sul sintomo, integro il lavoro con strumenti di matrice cognitivo-comportamentale, con l’obiettivo di contenere la sofferenza e prevenire la cronicizzazione del disagio.