24/02/2026
Giornalisti: Giacomo Ronchi, Gaia Manzi
Tecnici: Sofia Cognigni, Mahana Ricci
24/02/2026
Giornalisti: Giacomo Ronchi, Gaia Manzi
Tecnici: Sofia Cognigni, Mahana Ricci
Pablo Grich Manassero è uno studente argentino, attualmente iscritto alla classe del 4^F del nostro Liceo linguistico, che spinto dalla sua passione per il nostro paese, la nostra cultura e la nostra lingua, si trova a vivere e a studiare in Italia per due mesi. Ormai agli sgoccioli della sua esperienza civitanovese, Pablo già programma di ritornare per l’università, una volta completati gli studi superiori nel suo paese: il suo più grande desiderio, infatti, è di continuare a vivere in quella che ormai considera la sua seconda casa.
Pablo, che ne dici di raccontarci da dove vieni?
Vengo dall’Argentina, precisamente dalla città di Rio Cuarto, la seconda più grande della provincia di Cordoba, nel cuore della nazione.
Sei nella nostra scuola da quasi due mesi: come ti trovi? Ci sono grosse differenze tra il sistema scolastico argentino e quello italiano?
Sono due sistemi quasi completamente differenti, in Argentina frequento una scuola che qui si chiama “agrario” ed è un istituto tecnico.
La prima differenza sta negli anni di frequenza: qui ne sono previsti cinque per le superiori, mentre in Argentina sono sette, quindi, io ho iniziato nel 2021 e finirò nel 2028.
Voi, inoltre, in Italia, iniziate lezioni a metà settembre per finire l’anno scolastico ai primi di giugno, noi in Argentina, trovandoci al di sotto del meridiano di Greenwich, in accordo con le stagioni, cominciamo la scuola al termine difebbraio, per andare in vacanza tra la fine di novembre e la metà di dicembre. Cambia, e non di poco, anche l’organizzazione del lavoro a casa: da noi gli studenti fanno tutto a scuola e non si assegnano compiti per il pomeriggio; nemmeno lo studio costante è molto importante in Argentina, perché anche se si prendessi un brutto voto, c’è comunque la possibilità di rimpiazzarlo con una buona prestazione. Un’altra differenza importante è la qualità della scuola, infatti in Argentina frequento una scuola privata, mentre qui in italia anche la scuola pubblica ha un buon livello.
Come mai proprio l’Italia come tua meta dello scambio interculturale?
Ho scelto l’Italia perché l’italiano è sempre stato nella mia vita, a partire dal mio cognome, infatti il mio bisnonno era originario del Piemonte e ho sempre sentito parlare l’italiano in casa dei nonni.
Poi ho iniziato ad appassionarmi alla cultura e alla musica italiana, infatti ascolto spesso molta musica italiana anni settanta-ottanta come Toto Cutugno e ora sto provando a stare più al passo con i tempi. In Argentina, oltre a frequentare un corso intensivo, ho iniziato anche l’Accademia d’Italiano, che dura cinque anni e si studia la grammatica e il parlato. Mentre studiavo la lingua mi sono anche appassionato alla cultura italiana. Poi un giorno ho conosciuto un ragazzo italiano che stava facendo uno scambio culturale di un anno in Argentina, e grazie a lui ho conosciuto il progetto che mi ha permesso di venire qui in Italia.”
Che programmi hai per il futuro?
Sicuramente finire la scuola in Argentina e dopo ritrovarmi di nuovo qui in Italia, per studiare all’università e vivere qui, mi piace il paese.
Mi trovo veramente bene qui a Civitanova, ho molti amici e ho un ottimo legame con quella che chiamo “mamma” qui e in generale con tutta la mia famiglia ospitante, mi trovo benissimo con i ragazzi, con i professori e nella città.
Hai qualche passione?
Sicuramente viaggiare, con qualsiasi mezzo e in qualsiasi luogo, vicino o lontano, mi piace camminare in lungo e in largo anche per la città,passeggio spesso sul mare. Amo conoscere posti e persone, anche se all’inizio sono più chiuso in me in verità sono una persona molto estroversa.
Preferisci il cibo italiano o argentino?
È molto difficile scegliere per me, infatti ho amato il cibo qui grazie alla mia famiglia che mi ha fatto provare i piatti tipici del paese, a partire dal nonno che è un appassionato di cucina e soprattutto di pasta.bAnche la pizza mi piace tanto anche se non sono abituato a mangiarne una intera perché in Argentina durante le cene se ne divide una. Però scegliere è molto difficile perchè amo anche l’asado argentino e le empanadas, anche se forse preferisco il cibo italiano.
Qualche ricordo che ti porterai dietro, per tutta la vita di questa esperienza?
Sicuramente il ricordo della scuola, dei compagni, dei professori e della famiglia. Il mio sogno tornare un'altra volta qui in Italia così come l’anno scorso era fare questa esperienza, infatti dico sempre a mia madre e ai miei amici e a tutti qui che sto vivendo il mio sogno qui in Italia. Quindi più in generale non mi vorró mai dimenticare dell’esperienza che ho avuto la fortuna di poter vivere qui in Italia.
Pablo, sotto ad un post con una selezione di foto degli ultimi due mesi, decide di dare così un arrivederci all’Italia:
“Sono arrivato con un sogno e oggi posso dire che lo sto ancora vivendo.
Questo viaggio mi ha aperto la mente, il cuore e lo sguardo.
Mi ha insegnato a vedere in modo diverso, ad ascoltare altre storie,
ad abbracciare nuove culture e a capire che partire è anche un modo per ritrovarsi.
Ho conosciuto luoghi che sembrano sospesi nel tempo, persone che sono diventate amici, amici che si sono trasformati in famiglia, e una famiglia che mi ha accompagnato in ogni passo.
Ho imparato dalla semplicità, dalla quotidianità, dagli abbracci sinceri, dalle lunghe chiacchierate, dai cani, dai gatti e da quei piccoli momenti che diventano eterni.
Ho finito l'anno in Italia e l'ho iniziato qui.
Ho salutato il 2025 e accolto il 2026 in questo luogo che ormai sento come la mia seconda casa.
Nel modo migliore possibile: grato, circondato dall'amore, con il cuore pieno di esperienze che porterò con me per tutta la vita.
L'Italia mi ha segnato.
Sono cresciuto, ho imparato, ho sbagliato e ho ricominciato.
Ho vissuto cose che non dimenticherò mai e sogni che oggi posso dire si stanno realizzando.
Una parte di me resterà qui, per sempre.”