25/03/2026
Giornalisti: Giulia Maria Esposito
Tecnici: Sophia Gheco, Viola Sergi
25/03/2026
Giornalisti: Giulia Maria Esposito
Tecnici: Sophia Gheco, Viola Sergi
“Mi emozionò che se ne stesse aggrappata a me per non perdersi, come io da piccola alla sua mano. Più lei diventava fragile e spaurita, più io ero fiera di trattenerla nella vita.”
L’amica geniale è un ciclo di quattro romanzi (L’amica geniale, Storia del nuovo cognome, Storia di chi fugge e di chi resta e Storia della bambina perduta), pubblicato a partire dal 2011 dall’autrice partenopea Elena Ferrante. La narrazione, dalla scrittura viscerale ed incisiva, ruota attorno alla vita di due bambine profondamente diverse, i cui destini risultano, però, indissolubilmente connessi: Elena Greco (Lenù), timida e diligente, ma brillante, e Raffaella Cerullo (Lila), l’amica 'terribile' e magnetica, animata da aspirazioni audaci, non sempre comprese. Lila e Lenù vivono negli anni ‘50 a Napoli nel Rione Luzzatti, un quartiere periferico e degradato, in cui non è di certo pensabile infrangere le dure barriere, imposte da una società ristretta, violenta e limitata.
La loro profonda e travagliata amicizia poggia sulla comune insofferenza verso la difficile vita di quartiere e sull’assillo di scoprirsi imprigionate in un medesimo destino di noia ed ignoranza — timore costante della piccola Lenù, narratrice in prima persona della storia.
Il lungo e dettagliato percorso, che nel tempo le porterà a intraprendere strade diverse, ci spinge a riflettere su temi di estrema attualità: il peso delle disparità sociali ed economiche, l’impatto della politica nella vita quotidiana e le diverse opportunità, che ognuno incontra nel proprio cammino.
Per noi adolescenti, divisi tra il desiderio di indipendenza e la paura di solcare mari sconosciuti, è fondamentale maturare la consapevolezza, che il nostro destino non è già scritto, per non permettere a niente e a nessuno di soffocare le nostre aspirazioni, i nostri progetti e, persino, il nostro modo di amare.
Gli altri personaggi della storia, intriganti ed estremamente "veri", saranno fondamentali per comprendere - o anche per non comprendere - il punto di vista e le decisioni delle protagoniste (prima bambine, poi ragazze e infine adulte), entrambe provenienti da famiglie semplici, per le quali termini come "studiare" ed "emanciparsi" non sono considerati appropriati a una donna. Leggendo le loro vicende, il pensiero corre spontaneamente al presente: questa visione, solo all’apparenza anacronistica, minaccia ancora oggi la nostra 'normalità', fatta di un’uguaglianza in concreto non ancora pienamente raggiunta.
Le loro strade inizieranno a dividersi quando, concluse le scuole elementari, Lila interromperà gli studi, mentre Lenù, nonostante la durezza della madre, proseguirà il suo percorso tra medie e ginnasio, fino all’apice della sua vita da giovane donna indipendente: la facoltà di Lettere fuori dai confini soffocanti del rione. Non sempre Lenù, assorbita dalla frenetica quotidianità, con cui si trova a fare i conti, riuscirà a comprendere il punto di vista di Lila. Quest’ultima, spesso malvista, incompresa e a tratti profondamente sola, rimarrà però sempre fedele alla propria dignità di donna: lo farà entro i confini soffocanti del rione, pur senza aver mai scritto un libro e nonostante la sua mente brillante — schermata da una corazza di apparente cattiveria — sia rimasta un potenziale inespresso, una forza della natura costretta a implodere entro i confini di un mondo troppo stretto per contenerla.
Durante l’immersiva lettura del romanzo, capiterà spesso di giudicare le scelte delle due amiche, le loro paure e le loro debolezze; tuttavia, proseguendo con la storia, diventerà impossibile non immedesimarsi in loro, immaginando cosa significhi combattere contro l'indipendenza negata, la povertà e la malavita.
L’amica geniale è una storia di coraggio e, soprattutto, di un’amicizia non idealizzata bensì autentica, in cui Lenù fatica a tollerare la superiorità di Lila e quest'ultima sembra non apprezzare mai del tutto i successi dell'amica. La loro è un'unione segnata da imperfezioni, pause e incomprensioni ma, inevitabilmente, necessaria, fedele e salda nella sua stessa fragilità: un legame stretto in tenera età e destinato a sopravvivere per decenni, resistendo alle avversità di un mondo ostile.
Questa storia coinvolge il lettore con la sua complessa semplicità, il suo ritmo incalzante e uno stile irriverente e crudo, capace di sviscerare ogni pensiero fino alla sua più remota e contorta origine.
Per chi come me vanta origini partenopee, è inevitabile scorgere in queste pagine il furore di una Napoli ambivalente: un teatro di esistenze desiderose di riscatto, ma segnate da pregiudizi che ne soffocano l'anima.
L’amica geniale non è soltanto il racconto di un'epoca, ma un'esperienza letteraria senza tempo, capace di spostare lo sguardo di chi legge e di restituire la potenza sovversiva, spesso trascurata, dell’empatia. È l'invito a perdersi in un labirinto di sentimenti feroci e bellissimi, in cui ogni lettore finirà per ritrovare un frammento della propria storia, tra le pieghe di un'amicizia che, nonostante tutto, non smette mai di brillare.