1. La Gioia che Dio prova per noi: Sentirsi scelti nella debolezza
“Dio prova gioia nei nostri confronti”. Agli occhi del Padre siamo capolavori unici e irripetibili, la nostra stessa esistenza è per Lui motivo di gioia. La fatica dell’impegno quotidiano rischia di annebbiare questa consapevolezza che dà sapore a tutta la nostra vita e al nostro agire.
a. Nel discernere la chiamata al servizio e nell'affrontare l’impegno che esso comporta, riusciamo a vivere il Dovere di Sedersi in coppia come un momento in cui affidarci e lasciarci consolare dalla Grazia di Dio? Quali dinamiche di ansia o di perfezionismo rischiano a volte di spegnere la nostra gioia, e come valorizziamo invece i piccoli gesti e i talenti quotidiani?
b. Le nostre équipe presentano realtà molto varie (coppie giovani, équipe affaticate, alcune creative e altre che hanno “gettato” le regole). Con quali modalità concrete riusciamo a far sentire una presenza fraterna che custodisce e spiega il senso del metodo e non essere percepiti come “controllori burocratici”?
2. La Gioia che Dio ci promette nella Parola: Il vino nuovo nel quotidiano
“Non abbiate paura” è la celebre esortazione pronunciata da San Giovanni Paolo II nella sua prima omelia. Questa esortazione ci richiama ad avere coraggio nel portare la testimonianza del Vangelo. Una testimonianza che diventa credibile se siamo consapevoli che Dio, da sempre, ci promette di gioire in Lui e con Lui.
Anche papa Francesco ci ricorda nell’Evangelii gaudium, che il nostro essere missionari è l’inevitabile conseguenza di un cuore grato che trabocca della gioia divina.
a. In che modo possiamo riscoprire il servizio nel settore come una risorsa di comunione e un moltiplicatore di grazia per la nostra coppia, proteggendo i tempi sacri del nostro "noi" coniugale, e contemporaneamente custodendo e coinvolgendo le relazioni familiari?
b. Come custodire la gioia di seminare con generosità sapendo che i frutti della nostra semina potranno essere raccolta da altri, e quali passi compiamo per affidarci pienamente all'équipe di settore?
c. Quale consapevolezza abbiamo che “spezzare” il tempo del nostro servizio anche con coppie o équipe che attraversano momenti di fragilità o solitudine può trasformare la nostra ospitalità nel "sorriso del Vangelo", diventando così una testimonianza contagiosa di gioia?
d. Con quale libertà interiore guardiamo alla scadenza del mandato e alla ricerca dei successori per vivere questo passaggio come un fiducioso rilancio?
Preghiera conclusiva dell’equipe di formazione:
Signore, Tu sei il nostro pane e senza di Te non possiamo vivere.
Tu sei il nostro nutrimento, la nostra forza e la nostra speranza.
Donaci la grazia di spezzare con i fratelli questo nutrimento di gioia, giorno per giorno.
Rendici capaci di portare il sorriso del Vangelo a ciascuna delle équipe che ci hai affidato, affinché la nostra presenza sia sempre segno di accoglienza, di consolazione e di vera carità. Te lo chiediamo per l'intercessione di Maria, Madre e custode del nostro sì al servizio.
Amen.
Buon confronto!
Équipe Italia